George Gabunia, è un giornalista georgiano, che ha aperto un paio di giorni fa un intervento durante una popolare trasmissione televisiva.

Non lo manda certo a dire, apre definendo il presidente russo Putin “una cagna fottuta” e, dopo altri improperi termina dichiarando che i suoi defunti genitori stanno bruciando all’inferno e che vorrebbe cagare sulle loro tombe.

Grande fermento politico e la Duma russa che richiede immediate sanzioni per l’intero paese.

Putin, da parte sua, interviene con nonchalance dicendo che il paese “non deve essere sottoposto a sanzioni a causa dell’intervento di un singolo“.

Lo sfondo è il tentato colpo di stato delle ultime settimane, ordito dai sostenitori del pluripregiudicato Saakahsvili e condito da accuse reciproche di essere “agenti di Mosca“, ovvero di Putin, da parte di entrambe le parti in causa.

Se le sanzioni andassero in porto sarebbe un indebolimento dell’attuale governo e un serio danno per l’economia georgiana, e un successo per l’ambasciatore americano a Tbilisi, la capitale, che, secondo molte fonti dei servizi pare stia facendo un ottimo lavoro.

Detto questo ricordiamo chi è Putin, un leader che, all’inizio della sua carriera politica, e meno potente di adesso, fece uccidere all’estero migliaia di terroristi ceceni, nei modi più disparati e fantasiosi, secondo una consolidata tradizione del KGB prima e del NVD poi. L’ultimo di questi fuggitivi, racchiuso in un bunker in pakistan e guardato a vista da duecento guardie del corpo armate fino ai denti, morì tra atroci tormenti dopo aver letto una lettera di sua madre intrisa di veleno. Ci vollero otto anni e decine di attentati, ma alla fine ci riuscirono.

Osservando i fatti da questo punto di vista appare chiaro che l’azione del Sig. Gabunia è più coraggiosa e meditata di quello che sembra.

Beh, George, comunque fossi in te non farei piani a lungo termine.

By Nuke di Liberticida e OraZero