Post originariamente pubblicato su ExitEconomics.

Tante cose sono successe nel 1999 ma voglio portare alla vostra attenzione due eventi in particolare:

1. Introduzione dell’euro
2. Abolizione del Glass Steagall act

L’euro
Che l’euro sia osteggiato da politici keynesiani favorevoli alla spesa pubblica e al ripristino dei cambi valutari, come i teorici delle Lega Bagnai e Borghi, é cosa nota a chi legge i blog di economia.
Meno noto peró é che anche ordoliberisti come Milton Friedman, ebreo, premio Nobel, fondatore del pensiero monetarista, assertore del libero mercato e della politica del laissez-faire (cioé lasciate che ogni crisi economica si risolva da sola senza interventi delle banche centrali), si sono espressi in termini negativissimi sull’euro ben prima della sua introduzione, appunto, nel 1999.

Nota: gli economisti considerano l’economia una vera scienza. Bene, mi domando come sia possibile dare lo stesso premio Nobel sia a  Friedman che a Krugman i quali hanno visioni e soluzioni economiche completamente opposte e sulla base delle loro opposte teorie si sono decise le manovre finanziarie di interi stati.

Riassumo quello che scriveva Friedman nel 1997:
“una moneta comune é un’ottima soluzione in certe circostanze, come gli Stati Uniti, o pessima in altre, come l’euro. L’euro é stato adottato per ragioni politiche, non economiche. Lo scopo é stato quello di legare Germania e Francia cosí strettamente da rendere una guerra in Europa impossibile. Credo tuttavia che l’adozione dell’euro avrá effetti opposti: esacerberá le tensioni politichetrasformando shock economici che avrebbero potuto essere assorbiti da variazioni dei cambi in divisioni politiche. L’unitá politica apre la porta all’unitá monetaria. Una unitá monetaria imposta si rivelerá una barriera al raggiungimento dell’unitá politica.”

Insomma, l’euro é un disastro e lo scrivevano economisti liberisti (meno stato e piú mercato) e keynesiani (piú stato e meno mercato) ben prima che l’euro venisse adottato.
Gli stravolgimenti politici erano stati ampiamente previsti da economisti seri, non tirapiedi burocrati come Monti o Moscovici.

Abolizione del Glass-Steagall Act
Questa é meno nota ai piú ma tale abolizione ha letteralmente aperto la porta a:
1) esplosione del debito di famiglie e imprese
2) esplosione della bolla del 2008 e crisi perdurante per il ceto medio nel decennio successivo

Cos’é, anzi, cosa era il Glass Steagall Act?
La grande crisi del 1929 era stata in buona parte causata da prestiti bancari concessi per fare speculazione. In altri termini, prestiti concessi per comprare azioni. Come garanzia di tale prestito, veniva accettata come collaterale l’azione stessa. Pazzesco, ma andava cosí. Ad esempio, mi facevo prestare 100 dollari, compravo azioni per 100 dollari, le azioni salivano, che so, a 110, ripagavo 100 con gli interessi e intascavo quello che rimaneva. Il piú delle volte peró si andava in leva: mi facevo prestare 90 dollari, 10 dollari ce li mettevo io, e con i 100 dollari cosí ottenuti compravo 100 dollari di azioni. Se l’azione sale a 110, ecco che io restituisco i 90 dollari alla banca con gli interessi, e mi tengo i circa 20 dollari rimanenti. Considerando che ci avevo investito solo 10 dollari, e ne ho intascati poco meno di 20, ho un ritorno di quasi il 100%.

Quando peró le azioni crollarono, crollarono anche le garanzie bancarie. E i conti correnti dei risparmiatori vennero vaporizzati. Puff! Molte piccole banche fallirono, e anche chi non aveva investito soldi in prodotti finanziari si vide rovinato perché la sua banca si era giocata i soldi che il piccolo risparmiatore ci aveva messo. Siccome le banche erogano credito, se il credito non viene rinnovato, l’economia si ferma, si va in depressione. La depressione poi si spostó in Europa e colpí duro in Germania.
Ma questa é un’altra storia.
Torniamo al Glass-Steagall. Il Congresso degli Stati Uniti nel ’33 varó questa legge, secondo la quale le banche non potevano piú usare i conti correnti dei risparmiatori per fare speculazioni in borsa. “Se proprio vuoi speculare in borsa”, dissero “ti rivolgi ad una banca che si occupa di gestire queste attivitá rischiose, chiamata banca di investimento.”

Tutto sommato era una legge di buon senso: un risparmiatore vuole tutelare i propri risparmi, proteggerli dall’inflazione e da shock economici. Uno speculatore fa tutt’altro, sfrutta gli shock economici a proprio vantaggio, e a proprio rischio e pericolo. E’normale che ci sia una banca rivolta al primo, e una banca rivolta al secondo. Una banca tradizionale reinveste nel territorio concedendo credito a imprenditori meritevoli. Una banca di investimento opera sui mercati finanziari, e concede prestiti allo scoperto per poter operare in leva in operazioni rischiosissime come quando si fanno scommesse in short.

