Dialogo tra il frate Aran de Le Aran ed il rozzo ed anziano guerriero Charal, in una radura della terra di Neustria. Tradotto da Agilulfus de Nèvers e redicto dal diacono Milus Fidei nel mese di Gennaio de l’a.D. sette cento quaranta e uno.

Aran de Le Aran:
Ti auguro il buon giorno. Possiamo avvicinarci senza turbare il tuo riposo?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:Siete uomini di Dio?

Aran de Le Aran:
Indegnamente Lo rappresentiamo. Ci avviciniamo nel Suo nome. E pacificamente.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Non era quello che intendevo, ma non importa. Vi hanno mandato da me degli uomini armati?

Aran de Le Aran:
No. Non abbiamo incontrato alcun uomo armato, benché abbiamo udito in lontananza il rombo di molti cavalli.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Non avete incontrato nessun guerriero ma avete trovato me. Beh, questa è bella davvero!
Comunque, fatevi avanti.
Se è dell’ascia che avete paura non vi preoccupate, resterà conficcata nel ceppo. Ho birra, se volete. E quella è carne di capretto. L’ ho tenuta troppo accosta al fuoco e s’è bruciacchiata, ma si può mangiare. Grattatela un po’. Avete un coltello?

Aran de Le Aran:
Sei cortese. Io non prenderò nulla, ma i miei compagni, qui, forse accetteranno un boccone di carne.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
In cambio, aggiungete un poco di legna al fuoco. Tu, servo, vai al mio cavallo e prendi un altro otre di birra. Con questo freddo servirà.

Aran de Le Aran:
Dove sei diretto, galantuomo ?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
A sud. Spero di raggiungere il vecchio confine della Burgundia prima del tramonto. Qualche anno fa c’era una specie di locanda dove si dormiva decentemente. Passami l’otre della birra. Sicché voi rappresentereste Dio. Gesù Cristo.

Aran de Le Aran:
Portiamo la Sua parola a chi ancora non la conosce. Ma vedo con piacere che tu non hai bisogno dei nostri modesti insegnamenti. Conosci Nostro Signore Gesù ed ho subito notato che sulla sella del tuo cavallo v’è incisa una piccola Croce. Malgrado il nostro umile compito sia dire a chi non sa, vorrei trovare più spesso qualcuno già edotto del Signore.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Altroché se lo conosco. E’ una vita che lo servo. O, meglio, servo i Suoi eredi. E così mio padre prima di me. E suo padre, prima.

Aran de Le Aran:
I Suoi eredi? Sei certo, Agilulfus, che abbia detto così?

Agilulfus:
Ha detto questo, signore: i Suoi eredi.

Aran de Le Aran:
Che intendi con i Suoi eredi , galantuomo? Gli eredi di Gesù?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Gli eredi di Gesù. I Re. Passami la birra. Per essere uno che porta… Anche del capretto… Che porta la conoscenza di Dio, pare che tu non ne sappia poi un gran ché. Non mi starai infinocchiando, per caso?

Aran de Le Aran:
Ciò che so è ciò che sta scritto nella Bibbia. O nel Vangelo. O negli Atti degli Apostoli. O nelle lettere di San Paolo. E queste sono anche le sole cose che porto: la conoscenza di Dio così come è scritta nella Bibbia. Se ho ben compreso, tu parli invece del sangue reale.Perdonami, galantuomo, ma questa credenza, l’idea che i re abbiano sangue divino, è una tradizione pagana antica come l’uomo, che la Bibbia smentisce categoricamente. Dio creò Adamo ed Eva, ma non per questo essi sono Suoi figli, né, tanto meno, portano il Suo Sangue. I Re, come tutti gli uomini, portano il sangue di Adamo, non quello di Dio. Dio non ha corpo, né sangue.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
E Merovech? Ancora birra. E Merovech? Che mi dici di lui? Che accidente fa il tuo frate? Che sono i segni che va facendo su quella tavoletta? Fa’ vedere.

Aran de Le Aran:
Non è nulla. Un suo passatempo. Sono segni senza senso. Chi è Merovech? Per quanto io ricordi, non v’è cenno, nelle Scritture, di questo Merovech.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Servo, prendi un altro otre di birra sul cavallo e portamelo. Sicché non hai mai sentito parlare di Merovech. No, dall’altro lato, appeso alla sella!

Aran de Le Aran:
Perdonami, galantuomo, ma quanta birra hai bevuto?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo: Ne avevo sei otri. E questo è l’ultimo.

Aran de Le Aran:
Non vuoi parlarmi di te, galantuomo? Forse è opportuno che abbandoniamo gli argomenti sacri. Dopo sei otri di birra potresti essere… Come dire… Un po’ confuso, e non voglio indurti alla blasfemìa o, peggio, alla bestemmia. Parlami di te.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:

Che vuoi che siano sei otri di birra, con questo freddo? Io un po’confuso comincio ad esserlo verso il dodicesimo otre. Sfortunatamente non ho portato nemmeno il settimo! Che vuoi sapere di me?

