Ipotesi o verità: ripopolare l’Italia attraverso l’immigrazione? E’ un progetto pianificato da qualcuno?
Questa volta nessuna opinione personale, leggendo nel web ho trovato informazioni in merito al ripopolamento dell’Italia. Partiamo da:

Istat: gli italiani sono 55 milioni, è crollo demografico. Nascite -4%

https://www.lastampa.it/cronaca/2019/07/03/news/istat-gli-italiani-sono-55-milioni-e-crollo-demografico-nascite-4-1.36636898

Demografia: Istat, gli italiani diminuiscono e invecchiano. 60 milioni 391mila i residenti ad inizio 2019, oltre 90mila in meno in un anno. Stranieri all’8,7%

Stanno intervenendo con un progetto specifico? Perché l’ONU? Ho trovato questo vecchio ma interessante articolo del 2007 di Sara Bernard: “L’immigrazione in Italia: un’indagine sulle politiche emergenziali” https://storicamente.org/03bernard. “Nonostante sia ormai assodato che l’immigrazione «è una necessità, un dato di fatto, e in quanto tale non negoziabile» [1], le istituzioni comunitarie e nazionali trovano notevoli difficoltà nell’elaborazione e messa in pratica di politiche atte a stabilizzare la permanenza degli immigrati nei propri paesi.

L’ONU E IL SUO PIANO DI RIPOPOLAMENTO DELL’ITALIA anno 2018 Il piano ONU «Replacement Migration: is it a solution to declining and ageing populations?» prevede per l’Italia un necessario aumento di immigrazione che va tra i 35.088.000 e i 119.684.000 immigrati, parla esplicitamente di africani per sostituire i lavoratori italiani. Un preciso piano dove viene dimenticata la sovranità degli Stati nazionali, interessa solo arrivare a un unico grande mercato globale dominato dall’elite finanziaria.

Nel famoso studio ONU viene anche menzionato il Giappone. Ma i giapponesi mica son fessi, mica aspettano l’invasione preordinata da altri! “il Giappone detiene una delle percentuali più basse al mondo di popolazione non autoctona, vale a dire meno del 2%, tuttavia questo non gli ha impedito di sviluppare interi settori economici che non temono concorrenza nel mondo. Il deficit demografico e l’invecchiamento continuo e progressivo della popolazione hanno spinto il governo di Abe Shinzo, soprattutto per le pressioni delle lobby industriali, a varare per la prima volta uno specifico dettato normativo che permette l’ingresso nel paese di immigrati qualificati. Questo tema è decisamente rilevante in quanto anche una nazione che per decenni si è dimostrata ostile a chi non è giapponese, ha deciso di aprire le porte, ma lo ha fatto con un quadro normativo tutt’altro che superficiale ed effimero.” Quindi i giapponesi si dotano di lavoratori stranieri con Temporary Work Permit di cinque anni (e poi te ne torni a casa tua) e con Highly Skilled Worker (se vali veramente ti concedo il permesso di residenza permanente dopo dieci anni di duro lavoro).

Nel frattempo Trump vuole togliere lo ius soli. Una nazione presa di mira da immigrati illegali, che crede fermamente nel principio cardine del 14 Emendamento della Costituzione, ma gli stessi americani iniziano a pensare che visti i tempi è ormai un diritto ridicolo.

Quindi noi italiani non prendiamo in considerazione le politiche giapponesi o americane, ci facciamo ripopolare da “chi” ci ha caldamente consigliato l’ONU. Dimentichiamoci di politiche che diminuiscono il carico fiscale e danno più chance alle giovani coppie. Perché migliorare il futuro di chi vuole avere figli?

E’ più vantaggioso (e crea tanto business come già spiegato in questo articolo di Lorenzo https://exiteconomics.blogspot.com/2019/06/come-si-finanziano-le-ong-che-aiutano-i.html) prenderli dove esiste surplus demografico. Sono sicuro che gli africani sosterranno la nostra previdenza pubblica e foraggeranno la crescita economica. Garantito da ONU per il 2050.