Nello scorso post, ho ricevuto alcuni commenti, che qui riassumo (per una lettura dei commenti originali, andate al sito di OraZero).
Per capire il senso dei commenti, vi rimando all’articolo originale.

Ecco il succo dei commenti:

1) Il bitcoin è oro digitale
2) il bitcoin, al pari di Microsoft che nacque in un garage, gode del supporto di chi ci crede ed è per questo che è salito di valore.
3) Una banca può propormi titoli tossici, chiedermi di mettere denaro in un conto corrente a rendimento nullo, oppure mi propone di investire in borsa a leva. Quindi mi fotte.
4) la moneta nei mercati finanziari potrebbe comprare più volte la terra. Quindi il valore è fittizio.
5) il BTC non è più frode dell’euro, e la volatilità del BTC ce l’hanno anche strumenti finanziari ordinari.

Ecco le mie considerazioni sul punto 1), da ingegnere che studia da anni economia e finanza, da appassionato e con mente abbastanza aperta da aver dovuto disinteressarmi prima di Keynes e poi dei principi della scuola austriaca.

I punti da 2) a 5) li coprirò in un prossimo post.

1) Il bitcoin è oro digitale
Questa affermazione si basa sul fatto che, come l’oro richiede fatica ed è disponibile in quantità limitata, così lo è il bitcoin.

Sì, da questo punto di vista esiste un parallelo.
Ma spingiamoci un po’ oltre con l’aiuto della logica. Capiremo che il BTC NON É oro digitale. E’ uno strumento speculativo frutto di una clamorosa cantonata sul funzionamento dell’economia reale.

Primo, non sappiamo quanto oro vi sia nella crosta terrestre e quanto ne potremo estrarre con i mezzi futuri. E’ aleatorio. Invece sappiamo con matematica precisione il numero totale dei bitcoin creabili. La supply dell’oro è aleatoria, mentre sappiamo con ottimi margini di certezza quanti BTC possono essere creati tra oggi e un mese da oggi.

Secondo, l’oro non può gestire le moderne economie. Sì, ci sono le scuole austriache che affermano il contrario. Beh, il buon senso dice altro. Una economia è elastica, ed è tanto più elastica quanto si muove dai beni ai servizi, e non può basarsi sulla disponibilità rigida e lenta di oro per  le transazioni. Se l’oro è stato abbandonato, più e più volte, e il rapporto rispetto al dollaro o la sterlina o altro paniere è stato sottoposto a svalutazione più e più volte, è perché una economia dinamica ha bisogno di scelte dinamiche. Questo non significa dare ragione tout-court alle decisioni operate dalle banche centrali, ma l’anarchia monetaria spinge all’incertezza, l’incertezza alla paura, e la paura al crollo delle transazioni commerciali, e quindi all’implosione dell’economia. E’ stato sufficiente hackerare un sito per scambiare dollari con bitcoin (cercate Mt. Gox con Google) per creare il panico su Bitcoin.

Terzo, a coloro che dicono che un collasso dell’economia globale porterebbe oro e bitcoin a livelli impensabili rispondo: volete un collasso dell’economia? Sembra quasi lo desideriate. Volete disoccupati, suicidi, scuole chiuse ma internet perfettamente funzionante con i costi dell’energia elettrica alle stelle così poi con i bitcoin comprate asset a prezzi di saldo? Ma ragazzi, questo è ciò che fanno i bravi speculatori-coccodrillo che voi tanto detestate e dai quali il bitcoin dovrebbe proteggervi!
Battute a parte, una stagnazione secolare potrebbe essere alle porte, ma il post si farebbe troppo complesso e off-topic, e bitcoin non risolverebbe nulla, ANZI.

Quarto e più importante punto: il bitcoin è deflattivo. Per i creatori è un bene, per me è una follia, frutto di una idea distorta (tedesca direi) che l’inflazione E’ il problema dei problemi. Nell’ipotesi in cui tutto il mondo usasse bitcoin, una manciata di bitcoin varrebbero quanto il PIL di un Paese. Sottopongo a voi i seguenti quesiti:
4a) coloro che hanno minato per primi quantità enormi di bitcoin cosa farebbero, si comprerebbero un piccolo stato?
4b) se io so che una valuta aumenta matematicamente di valore perché è in numero limitato e l’economia si espande, cosa faccio, me la spendo o la tengo in cassaforte? Ecco che la gente comprerebbe bitcoin senza di fatto spenderli in beni e servizi, e l’economia reale dovrebbe girare su altra valuta. Il che porterebbe il valore di bitcoin a scendere, fino ad un punto di equilibrio. Bitcoin non può essere usato come moneta di scambio da sola. Pura e semplice logica.

