I tanti gästarbeiter attirati dalla “locomotiva d’Europa” hanno scoperto miraggi e contraddizioni.

Nella Germania post-unificazione esistono ancora due mercati del lavoro paralleli: oggi mediamente lo stipendio di un tedesco che vive a Ovest è il doppio di quello di un tedesco che vive a Est, e sono già passati 25 anni dalla caduta del muro. E alla fine arrivò il signor Hartz, ex amministratore delegato della Volkswagen, condannato in seguito per corruzione.

Con Hartz IV ogni cittadino dovrebbe avere quello di cui ha bisogno per sopravvivere. Ma luci e ombre tratteggiano questo sistema di assistenza sociale ai disoccupati, la Germania limita il sostegno economico a chi cerca lavoro al fine di indurre i cittadini a trovare lavoro in modo rapido, ma spesso il sistema limita la libertà personale e non favorisce l’aspirazione a una vera ricerca personale della professione.

Hartz IV ha due livelli:

1)disoccupazione di 1° livello: si riceve 1/3 dell’ultimo stipendio netto ricevuto

2)disoccupazione di 2° livello, il vero Hartz IV: circa 410€ per sopravvivere

Il sistema tedesco non tiene in considerazione il tempo che effettivamente una persona ha lavorato e quante tasse ha versato. NON si può rifiutare nessuna offerta di lavoro ricevuta dall’ufficio di collocamento tedesco (viene contemplata solo la malattia), spesso non tengono in considerazione carriera, titoli o specializzazione, tutto questo spesso blocca la ricerca di una persona che da anni e anni lavora.

Hartz IV ha reso la Germania flessibile nel mondo del lavoro e al contempo ha investito molto per promuovere studio, apprendistato e formazione dei giovani. Il lato positivo è che i giovani tedeschi con questo sistema hanno trovato la propria strada lavorativa e ora hanno una vita migliore. Al contrario una persona di 50 anni disoccupata – con questo reddito e mini lavoro – si indebolisce, perde di fiducia in sé stesso, si deprime quando realizza che non riuscirà mai più a rientrare nel suo mondo di lavoro.

Hartz IV è una medicina con indicazioni e controindicazioni.

Secondo i dati forniti OCSE la disoccupazione in Germania negli ultimi anni si è dimezzata: nel 2005 la disoccupazione era del 11% mentre ora è al 4 %. Ma come va nella Ex DDR?

Recentemente si sono registrati alcuni disordini attribuiti ai nazisti, ma forse c’è ben altro. Con la riunificazione tedesca – dopo il Crollo del Muro nel 1989 – la riunificazione non è avvenuta mantenendo pari diritti e dignità. Una capitalistica e forte Germania annetteva “in questo moderno Anschluss” una Germania più debole: la parte Est del Paese è stata umiliata e privata di istituti giuridici ed apparati industriali. I tedeschi dell’Est dovettero emigrare o accettare paghe piallate verso il basso. Nella Germania dell’Est tutti i cittadini (anche le donne) lavoravano e avevano una casa per diritto garantito costituzionalmente, zona in cui disoccupazione e pigrizia lavorativa erano considerati crimini sociali.

Bisogna chiarire cosa è veramente successo in Germania e questo video lo spiega molto bene: COME FANNO A PRIVATIZZARE TUTTO: IL SACCO DELLA GERMANIA DELL’EST – Vladimiro Giacchè 

Ecco come venne smontata la DDR: ora, visto che non si è ripresa alla grande, ecco spiegati alti tassi di disoccupazione (rispetto al resto del Paese) e gli episodi di poca tolleranza come è avvento a Chemnitz (dal 1953 al 1990 Karl-Marx-Stadt). Nei Länder ad Est la disoccupazione ha una percentuale alta e in tutta la Germania dilaga la piaga dei cinquantenni disoccupati.

Nella stessa Germania una persona su quattro è povera, ma la stessa ha un tasso di disoccupazione tra i più bassi in Europa.

Hartz IV è una forma assistenziale ricevuta da 6 milioni di persone : di questi 1/3 sono minori. Il trappolone di €410 + alloggio + spese connesse (compreso riscaldamento e pure l’abbonamento tv) + diverse altre agevolazioni, non educa i figli degli assistiti, non vengono educati alla ricerca del lavoro e li portano a vivere in una sorta di limbo. Ancora più difficile aiutare gli ultra-adulti. Ulteriore limitazione nel sistema è il divieto nel sistema Hartz IV di sostenere colloqui autonomi senza passare per gli uffici e i funzionari dei centri per l’impiego: quindi il sistema a volte ha un potere molto forte sui desideri e sul destino dei disoccupati. Quindi enorme pressione sui disoccupati affinché accettino un posto e a un livello inferiore. Ma in Germania se perdi il lavoro ne trovi un altro facilmente.

Non si vive bene da poveri, ma neppure malaccio. Interventi sociali e un po’ di soglia di povertà. Comunque nessun parassita sociale e lavori socialmente utili. Se poi tutto questo ha distrutto posti di lavoro reali e qualificati poco importa vero? 

Sottoccupati e working poor.

Con Hartz IV è avvenuta l’esplosione dei mini job, un esercito di lavori dequalificati che vivono in modo permanente di lavoro intermittente, precario, e sotto ricattato. Il tutto rimane molto lontano dall’ottenere una pace sociale.

I mini job alla fine sono solo contratti di lavoro sotto la soglia dei 450 € mensili, una forma di “legalizzazione del lavoro nero” che poi è diventata una gara al ribasso di tutele e salari. I Job Center ricattano le persone ad accettare qualunque lavoro. Quindi il reddito minimo non è uno strumento di liberazione ma è solo un lavoro sottopagato e dequalificato, uno strumento che moltiplica precarietà e ricattabilità.

Alessia C. F. (ALKA) www.liberticida.altervista.org