Aran de Le Aran:
Non v’è nulla nella tua vita che meriti d’essere ricordato? Parlaci della tua vita.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Che razza di domanda! Ogni uomo si compiace di trovare nella sua vita cose che meritano d’essere ricordate. Perfino tu, con la tua modestia fasulla, ti compiaci di te stesso. Fai l’umile servo di Dio, ma ti senti, non osare negarlo, tra i più bravi servi di Dio. O addirittura il più bravo fra costoro. Se proprio vuoi saperlo, tutta la mia vita merita d’essere ricordata. Ogni istante. Io sono il più grande. Io sono il più valoroso. Io sono il più saggio. Sono il grande Charal di Herstal.
Ma tu non hai mai sentito questo nome, non è così? Sì che è così.
Io sono il grande Charal di Herstal ma voi non mi avete mai sentito nominare prima d’ora. E tu non sai nulla di ciò che accade in queste terre. Dopo tutto, forse avevo torto.

Aran de Le Aran:
In che cosa, avevi torto ?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo:
Niente, lascia andare. Vuoi la storia della mia vita? Nacqui, vissi e un giorno non troppo lontano morirò.
E se non mi affretto a montare a cavallo ed a trovare un riparo, quel giorno sarà oggi e la causa della morte sarà il freddo. Ti prometto, frate, che non resterò mai più senza birra. Lo dico ogni volta da una cinquantina d’anni e invece… E’ meglio che mi seguiate, o la vostra morte sarà straordinariamente simile alla mia. Tu, servo, aiutami a montare. Se proprio volete che vi racconti la mia vita, seguitemi e parleremo lungo il cammino. Mi aiuterà a rimanere sveglio. Il sole sta calando e non vorrei congelare in sella.
Uhm, infilami il piede nella staffa.
Lo sapevi, frate, che le staffe le ho portate io in queste terre ignoranti? Ecco, servo, adesso mettimi una mano nel culo e spingimi su. Così. Sono nataaaahh… Nato ad Herstal, nel nord dell’Austrasia. Mia madre si chiamava Alpaide, ed era una donna bellissima. Ma mio padre, che se Dio è giusto sta certamente arrostendo all’inferno, era già sposato e la lasciò invecchiare ed abbrutire in una capanna di tronchi al margine di un bosco. Dimenticò lei e dimenticò me. Ma questa è una cosa che capita di frequente. Lui era il Major domi di Herstal, erede legittimo del Malfattore Giusto. Ed io sarei il suo primogenito, quindi nelle mie vene scorre il sangue del Malfattore Giusto. Ma è meglio che cambi discorso: appena pronuncio la parola sangue, ti si raggrinza la pelle.

Aran de Le Aran:
No, continua. Continua, invece. Ho l’impressione che l’aria pungente t’abbia restituito lucidità. E non tormentare la sella, la tua birra è finita davvero.
Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:
Già, maledizione. Spero sempre d’aver sbagliato il conto…

Aran de Le Aran:
Dunque porti il sangue del… Come l’ hai chiamato? Il Malfattore Giusto. Suppongo si tratti di un brigante tuo avo.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:
Avevo decisamente torto. Uhm, avevo torto a pensare che tu sapessi qualcosa di queste terre. Sembra veramente tu sia piombato dal cielo. O tu sia stato sputato dall’inferno. Chi t’ ha spedito qui forse pretende troppo da te.

Aran de Le Aran:
Hai ragione a disprezzare la mia conoscenza. Ma sbagli a disprezzare chi m’ ha mandato. E’ stato il Vescovo Winfrith. Un’anima enorme e sfolgorante.
Probabilmente io sono il suo solo errore.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:
Quello che chiamano Bonifacius?

Aran de Le Aran: Lui. Lo conosci ?

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:

Sei tu quello che non conosce niente e nessuno!

Aran de Le Aran:
Sono in queste terre da poco. Fino a tre settimane fa ero in un luogo chiamato Hibernia, al di là del grande mare. Come ti ho detto, conosco solo la Bibbia. Che poi è l’unica cosa che valga la pena conoscere. E siccome nemmeno il tuo Malfattore Giusto è citato nella Bibbia, forse non è troppo importante ch’io sappia di lui.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:
Oh oh, il frate è piccato! L’umile servo di Dio s’è spazientito e s’è fatto ardimentoso!

Aran de Le Aran:
Non sono piccato. Sto rispondendoti. Pacatamente.

Traduzione di Agilulfus dalle parole dell’’uomo chiamato Charal di Herstal:
Già. Sfortunatamente il tuo viso è divenuto rosso come una bacca di siepe. Congratulazioni, frate: la tua umiltà è pari alla tua conoscenza. Quella laggiù è la locanda. Pare che anche per oggi non moriremo congelati. Fatti una bella dormita. E domattina, di buonora, ripassati la Bibbia. Perché, vedi, nella Bibbia il Malfattore Giusto c’è. Eccome, se c’è. Ed è bizzarro il fatto che dopo aver speso un giorno a raccontare che conosci la Bibbia e null’altro che la Bibbia, si scopra che la conosco meglio io che non sono precisamente un frate.

Ed ora, buona notte. Anche a voi due. Uuhh.