Al Forum internazionale di San Pietroburgo – 6 giugno 2019 – Putin ha minacciato di non rinnovare il trattato Start sul controllo delle armi nucleari (che scadrà nel febbraio 2021) dato che gli USA non hanno intenzione di prolungarlo. Fa notare che su questo punto nessuno sta negoziando con la Russia: “Se non dovesse essere prorogato o rinnovato non esisterà più alcuno strumento che limiti la corsa agli armamenti, come ad esempio l’invio di armi nello spazio“.

Afferma di non essere offeso per il mancato invito in UK alla cerimonia del 75° anniversario del D-Day e aggiunge che ha “un sacco di altre cose da fare“. Vero è che la Russia non era coinvolta nel D-Day, ma lo sforzo sovietico è stato fondamentale per sconfiggere i nazisti sul Fronte Orientale.

In riferimento al Venezuela afferma che deciderà il popolo se il Presidente Nicolas Maduro dovrà rimanere al potere, in merito a Guaidó aggiunge che la sua leadership ha creato un precedente che potrebbe “causare il caos in tutto il mondo“, ribadisce che Mosca non ha intenzione di inviare proprie truppe di terra, creare basi militari in Venezuela e che esperti russi rimarranno là solo per insegnare ad utilizzare le nuove armi russe acquistate da Caracas. Mosca giorni fa aveva già informato Washington che stava ritirando il suo personale dal Venezuela, ma avverte Washington di non usare la forza in Venezuela un’altra volta.

Il Presidente russo alla fine – e senza veli – ammette che intende riattivare i rapporti tra Mosca e Londra nonostante l’odioso caso Skripal, senza peli sulla lingua dice che “gli interessi nella sfera economica e sociale e la sicurezza globale sono più importanti di spy game“.

In seguito ai negoziati tra Xi Jinping e Putin, dichiarano che i due paesi intendono sviluppare la pratica di pagamenti in valute nazionali (rublo e yuan) nel commercio bilaterale. Emerge che alcune piccole e medie imprese cinesi, sotto la pressione della guerra commerciale con gli USA, stanno studiando la possibilità di trasferire la produzione in Russia. Ha Zhenwei, al St. Petersburg International Economic Forum (SPIEF), spiega che il commercio tra la Cina e gli USA dipende principalmente da piccole e medie imprese, mentre il commercio bilaterale tra Cina e Russia coinvolge solo grandi imprese cinesi di proprietà statale. Quindi le piccole e medie imprese – con il beneplacito di Xi – che ora stanno lottando per mantenere la loro esistenza, dovranno necessariamente trasferirsi in Russia per poter poi raggiungere Stati Uniti ed Europa.

Mossa interessante. Alessia C. F. (ALKA)

http://tass.com/economy/1062399

http://www.dailyviewsonline.com/cultura/Le-Ultime-Putin-vuole-voltare-pagina-sulla-Russia-UK-cravatte-h11695.html

https://video.virgilio.it/guarda-video/putin-minaccia-mancato-rinnovo-trattato-start-su-nucleare_bc6045409415001

http://www.dailyviewsonline.com/cultura/Russo-il-Cinese-e-i-dirigenti-di-grandine-fiorente-legami-h11554.html

https://video.virgilio.it/ae658ef1-dde0-48d5-a671-1899c09ee4a7