Trump rimosse le deroghe di importazione di greggio iraniano a Novembre 2018, i Paesi coinvolti furono Italia, Grecia, Taiwan, Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. Tuttavia l’Iran continua a esportare 2,2 milioni di barili giorno e Teheran rimane al 5° posto in classifica tra i grandi esportatori di petrolio.

Quindi non tutti hanno accettato il diktat di Washington. Infatti Cina e Russia si sono dichiarati contrari alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti. Germania, Francia e UK desiderano superare le sanzioni USA e hanno lanciato Instrument in Support of Trade Exchanges. Comunque gli americani non sono furbissimi e con queste sanzioni ci guadagnano Arabia Saudita e Russia.

Viaggetto lungo ma sono arrivati

Nonostante le sanzioni, l’8 maggio 2019 la petroliera Marshal Z ha rifornito la città di Zhoushan (a Sud di Shanghai) di quasi 130 mila tonnellate di petrolio. Come hanno fatto ad eludere le sanzioni statunitensi? Semplice, trasferiscono il petrolio da nave a nave, nel caso sopra citato hanno usato 4 diverse imbarcazioni, una lunga serie di documenti dove il greggio veniva registrato come proveniente dall’Iraq. Nel caso specifico è stato utilizzato un terminal che offre la possibilità di immagazzinare carburante senza entrare effettivamente in Cina, quindi non si passa per la dogana cinese e non rimane traccia.

Il mercato grigio

Teheran risponde ulteriormente vendendo il petrolio sul mercato grigio, per loro infatti non è una truffa ma una risposta alle sanzioni. Il presidente Rohani ha ammesso candidamente che usa per esportare il greggio “nuovi metodi” per mantenere alti i livelli: ha mobilitato tutte le risorse del paese per venderlo a tale mercato e l’agenzia di stampa statale IRNA lo riporta (di fatto vengono utilizzate ditte private).

Sfanculata migliore non poteva venirgli

Ecco perché i bovari americani sono incazzati come le pantere, cari Drughi. Le sanzioni statunitensi non servono a molto, l’Iran bypassa le strette maglie americane e consegna il suo greggio agli acquirenti asiatici a prezzi minori in un contesto di sanzioni. Quindi diventa ancora più competitiva e grandi acquirenti di greggio iraniano sono India, Cina e Giappone. Chissà cosa ci faceva Shinzo Abe ieri a Teheran?

Pechino è il primo acquirente di petrolio dall’Iran

La Cina ha aumentato gli acquisti quest’anno, infischiandosene delle richieste degli USA. Ad aprile 2019 la Cina avrebbe acquistato 750.000 barili al giorno di greggio iraniano e continuerà ad acquistare petrolio dall’Iran secondo alcuni analisti del settore. Il vice ministro iraniano del petrolio Amir Hossein Zamanian fa sapere che la Cina ha offerto all’Iran tre miliardi di dollari per il petrolio, questo è un accordo tra Sinopec (China Petroleum & Chemical Corporation) e il governo iraniano, per sviluppare e potenziare i giacimenti petroliferi iraniani colpiti dalle sanzioni americane.

Sfanculata doppia che dimostra un grosso giro di affari

La pressione contro l’Iran si sta dimostrando essere un mero desiderio americano di bloccare l’espansione asiatica della Cina e farlo passare come blocco antiterrorismo e anti nucleare. In geopolitica è una semplice proxy war che non può essere fatta, semplici pressioni di chi non accetta il nuovo assetto geopolitico. Prima o poi i bovari dovranno farsene una ragione, il dragone va in soccorso degli ayatollah e diplomaticamente ignora lo scontro avvenuto qualche giorno fa tra due navi da guerra, una americana e una russa nel Mar Cinese Orientale. Semplice partita di scacchi.

https://www.quotedbusiness.com/thm-24-energie-risorse/paese-13-mondo/art-2574-petrolio-sanzioni-usa-contro-l-iran-chi-ci-guadagna

https://it.sputniknews.com/economia/201905167652527-iran-esporta-petrolio-in-cina-in-baffo-alle-sanzioni-usa/

https://www.askanews.it/esteri/2019/05/02/iran-al-via-oggi-stop-usa-a-export-greggio-teheran-rimedieremo-pn_20190502_00042/

https://energiaoltre.it/petrolio-35/

https://www.huffingtonpost.it/entry/iran-contro-i-falchi-usa-teheran-si-affida-al-dragone-cinese_it_5cdee292e4b00e035b8f746a