Quindi occorrerebbe creare una moneta agganciata al bitcoin, che so, una lira = 0.000001 bitcoin. E quindi ricreare una sorta di Bretton Woods dove, anziché l’oro come sottostante, si usa il bitcoin. Bene. Ma Bretton Woods fu un accordo siglato da stati uscenti da una guerra, e il BTC è per definizione contro lo stato e avverso al controllo centrale.

Ora supponiamo che io debba comprare 100 gr di prosciutto. Mi costa 0,01 lire. Pago con le lire, quindi il bitcoin come interviene? Sta da qualche parte, nella rete. Chi valida la transizione in lire? Una seconda blockchain? E chi stabilisce il valore tra lira e bitcoin? O aspetto di morire di fame prima di decidermi a pagare in preziosi bitcoin e nel frattempo il droghiere chiude i battenti?
Scusate ma la cosa si fa un po’ troppo complicata.
Sarò io limitato, ma non vedo in giro risposte a queste domande.

Ma c’è di peggio nei tetri e foschi territori dove mi conduce la mia umile logica. E ci arrivo fra un attimo.

Bitcoin è a tutti gli effetti soggetto all’hype del momento ed è sostenuto da ordoliberisti ignoranti di economia che vedono lo Stato come IL Problema, salvo poi avere fatto scuole pubbliche, girato su autostrade pagate con debito pubblico, mandato i figli ad asili sovvenzionati con denaro pubblico che rimangono ancorati ad una idea ingenua dell’economia. Più che uno schema Ponzi, è un sistema pump and dump, una sorta di marketing piramidale dove chi ci mette i soldi fa aumentare il valore per i primi entrati, che poi vendono quando i prezzi sono alle stelle. Né più né meno come un ordinario e banale strumento speculativo.

La rete bitcoin consuma quantità mostruose di energia elettrica solo per validare le transazioni e lucrare sulla differenza fra il premio in bitcoin ricevuto e il costo dell’energia elettrica.

Mi dite che differenza c’è fra il profitto fatto in questo modo (differenza tra valore del BTC e il costo della corrente per produrlo) e il signoraggio bancario (differenza fra il valore facciale della moneta e il costo per produrla) tanto odiato dai promotori del bitcoin?

Secondo voi chi mina l’oro contenuto nella crosta terrestre gode dei sopracitati privilegi? Bitcoin non mi pare molto oro digitale, da questo punto di vista.

Mi dite che differenza c’è fra pool organizzati che mettono insieme milioni di euro di server accentrando geograficamente e in poche mani i centri di mining e le banche centrali che creano moneta dal nulla accentrando in poche mani queste decisioni? 

Tra l’altro con i soldi stampati, le banche centrali comprano debito pubblico che finanzia scuole, ospedali etc. Ma sorvoliamo. Non è che il banchiere centrale si stampa per sé un trilione di euro. O pensate che sia così?

Chi ha creato il bitcoin NON ha capito come funziona il mondo di oggi o, meglio, non ha capito proprio come funziona l’economia ed è rimasto ad una visione economica del 1500. La Spagna era piena di argento e oro e ha fatto default più volte mentre nasceva la brillante economia olandese, che non ha basato la sua economia sull’oro ma che ha inventato la suddivisione del rischio di impresa e creato la compagnia olandese delle indie orientali, una delle società più profittevoli della storia.

La blockchain è una grande invenzione, ma ce ne è di strada da fare prima di avere una criptovaluta degna di essere usata. 

Il bitcoin è stato sviluppato come risposta alla crisi del 2007, ma la crisi del 2007 è stata causata da una serie di eventi che hanno come origine eventi accaduti venti anni prima e dalla avidità umana, che esisterà sempre (vedi lo scandalo della Silk Road, un mix di TOR e Bitcoin per commerciare in droga e armi). Non ci sono dollaro, bitcoin, oro o conchiglie che tengano.

Nel frattempo, io continuo a studiare, senza bias di sorta, la blockchain. Un poco per volta, il tempo è quello che è per via di lavoro e famiglia, e sto leggendo vari libri in // perché la sola blockchain è noiosetta.

Posted by ExitEconomics  Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/08/bitcoin-e-una-frode-perche-non-puo.html