Disokkupazione

Prenda il numero, prego”. Il giovane, disorientato abbassa gli occhi, e vede una bella ragazza, seduta dietro un bancone futuristico di vetro e alluminio.
Non appena oltrepassate le porte a vetri ci si ritrova davanti questa specie di astrovave, illuminata qua e là da luci a led colorate, messe a cazzo, segno sicuro dell’opera costosissima di un designer.
La ragazza porge al giovane un fogliettino con il numero e il logo della compagnia, sotto il motto “risolviamo problemi”.
Logo ripetuto sulla parete di fronte, grande, enorme in plexiglass illuminato dalle immancabili lucette a cazzo.
Tutto enorme, asettico, pulito e costoso.

Si siede in un divanetto troppo basso e morbido, e aspetta.
Viene chiamato il suo numero. Un gigantesco schermo gli indica che deve recarsi all’ufficio 101.
Il bigliettino si illumina e una freccia gli indica la direzione da seguire.
Dentro l’ufficio una scrivania, e dietro la scrivania un omone grande e grosso , in completo classico grigio.
“Nessuno porta più la cravatta”, pensa il giovane “tranne loro”

“Prego, si sieda,signor…”

“Vanni, Vanni Lorenzo”
“Bene Signor Vanni,come possiamo aiutarla?”

“Non è per me, ma per mia madre, Strighini Nicoletta”
“Cosa le è successo”
“Si è ammalata, pensa va di avere un disturbo lieve, ma era un cancoro al pancreas. E’ dovuta rimanere in ospedale più di un mese, in attesa della rigenerazione.
Quando è tornata la casa era sprangata da lastre di acciaio, occupata da una famiglia intera.”

“Ha provato a ragionare con loro? , le ha ricordato della legge Europea Picard -Monti sul Diritto Assoluto di Proprietà?”
“Mi sono rivolto anche alla polizia, che mi ha detto che non possono fare niente, in quando il loro Diritto di Possesso è superiore al Diritto del Proprietario di una casa sfitta.”

“Si è rivolto ad un legale?”
“si, e mi ha consigliato di rivolgermi a voi”.

“Noi della Extrema Ratio siamo preparati a risolvere velocemente questioni del genere, in effetti. E siamo stati i primi ad ottenere l’autorizzazione ministeriale per operare.”

“si, ma…”
“Dica”

“Vorrei Esercitare il mio Diritto di Proprietario personalmente”

“E’ una procedura molto insolita”

Lo so, ma quei bastardi mi hanno picchiato, mi hanno rotto un paio di denti e anche qualche costola, voglio fargliela pagare.”

“La capisco, ma devo ricordarle che in quel caso non possiamo assisterla direttamente, ma solo fornirle supporto tecnico, forse sarebbe meglio lasciare agire una squadra di tecnici autorizzati”.

“No, voglio occuparmene personalmente”

“Come vuole, ha tutta la documentazione necessaria?, Mi faccia vedere. Certificato di proprietà, delega di sua madre, autenticata, verbale delle comunicazioni ufficiali di sgombero. Bene, sembra sia tutto a posto, andiamo!”

“adesso?”

“Ha forse qualche appuntamento?”
“no, ma…”

“non perdiamo tempo, allora! Venga con me!

Una lunga camminata, verso un ascensore, le pareti rivestite di altre opere d’arte in acciaio alluminio, vetro e lucette a cazzo. Dopo una lunga discesa si arriva in un garage sotterraneo.

Una fila di giganteschi furgoni e parcheggiata, e ci si dirige verso uno di essi, già in moto.
Nella cabina, già avvisati in qualche modo misteriosi sono già presenti altri due omoni grandi e grossi.

“chi sono?” Fa il giovane? “Sono la squadra tecnica, interverrà per ripulire tutto e agirà nel caso qualcuno mi attacchi. Prego, accomodiamoci dietro.”

Dentro il furgone sembra ancora più grande, tutto è in acciaio inossidabile , panche e armadietti.

L’omone ne apre uno, e tira fuori caschi e giubbotti antiproiettile, e aiuta il giovane ad indossare i suoi.

Poi gli porge una valigetta.

“questo lo chiamiamo il Kit. Contiene tutto quello che le potrà servire.”

Gliene illustra brevemente il contenuto, e come dovrà servirsene durante il tragitto. E poi chiede il versamento dell’onorario, una cifra esorbitante, ma non troppo, stabilita per decreto. I due telefonini si toccano e il pagamento è fatto.

Fnalmente il furgone arriva.

Non appena parcheggiato il mezzo proprio davanti al palazzo, con le luci rosse lamepggianti accese, tutti si dileguano, alcuni lanciando occhiatacce al mezzo.
Sono anni che nessuno tenta di attaccarne uno, non dopo i fatti del 38, morirono centinaia di persone negli scontri che ne seguirono.

“Andiamo signor Vanni, si faccia coraggio! O ci ha ripensato?”

“No, andiamo avanti”, nelle mani del giovane la valigetta sembra diventata molto pesante.

Salgono le scale, con calma, e tutto intorno a loro è silenzio.

Siamo davanti alla porta, nient’altro che una nuda lastra di acciaio, dietro la barriera alcune persone respirano forte.

Perfetto, signor Vanni lasci fare a me.”

“Sono Operatore ai termini di legge, con titolo approvato dallo stato e autorizzato ad operare come consulente! Comunichiamo ai sensi di legge dell’articolo 2, comma 3, paragrafo 1 della legge Picard – Monti che intendiamo esercitare il Diritto di proprietà”
Invitiamo gli occupanti dell’immobile di lasciarlo entro sessanta secondi, senza opporre resistenza!”

Inizializzate nessuna risposta, poi un silenzio attonito diventa fragoroso, subito seguito da urli e insulti in varie lingue, del tutto incomprensibili.

Bene, Sig, Vanni, tocca a lei, mi raccomando , sa bene che può agire solo dentro i confini della sua proprietà

Il giovane apre la valigia, tira fuori due cilindretti, che appoggia alle pareti di fianco alla porta, e poi altre quattro scatoline, che piazza agli angoli della lastra di acciaio.
Non sono calamitate, eppure aderiscono perfettamente alle pareti in muratura e alla lastra di acciaio. Il ragazzo si allontana di una decina di metri, proprio dietro l’angolo del corridoio e aziona un comando con il suo cellulare.
Le due scatoline di fianco alla porta perforano la parete, e cadono a terra dall’altra parte in meno di un secondo. Subito esplodono con un lampo e un rumore assordante.
La lamiera di metallo viene dilaniata dall’esplosione contemporanea delle cariche, e collassa a terra ridotta in una piccola sfera pesantissima.

Il giovane prende l’ultima cosa contenuta nella valigetta, una grossa pistola Breda in plastica caricata a pallottole esplosive intinte nel veleno, e entra dentro:

Subito inizia un inferno di spari e grida, e fra tutte spiccano le urla del giovane: “crepate! crepate tutti!, maledetti bastardi!”

By Nuke di www.liberticida.altervista.org. Racconto scritto personalmente per gli amici di Calcydros.