Ecco che è arrivata l’ora di chiedersi se e quanto sono genuini i Gilet Gialli. Cosa c’è dietro i manifestanti che fanno casino e razzie? Puri ideali o forse no?

Questi sono i Gilet Gialli di provincia https://www.france24.com/en/reporters/20181207-france-yellow-vest-protests-riot-anger-taxes-protesters

Questo è l’altro lato della medaglia https://www.thesun.co.uk/news/7936392/french-yellow-vest-protester-has-hand-blown-off-by-grenade-as-france-descends-into-violence-and-bloodshed/

Vale la pena osservare cosa ne pensa Stoltenberg (segretario Nato), uno che non dorme la notte al pensiero di come i confini russi siano vicini alle basi Nato, uno che pianifica senza interruzione pattugliamenti ed esercitazioni per mare per terra e per aria (ogni tanto sparano qualche missile ad cazzum e qualche nave si auto-affonda, ma questi sono solo dettagli) per proteggere l’Europa dall’imperialismo Russo scatenato.

The following exchange at the Stoltenberg’s December 4 press conference at the NATO FMs meeting in Brussels (starts at 7:53) perfectly captures the hypocrisy of the West: Denis Dubrovin, TASS news agency: Mr. Secretary General, 4 years ago your predecessor, Mr. Anders Fogh-Rasmussen, called for restraint in suppressing the Maidan protesters in Kiev. Would you call now for resraint for the French police forces, when they are suppressing the riots of gilets jeunes? Merci. Jens Stoltenberg, NATO Secretary General: Eh, first of all, I think there’s no meaning in comparing those two situations. And I also think that to try in any way to compare that is totally wrong. Then, the important thing to make, though, is that we support the territorial integrity of Ukraine, and we will never accept and recognize the illegal annexation of Crimea, and that Russia continues to destabilize Eastern Ukraine. And we have to understand what happened near the Sea of Azov in this context, because first, Russia annexed Crimea, then they built a bridge, and then they used annexation of Crimea and the illegally built bridge to try to take control of the Sea of Azov. So, therefore, we continue to call on Russia to release the ships, release the Navy personnel, but also allow Ukraine access to the Sea of Azov, with both commercial ships and military ships. (And so on and so forth, no further comment on gilets jeunes.)”

L’immarcescibile BHLevy On Twitter, “well-known French political commentator and media personality Bernard-Henri Lévy, lashed out at the Yellow Vest protesters, accusing them of “playing with fire” and saying that all that matters is respect for French institutions and the democratically -elected president.”         “A ceux qui ont joué avec le feu des #GiletsJaunes, aux @laurentwauquiez, @MLP_officiel, @JLMelenchon, etc, il n’y a, ce soir, qu’une question à poser: soutenez-vous, ou non, les institutions de la République? les forces de l’ordre? le Pdt démocratiquement élu? Le reste est blabla”

Quindi non a tutti piacciono i Gilet: ovvero NO alle manifestazioni della volontà popolare, SI’ a obbedire a regole precise anche se complicate.

Ma vale la pena ricordare che in questa primavera colorata francese sotto questo plumbeo cielo invernale si sta realizzando un mix particolare:

1) Spunta la lunga mano americana che prende a sberle Macron, “quello” che vuole il “suo personale esercito europeo” e vuole staccarsi da NATO e gioco USA. Ecco cosa scrive Trump su Twitter il 25/11/2018: “The large and violent French protests don’t take into account how badly the United States has been treated on Trade by the European Union or on fair and reasonable payments for our GREAT military protection. Both of these topics must be remedied soon.”

2) La protesta francese nasce come spontanea, ma il vademecum “come comportarsi e cosa dire” quando ti arrestano ha lasciato sgomenta pure la polizia.

3) Trump vuole una nuova cortina di ferro e ha forse veramente bisogno di una “falsa guerra fredda”. Di fatto USA e Russia+Cina hanno deciso che è arrivata l’ora di spartirsi le aree di influenza, quindi una guerra fredda stabilisce nuovi confini e nuovi poli di potere (un mondo multi-polare con aree di potere ben definite)

4) Europee 2019: il vecchio establishment verrà in parte spazzato via e con esso molte delle le vecchie relazioni e interconnessioni

5) L’economia stagna ovunque, la recessione pure, l’austerity è una moda imperante in Europa.

Ora se prendiamo questi elementi e li mixiamo non viene fuori il bloody mary (ottimo per un post sbornia), ma nel bicchiere viene servito il B52, shot infiammato.

In Francia presto si sveglieranno, cercheranno di emulare una copia del M5S per contenere “malessere diffuso e violenza”, oppure spunterà un nuovo partito “più+socialista” per la difesa della popolazione disagiata. Le attuali condanne mediatiche dei GG comunque fanno pensare che il movimento di protesta contro le élite sia genuino. Qualcuno racconta che vogliono mettere la testa di Macron su una picca: https://www.google.it/amp/s/www.agi.it/estero/gilet_gialli_macron-4720443/news/2018-12-09/amp/

Macron e’ l’anello debole dell’asse franco-tedesco su cui si regge la UE. Colpire lui e mettere a fuoco la Francia significa paralizzare il progetto globalista Europeo. Da questa situazione sono in molti a guadagnarci:

a) USA è specializzato nel portare scompiglio in un’area geopolitica e lasciarla nei casini, secondo il divide et impera

b) Russi e Cinesi

c) Promuovere la distruzione della UE può favorire la creazione di qualcosa di meglio (più democratico ma anche combattivo contro il blocco USA e Russia+Cina), oppure semplicemente può diventare una carcassa per avvoltoi

d) L’ambiguità britannica (in rapporto alla triangolazione USA-Cina) che utilizza come perenne capro espiatorio la Russia: a quest’ultima si addebitano tutte le colpe, anche quelle che non ha (Ha Stato Putin)

Inutile ora sostare al refugium peccatorum, gli squali hanno sentito odore di merda e di paura e alzeranno il tiro. E il deficit si impenna.

Sempre i Gilet Gialli hanno dichiarato che non intendono farsi supportare da Sindacati e Partiti Politici. Questi ultimi due – a loro volta – non li vogliono troppo sostenere perché temono una escalation di violenza.

Alle Europee 2019 una buona parte di Ancien Régime rischia di essere spazzata via. Ma niente paura, “Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l’altro (cit.Victor Hugo)”.

LA REDAZIONE DI LIBERTICIDA

PS: i media italiani prima parlano di un Macron populista a deficit e subito dopo dell’infrazione italiana alle regole UE. Ma è molto curiosa la posizione di Jacques Attali in questo suo articolo: http://www.attali.com/societe/ce-que-chacun-de-nous-doit-faire/.