Non mi chiamo Macron se non ne faccio una al giorno. I gilet gialli e i contadini francesi protestano vivamente da quando il parlamento francese ha firmato il CETA (trattato di libero scambio tra UE e Canada). I contadini francesi devono seguire severe regole ambientali e sanitarie, i contadini canadesi non fanno nulla di tutto ciò. Come al solito si scatenano le ire di chi deve subire concorrenza sleale.

Lievemente incazzati hanno saccheggiato gli uffici di diversi parlamentari del partito di Macron. Se i conti sono giusti siamo arrivati alla 38° settimana di protesta contro Macron (riforma del diritto del lavoro e per nuove tasse). La popolarità di Macron sta crollando, solo il 28% dei francesi ha un’opinione positiva su di lui, circa il 67% disapprova il suo operato.

Molti Gilet Gialli affermano che a volte sembra inutile scendere in piazza per far emergere la rabbia e l’indignazione, ma confermano che non hanno altra scelta. Una protesta iniziata a metà novembre 2018 che partiva per contestare aumenti sulle tasse sul carburante e sull’aumento dei costi della vita, ma rapidamente è diventata una manifestazione contro il governo Macron, un uomo distaccato e indifferente alla lotta della classe lavoratrice. Un uomo che vuole apparire come un grande europeista ma tutti hanno riscontrato che segue solo un suo ben definito progetto.

Ma la Francia sta dimostrando che Macron è il più disprezzato presidente eletto dal popolo francese… Inganna i francesi e ti becchi la ghigliottina! Popolo molto focoso e vivace dalle idee chiare. Loro il Brexit lo seguono più degli italiani.

Ho già parlato della starnazzata ultra europeista di Ursula Von der Leyen, io parlo di imminente crollo della UE, altri (in separata sede) così ribattono: “Eppure il tentativo di unire i popoli europei andava fatto onde evitare che l’Europa diventi il futuro ed inevitabile terreno di scontro militare tra blocchi per la supremazia planetaria.
Tentativo destinato a fallire ma onore a coloro che ci hanno provato
.”

Risposta secca: USA Russia e Cina non vogliono una UE unita, non serve a nessuno. Meglio la solita configurazione, ogni stato avrà la sua influenza, avverrà una grossa divisione, dove ogni stato verrà influenzato da Cina USA e Russia. UNA UE ACCOGLIONA DI NUOVE POLIS E’ PIU’ FUNZIONALE E PER MOLTI MOTIVI. Quando cambiano gli assetti geopolitici è il caso di essere un motore a geometria variabile. L’asse franco tedesco, ovvero il vecchio Sacro Romano Impero, non funzioneranno.

In certi momenti storici i primi a crepare sono i tamburini, sopravvivono solo le banderuole. Bisogna farsene una ragione. Del resto l’asse franco tedesco avrebbe salvato solo se stesso, UK lo aveva capito da un pezzo. Ecco perché Farage ride. A molte persone sfugge il fatto che ieri Mike Pompeo e Mark Esper erano in Australia a spartirsi una nuova fetta di dominio. L’Australia fa parte del Commonwealth, colonia UK a partire dal XVIII secolo, gli aussie riconoscono che l’Australia è una monarchia costituzionale federale, ovvero il capo dello stato è Elisabetta II. Visto che USA e UK hanno firmato un nuovo accordo (non pubblico ma chiaramente palpabile), mi sa che qualcuno in UE prenderà sonori calci in culo. UK ha deciso da che parte stare, con gli applausi di tutti.

La prima spartizione è chiara, è così difficile e complicato capire il destino UE? Ma per favore! ALESSIA C. F.