Epstein aveva forse un ritratto di Bill Clinton in un abito blu? Assolutamente non lo so, ma forse aveva di meglio: la LolitaExpress. Isola gabbia dove le adescate provavano a fuggire a nuoto.

Pedofili e orge in Little St.James nell’arcipelago delle Virgin Islands, una Isle of Sin, un rifugio lontano dai riflettori. Qualcuno scrive: “non tollerava di vedere intorno gli addetti alla manutenzione, ordinando che stessero il più possibile alla larga dalla villa. Eppure qualcuno giura di aver visto tra gli ospiti Bill Clinton e altri potenti. Ma la gran parte degli addetti dell’isola furono costretti un paio di anni fa a firmare accordi di segretezza per non svelare nulla di quanto avevano visto.

Strana storia questa pedofila e questo Me Too movement. O viene denunciata subito e in tanti si massacrano per seppellirla, oppure si aspettano decine di anni e le vittime parlano dopo decenni. Minorenni consapevoli che dopo decenni denunciano massaggi e oltre, ma che all’epoca dei fatti venivano pagati 300 dollari a volta.

Stanno decadendo quasi tutti i processi del me too come per Kevin Spacey Fowler, ma una certa ala è stata spazzata via “solo perché additata di aver commesso”. Vite rovinate dal processo mediatico, senza nemmeno uno straccio di prova.

Sempre in mezzo tra vere carriere buttate in cesso e false carriere salvate dal cesso.

Si salva chi può, poi pirati ai Caraibi per tutti, una gogna maledetta da cui non ti salvi nemmeno se è vera la verità. Il problema è che dentro c’è finito un calderone immenso di attori e accusatori, non sai più a chi credere. Anche con le migliori intenzioni.