[L'intervista] 'Io rapita da Al Qaeda. Senza il radicalismo islamico sono una donna libera'
di Sara Giudice

E’ nata in Canada Yasmine Mohammed, ma ha origini arabe, mamma egiziana e padre palestinese. E’ cresciuta all’interno di una famiglia molto conservatrice nella città di Vancouver, in quel Canada dove non stupiscono i modelli e le sfide riuscite del multiculturalismo. Ma come in molte città occidentali, alcune comunità islamiche vivono la loro quotidianità mantenendo le tradizioni ultra conservatrici della religione, scambiando la democrazia con la libertà di poter negare i diritti umani agendo incontrastati, come se la legge di Allah fosse la legge di stato. “La mia infanzia non è stata serena”, spiega YasmineMohammed . La donna ha deciso di raccontare le sofferenze e le violenze che ha subito in un libro, in uscita in Canada e negli Stati Uniti che si chiamerà “ Confessioni di una ex musulmana, da Al Qaeda all’ateismo”.

Che ricordi hai della tua infanzia?

Mi picchiavano se non memorizzavo il Corano, il testo sacro dell’Islam. A nove anni sono stata costretta ad indossare il Hijab, vivevo come se fossi in un paese arabo conservatore, privata della libertà che invece vedevo concessa alle mie coetanee. Non mi sono mai davvero resa conto di quanto fosse stata orribile la mia infanzia fino a quando sono cresciuta. Abusi e umiliazioni erano costanti, avevo paura della mia famiglia, di bruciare all’inferno, di essere punita da Allah se non mi vestivo adeguatamente. Ero profondamente infelice. E il peggio ancora doveva arrivare.

Quando è arrivato e cosa hai vissuto?

All’età di diciannove anni, senza che nemmeno me ne accorgessi sono stata vittima di un matrimonio forzato e il mio futuro sposo non era uno qualunque, era un agente di Al Qaeda, l’organizzazione terroristica responsabile tra gli altri, dell’attentato dell’11 settembre 2001.

E’ stata mia madre ad obbligarmi a sposare un uomo che neanche conoscevo. Mi sono sposata a Vancouver e il mio matrimonio è stato brutale. Non sono sicura di riuscire davvero a descriverlo, non mi sentivo niente, lui mi aveva così esaurito, non ero nemmeno un guscio di me stessa, ero inesistente. Non mi sentivo un essere umano. L’uomo che ho sposato aveva vissuto in Afghanistan, combattendo con Al Qaeda e con altri gruppi terroristici ed era molto indurito. Aveva una missione, doveva morire per Allah e prendere con sé molti infedeli. Ora è imprigionato in Egitto.

Riesci a farmi capire cosa significa vivere accanto ad un membro di Al Qaeda?

Significa capire che il loro modo di vivere l’islam è incompatibile con la dignità umana, rendersi conto di questo…

Al-Qaeda odia l’Occidente e la libertà perché i valori occidentali sono anti islamici. Non esistono sfumature o aree grigie. Amano l’Islam, Allah, Mohammed ad un livello psicotico. E si oppongono e odiano chiunque non sia islamico. Le persone non musulmane non sono nemmeno considerate umane.

Alla fine sei riuscita a salvarti e hai deciso di lasciare l’Islam…

Studiando la storia delle religioni ho capito che il Corano non è la parola di Allah, le persone sono solo plagiate, hanno paura dell’inferno. Anche a me è stato fatto il lavaggio del cervello, ora però sono libera. Senza l’islam, sono libera.

Che ne pensi dei recenti attentati terroristici in Europa e dell’ondata di islamismo che si respira nelle comunità Europee

I recenti attacchi terroristici in Europa sono una conseguenza naturale. L’Islam insegna che l’obbiettivo principale di un musulmano è quello di impostare tutto il pianeta seguendo le leggi islamiche. Questi attacchi terroristici stanno accadendo perché i musulmani stanno lavorando per raggiungere questo scopo. Il modo migliore per contrastarlo, a mio parere, è lo stesso modo in cui abbiamo contrastato tutte le altre ideologie autoritarie, dal nazismo al comunismo. Accettare che l’ideologia islamista conviva con l’Europa e le sue regole non ha alcun senso.

Dalle tue parole emerge però un chiaro attacco all’islam tout court, il tuo attacco pare generico. Eppure esistono milioni di musulmani che vivono laicamente

Certo perché a volte le persone sono migliori delle scritture. La religione islamica, come spiega benissimo il libro di Hamad Abdul Samad, “Fascismo islamico”, ha delle componenti simili al fascismo, ma ciò non significa che tutti i musulmani siano fascisti. C’è una grande differenza tra gli insegnamenti della religione e le persone che seguono tali insegnamenti. I paesi che seguono la shaaria sono più di cinquanta nel mondo e non mi pare che il loro approccio e l’educazione che diffondono sia moderata.

Quindi vuoi dire che nell’Islam non si può prescindere dalla violenza?

Se segui il Corano no, non puoi prescindere.