Post originariamente pubblicato su ExitEconomics

Immaginate se negli Stati Uniti due Stati confinanti, per esempio California e Arizona, decidessero di siglare un trattato dove:

1. i due stati decidono di porre un freno ai movimenti populisti interni (stile Trump, per intenderci), sulla base di regole internazionali supervisionate dalle Nazioni Unite.

2. i due stati si impegnano affinché un proto-esercito a loro guida getti le basi per un nuovo esercito che coinvolga poi gli altri stati.

3. i due stati si impegnano per sostenere una valuta osteggiata da altri paesi.

Suonerebbe come follia. Per legiferare su argomenti cosí importanti esistono il Congresso e il Senato.

Bene, é successo ad Aquisgrana (Aachen per chi cerca notizie in inglese o tedesco, Aix-la-Chapelle per chi cerca notizie in francese) e il “trattato”, che non sono ancora riuscito a reperire in formato PDF, riguarda Francia e Germania. Due membri chiave dell’Unione Europea.

Ai summenzionati punti bisogna aggiungere il quarto:

4. La Francia si impegna affinché la Germania diventi membro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che attualmente conta Cina, Francia, UK, Russia e USA. L’appartenenza a tale Consiglio é basata sull’aver combattuto contro tedeschi, giapponesi e italiani nella Seconda Guerra Mondiale.

Nota: per inciso, giusto per mettere qualche puntino sulle i, queste 5 potenze sono tutte dotate di arsenale atomico; la Germania -finora- non dispone di arsenali atomici.

Ora, perché due stati membri della UE decidono di siglare un accordo di tale portata senza nemmeno passare per il parlamento europeo?
A pensare male, si potrebbe citare Orwell:

“Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono piú uguali degli altri”.

Questa celeberrima frase, tratta da Animal Farm, ed espressione dei maiali che erano saliti al potere, spiega bene la situazione europea. Formalmente siamo tutti uguali, ma di fatto due membri contano molto piú di tutti gli altri.

Notare che al punto 1 i due paesi in questione hanno menzionato l’ONU. Ho giá scritto sul Global Compact, sottolineando come documenti prodotti dall’ONU di fatto somigliano molto piú a copertine colorate di libri scritti da pochi che a veri documenti vincolanti. L’ONU ha fallito su tutta la linea su tantissimi fronti: guerra in Libia, in Yemen, Iraq (le famose armi di distruzione di massa….), Siria e chi piú ne ha, piú ne metta.

Quindi appellarsi all’ONU quando si bypassa il parlamento europeo é quantomeno risibile, specie se si parla di difendere la moneta unica, l’euro, e di lavorare ai prodromi di un esercito europeo.

Chi ha siglato quest’accordo, a mio avviso fallimentare in partenza? Macron, in discesa libera nei sondaggi che anziché occuparsi delle rivolte in casa sua si mette a firmare carte a favore della Germania, e la Merkel, ormai dimissionaria e pronta alla pensione.

Macron é alla frutta, la Merkel alla frutta. Eppure hanno la presunzione, a pochi mesi di distanza dalle elezioni europee, di dettare agenda e prioritá saldando l’asse franco-tedesco, come a dire alla Storia: “vedete, noi ci abbiamo provato”.
Sí, ci avete provato e fuori tempo massimo.

La Francia é un importatore netto, la Germania un esportatore netto. La Francia ha un rapporto debito/PIL crescente, la Germania decrescente. La Francia sta perdendo controllo sull’Africa Occidentale, la Germania (e soprattutto la Cina) stanno rafforzando la loro presenza commerciale e finanziaria. Questi accordi di Aquisgrana sono, di fatto, una resa della Francia alla Germania. Incredibile che il popolo francese accetti una tale idiozia.

La Francia ha problemi di rivolte interne, la Germania ha problemi enormi di integrazione migratoria della cui reale portata finora i mass media tedeschi hanno taciuto. E’guerra aperta tra Francia e Italia sul fronte migrazione: adesso l’Italia, giustamente, si scaglia contro il mini-euro africano, il Franco Africano, moneta straniera per tutti i paesi che l’adottano e difeso dal Corriere della Sera, Repubblica e Sole 24 ore. Il triumvirato dei “fate presto”, dell'”euro non é un problema”, del “Salvini é IL problema”.
Continuano a non capire nulla. Avvilente. Ricevono una sberla dietro l’altra ma nulla, rimangono ancorati alle loro stantie convinzioni. E’notizia di qualche minuto fa che la Germania uscirá  dalla missione Sophia: poco male, missione costosissima per l’Italia, le navi tedesche scaricavano tutti i migranti in Italia, con accordi presi sottobanco da Renzi.