Che fece quel genio di Clinton nel 1999? Abrogó la legge istituita 66 anni prima. A quel punto fu tana libera tutti. L’esempio fu seguito dai paesi del resto del mondo. Banche ordinarie poterono improvvisamente sfruttare l’enorme bacino di risparmi dei piccoli risparmiatori per fare attivitá speculativa. Oggi, quando apri un conto corrente, subito ti mettono davanti il “profilo di investimento”che meglio si sposa con le tue necessitá. Sei il pollo da spennare.

Parliamoci chiaro: il Glass Steagall Act era giá stato sputtanato anni prima, durante gli anni ’80, grazie alle deregolamentazioni finanziarie operate da Reagan, attraverso le quali esplose il mercato dei derivati, specie il mercato dei derivati sui mutui. Gli anni 80 furono infatti gli anni del rampantismo di Wall Street. Quello di Clinton, peró, fu il colpo di grazia alla tutela del risparmio del piccolo padre di famiglia a vantaggio dei grandi gruppi finanziari e gestori del capitale, leggasi debito di stati, imprese e famiglie. Al solito, la Sinistra difende i diritti dei lavoratori a parole ma nei fatti ha tradito completamente il suo mandato storico da oltre venti anni.

Sapete cosa ebbe a dire Alan Greenspan, Capo della FED, uno degli uomini piú potenti del mondo, in merito alla deregolamentazione finanziaria, nel 2004?
“Non solo le singole istituzioni finanziarie saranno meno vulnerabili a shock causati da fattori di rischio non immediati, ma tutto il sistema finanziario sará piú resiliente”
Resiliente un paio di palle.
La crisi bancaria del 2008, appianata coi soldi dei contribuenti che quello stesso sistema doveva “tutelare”, sta lá a dimostrarci la cattiva fede o incompetenza di queste menti “illuminate”.

Conclusioni
Ora si parla di riseparare le banche commerciali da quelle di investimento, per disciplinare e limitare le escursioni finanziarie dei paperoni di Wall Street a danno di Joe lo sfigato padre di famiglia.
Perché non si fa? Perché questa separazione porterebbe ad un calo inaudito della liquiditá circolante e quindi ad un crollo delle Borse di tutto il mondo e ad un esplosione degli interessi sul debito degli stati con conseguente depressione su vasta scala. Mi spiego: se c’é meno liquiditá, cioé circolano meno soldi e i prestiti sono difficili da ottenere, i soldi sono richiesti, e quindi io che ho i soldi chiedo un tasso di interesse piú alto per prestarli. Se chiedo un interesse piú alto, meno individui possono accendere mutui e prestiti e quindi crollano i consumi, sale la disoccupazione e crollano i prezzi delle case.

Siamo un pallone pieno di credito in equilibrio su una punta di spillo. E ci dicono che le soluzioni per uscire fuori da questo impasse farebbero sgonfiare il pallone facendolo scendere ed esplodere a contatto con lo spillo.

Come se ne viene fuori?

Soluzioni
Esiste una soluzione per venirne fuori bene con successo:
Creare denaro per investire nel lungo termine in progetti su vastissima scala ad alta tecnologia, che avrebbero ricadute positive per anni e anni a venire: ingegneria genetica, nanoteconologie, nuovi materiali, nuove batterie, green economy, spazio, energie alternative, microcredito distribuito, etc.
Le spese per investimenti nei paesi occidentali sono al minimo storico e sono andate scemando negli ultimi venti anni.

Perché non si fanno questi investimenti?

Per due ragioni, entrambe politiche: la prima ragione é che nelle democrazie occidentali, i governi durano 5 anni se va bene, e quindi non investono in progetti ventennali. La Cina lo fa, e infatti la Cina non é soggetta ad alternanza di governi (in venti anni la Cina é passata da uno scassato produttore di circuiti integrati a mandare una sonda sulla faccia nascosta della Luna, strabiliante!). In Europa se senti parlare di investimenti é per rimettere in sesto un ponte messo male. La seconda ragione é che investire richiede piani, risorse, stabilitá per anni, e ritorni che arriveranno tardi mentre facendo speculazione finanziaria i soldi si fanno subito, e tantissimi. Se poi le cose vanno male, un sano bail-out e lo stato salva la banca. I banchieri la fanno franca e le perdite sono scaricate sul debito pubblico. Siccome i grossi finanzieri pagano per le campagne elettorali dei Macron di turno, é come chiedere ad un politico di rivolgersi contro quelli che gli hanno dato i soldi per essere eletto.