12 maggio 2019, neanche tanto tempo fa, quattro petroliere ormeggiate nel porto di Fujairah, negli emirati arabi, sono oggetto di misteriose esplosioni poco dopo essere uscite dal porto.

Nessuna di queste petroliere affonda o prende fuoco, malgrado le esplosioni non fossero state così “irrilevanti”, come dichiarato frettolosamente dagli investigatori degli emirati: sullo sfondo della prima foto che ho pubblicato potete vedere un sub, il foro è largo diversi metri. Pure con tutta la buona volontà gli investigatori non sono riusciti a dare la colpa a “sommergibili iraniani”. E’ apparso chiaro fin dall’inizio che le cariche sono state posizionate sullo scafo da subacquei, probabilmente militari.

Però, appare chiaro che non si tratti di militari israeliani, le navi sarebbero finite in polvere. Neanche di militari americani, notoriamente generosi con l’esplosivo. Probabilmente sarebbe finito in polvere il porto intero, insieme alle navi, in quel caso.

Chi rimane? oltre agli iraniani… beh, loro credo che avrebbero affondato le petroliere al primo colpo, i loro subacquei sono pronti da anni per azioni di questo genere. Non credo neanche per un secondo che un demolitore professionista possa piazzare cariche a prua o a poppa, nel caso di petroliere. A meno che non glielo ordinino.

Rimane, come probabile responsabile un gruppo sabotatori sauditi, popolo che ha dato prova di una leggendaria inettitudine contro gli yemeniti che combattono in maglietta e ciabatte. Eppure questi diseredati li suonano regolarmente sul campo di battaglia.

Oppure qualche supersegreto gruppo di “007” occidentali, un gruppo di sub che ha posizionato strategicamente o stupidamente le bombe dove non potevano causare incendi, specie tenendo contro degli ipertrofici sistemi di spegnimento automatico presenti sulle petroliere moderne. Qualsiasi compartimento non pieno di greggio che venisse colpito si riempirebbe di acqua in pochissimo tempo, grazie a potenti pompe.

Notiamo che le petroliere colpite, e partite praticamente nello stesso momento tre erano ormeggiate vicine le une alle altre, mentre la quarta era lontanissima, dall’altra parte del porto: sabotatori organizzati o due squadre all’opera?

Detto questo appare chiaro un fatto , i nostri eroi si danno una svegliata e finalmente contattano un vero esperto di demolizioni subacquee, che gli spiega due cose:

1) le navi piene di greggio inquinano un botto, se il liquido fuoriesce, e sarebbe un casino per gli emirati, occhio.

2) Il gasolio invece brucia ed evapora senza inquinare troppo , e prende fuoco molto più facilmente.

3) le cariche vanno posizionate a pelo dell’acqua e appena prima della partenza: se piazzate prima potrebbero spuntare fuori dall’acqua o esplodere in profondità.

Ma guarda un po’, gli attentati riprendono, e questa vota hanno successo, anche se le cariche sono lontane da essere di tipo militare, ovvero capaci di spezzare in due la petroliera e farla sparire in un turbine di fiamme.

No bambini, forano appena lo scafo e danno il via ad un incendio impossibile da spegnere. L’equipaggio ha tutto il tempo di scappare. Impossibile, per marinai filippini a bordo capire se si trattasse di una carica magnetica o di un siluro iraniano birichino, come affermano gli americani.

Casualmente le navi partono da due porti diversi, “impossibile” che si tratti dello stesso gruppo del 12 maggio.

Rimane da capire il motivo per cui gli iraniani dovrebbero silurare due petroliere piene di gasolio davanti alle loro coste, appena al di fuori delle acque territoriali.

Non solo, una delle due petroliere era diretta in Giappone, e, proprio in quel momento il primo ministro giapponese era a Teheran a discutere di pace con il governo iraniano.

Una serie di coincidenze davvero improbabili.

Poi , ragazzi, diciamocelo, sei un genio del male iraniano, che disponi di un cervello pensante e di una certa competenza,, cosa fai se devi fare un bel botto nel golfo persico e non devi essere colto sul fatto? Semplice, lanci un drone o agganci una mina magnetica su di una nave piena di gas metano liquido… un botto terrificante che si vedrebbe fin nello spazio: nessun sopravvissuto nel raggio di diversi chilometri e nessuna traccia. Investigate pure e date la colpa agli iraniani, in quel caso.

I “geni del male”, “silurano” due petroliere a caso davanti alle loro coste…

Certo, come no.

Per finire analizziamo il grafico delle quotazioni del greggio: se vogliamo essere precisi possiamo parlare di aumento repentino dovuto all’attentato, ma piuttosto di “rimbalzo”, dovuto al raggiungimento della più bassa quotazione da un anno a questa parte. Beh,altra coincidenza, cazzo , un attentato proprio nel giorno e nel momento esatto del raggiungimento dell quotazione più bassa… davvero una singolare coincidenza. Fossi nei solerti investigatori americani cercherei chi si è arricchito con i future, questa mattina.

Ber ragazzi, per stasera questo è tutto, vi saluto dal Pianeta delle Coincidenze il vostro Nuke di Liberticida E di Orazero.