Aquisgrana é un altro chiodo sulla bara di una vera Europa dei popoli, perché crea ulteriori acrimonie e gelosie interne laddove invece ci vorrebbe molto piú ascolto e capacitá di negoziazione.
Ma una elite politica cresciuta nella bambagia, nella convinzione di essere nel giusto, di avere la veritá in tasca perché ha frequentato le universitá migliori, i circoli sociali migliori, non puó accettare di avere torto. Hanno preso le cattedre migliori di economia e scienze politiche alle universitá, hanno occupato i migliori posti nella Pubblica Amministrazione i cui salari sono pagati proprio dalle tasse di quel popolo che loro, i potenti europei, continuano a disprezzare. Macron, con le sue sortite pubbliche, é fuori dal mondo. La Merkel ha decretato la sua fine nel 2015 quando disse ai migranti di venire in Germania.

Il problema di questa Europa é culturale, si chiama politically correct (buonismo), e si manifesta in varie forme: le quote rosa, di cui ho scritto, il fatto che si parla sempre di diritti, ma mai di doveri e in ogni caso i doveri sono sbilanciati (io per farmi una casa contraggo un mutuo trentennale mentre un migrante economico, sotto protezione “umanitaria”, ha accesso a vitto, alloggio, istruzione e cure mediche gratuite per anni e anni. Se mio figlio va sporco a scuola chiamano i servizi sociali ma i rom i i figli a scuola nemmeno ce li mandano e nessuno li tocca). Il politically correct impedisce di riconoscere che, dietro vaghi ma nobili principi di uguaglianza e fratellanza (paesi senza confini con libertá totale di migrazione e accoglienza a carico della collettivitá, vedi Global Compact), si celano enormi interessi finanziari volti a spolpare la classe media disintegrando diritti acquisiti in due secoli di lotte. I poveri fanno abbassare i salari, accettano condizioni di lavoro che una persona che ha studiato, e per il quale la famiglia ha speso denaro e tempo, giustamente rifiuta: che senso ha studiare e laurearsi se poi devi lottare per uno straccio di lavoro sottopagato? Tanto vale mollare la scuola e fare lavoretti.
L’abbandono scolastico é figlio del politically correct, come ho scritto qua: anziché parlare di questioni serie, attuali, di come funziona il mondo oggi, si preferisce ancora parlare della Cultura con la C maiuscola sganciandola dalla realtá perché fa comodo avere impiegati buoni per la Pubblica Amministrazione, mansueti e insicuri.

Il politically correct é quello che fa chiudere una testata media di contro informazione come SocialTV. In un mondo dove i media decidono sulla base del politically correct quali messaggi far passare e quali no (recente é la nascita del termine “hater”, per indicare uno che usa i social come megafono della propria rabbia), come insegna Marcello Foa, é sufficiente bloccare i commenti ad un video, o limitarne la diffusione,  per annientare, ripeto annientare, qualsiasi voce di dissenso. E questo nella evoluta Europa dove tanto ci vantiamo della libertá di informazione.
Le Fake News sono quelle che ai Governi non vanno bene: se sono i giornali come Repubblica a scrivere scempiaggini, tutto bene. Ora poi si parla anche di complottisti, quando le cose non tornano come dovrebbero e sorgono dei dubbi su come siano andate effettivamente molte vicende storiche.

Il politically correct é l’anestetico del popolo nel 2019. E’distruzione della corteccia cerebrale.
Gli accordi di Aquisgrana di oggi sono un altro esempio di quel politically correct che non guarda la realtá europea per come é, ma ancora una volta si rifugia dietro specchi rotti come ONU, euro, anti-populismo per non tradire un totale vuoto di idee e di prospettive. Hanno la loro ragione d’essere nella difesa di simboli che ormai hanno fatto il loro tempo. Hanno fatto tanta di quella propaganda pro-Europa da riuscire a far odiare il solo concetto di Europa anche al piú incallito degli europeisti, come ero io. Perché non é questa l’Europa che io voglio. E benissimo fa Salvini a demolire questo edificio, con una maestria che tutti al mondo gli stanno riconoscendo, pezzo dopo pezzo.