Di Paul Craig Roberts

Scelto e tradotto da What you see is a fraud

Donald Trump e il procuratore Mueller

Io ricordo che una persona sospetta era da considerarsi innocente fino a quando non veniva provata la sua colpevolezza in un giusto processo.

Oggi i procuratori colpevolizzano gli imputati sui mass media con lo scopo di rendere quasi impossibile ottenere la composizione di una giuria senza pregiudizi e in questo modo forzare un patteggiamento che dispensi il procuratore dal provare il caso in tribunale.

Negli Stati Uniti, da qualche tempo la legge non è più uno scudo per i cittadini. la legge è diventata un’arma nelle mani dei procuratori (vedere Roberts & Stratton, The tyranny of good intentions).

In passato, se il procuratore organizzava un arresto per ragioni pubblicitarie come fece il procuratore Mueller recentemente, piazzando “presstitute” (puttane dei giornali) della CNN sulla scena e mandando due dozzine di uomini armati fino ai denti per far eseguire un’incursione all’alba e arrestare un ben noto consigliere politico con l’accusa di aver mentito al Congresso.

L’appropriata procedura che Mueller avrebbe dovuto seguire, invece, sarebbe stata quella di informare il legale di Stone (il politico in questione) prima di presentare al suo cliente l’accusa formale.

In altri tempi, il giudice avrebbe licenziato il caso con la scusa dell’azione non etica da parte del procuratore che, con le sue discutibili iniziative aveva fatto in modo di far nascere dubbi a molti componenti della giuria e favorire in tal modo dei pregiudizi sulla persona accusata, facendo sì che il processo a suo carico non fosse più equo.

Il giudice avrebbe avrebbe anche licenziato il caso con l’argmento della prosecuzione selettiva. James Clapper, mentre era direttore della National Intelligence, mentì al Congresso sotto giuramento, senza conseguenze e anche Hillary Clinton in passato ha chiaramente infranto la legge e mentito.

Oggi i giudici permettono il comportamento non etico che deruba gli imputati di un processo equo perchè essi non vogliono troppi impedimenti durante lo svolgimento dei processi così come preferibilmente accade per i procuratori.

Di conseguenza secondo statistiche ufficiali appare che il 97% di casi di crimini federali si concludono per l’imputato patteggiando una pena per una accusa minore negoziata tra l’avvocato difensore e il procuratore.

Quindi adesso in molti casi un’accusa non circostanziata e suffragata da prove inoppugnabili, viene negoziata o inventata, con la maggioranza delle persone in prigione sono recluse per aver confessato crimini mai commessi.

I procuratori oggi non sono più obbligati da costrizioni di integrità legale, spesso imbastiscono il caso contro una persona per forzarla a rendere falsa testimonianza contro il vero bersaglio del procuratore.

Prendendo in esame i casi di Mueller contro Cohen, Manafort e Roger Stone appare evidente che il vero bersaglio sia Trump e non uno dei tre suddetti.

Inoltre i procuratori tirano per le lunghe i tempi di investigazione per costringere il loro bersaglio a spendere molto denaro con gli avvocati per difendersi dalle contestazioni dell’accusa.

E quando il processo arriva, non c’è più denaro sufficiente per pagare le parcelle degli avvocati, e questa ulteriore coercizione costringe la persona sotto accusa a scegliere un percorso meno oneroso pur di uscire dalle grinfie di questa malagiustizia.

Se Trump fosse un uomo combattivo e potesse influire sulle decisioni dei magistrati, dovrebbe far cadere le accuse contro Cohen, Manafort e Stone, dovrebbe farli rimborsare con i soldi del Dipartimento di Giustizia, incluse le loro spese legali e inoltre, dovrebbe far arrestare Mueller per sedizione e complotto per aver tentato di farlo rimuovere dalla carica di presidente degli Stati Uniti.

Ma se Trump facesse ciò, si comporterebbe in maniera ipocrita perchè lui stesso sta complottando con la CIA per far rimuovere Maduro dalla carica di Presidente del Venezuela regolarmente eletto dal popolo.

Il procuratore Mueller quindi, non è un rappresentante della legge, è piuttosto una pedina mossa dalle esigenze di un insieme di apparati militari, servizi di sicurezza e lobby del Partito Democratico, il quale intende sbarazzarsi di Trump che osteggia da sempre le loro strategie e i loro piani.

le assurde accuse contro Trump sono che, in combutta con Putin e grazie all’azione di hacker russi, “rubò” la vittoria alle elezioni presidenziali a Hillry Clinton. Questa macchinazione è conosciuta come Russiagate. Nella creazione di tale macchinazione sono stati commessi molti più crimini di quelli per cui vengono accusati Trump, Cohen, Manafort e Stone. Il Russiagate si basa su un dossier falso pagato dai Democratici e forse dal FBI, e usato per sviare il tribunale FISA  (Foreign Intelligence Surveillance Act) onde ottenere il permesso per spiare il team di Trump. Questo è un reato per cui gli ufficiali responsabili non sono mai stati accusati. L’operazione di spionaggio non trovò alcuna prova, così come l’azione investigativa di Mueller. Le accuse contro Cohen, manafort e Stone non hanno nessuna relazione con le elezioni e sono probabilmente false e usate come minaccia allo scopo di ottenere false testimonianze contro Trump lasciando, in cambio, cadere tali accuse.

Le tattiche usate da Mueller per incastrare l’attuale presidente degli Stati Uniti sono più spregevoli di quelle usate dalla dittatura nazista. E anche peggio sono le tattiche comunemente usate dai procutratori sia locali che statali, dimostrando una “malvagità” molto diffusa. Il fatto che i procuratori si comportino regolarmente in una maniera tale da poterli licenziare dal loro ufficio dimostra il tracollo della legge e dell’integrità morale dei procuratori americani.

I mass media sembrano favorevoli a questo comportamento, come lo erano quelli asserviti al regime nazista. Il quotidiano The Guardian, una volta voce onesta per i lavoratori inglesi, si è trasformato in un foglio di propaganda per l’intellgence britannico, esattamente come NYT, Washington Post, CNN, MSNBC e NPR lo sono per CIA e FBI. I mass media americani non sono mai stati molto buoni, ma fino al regime di Clinton, durante il quale il 90% dell’informazione venne concentrata nelle mani di sei giganti del settore, c’era maggior pluralità.

Da quando Donald Trump ha ottenuto la nomina come candidato repubblicano alle presidenziali, i media si sono alleati con l’apparato militare e con quello della sicurezza, oltre che col Partito Democratico, in uno sforzo per contrastare Trump. Esattamente come mi aspettavo, Trump non ha idea di come gestire un governo che lo sostenga contro l’establishment. E’ stato bloccato in tutte le sue azioni, dalla normalizzazione delle relazioni con la Russia, al ristabilire un controllo sui confini nazionali al ritiro dalla Siria. L’ultima scusa del’apparato militare e della sicurezza unitamente alle “presstitute” dei media è che gli Stati Uniti non possono ritirare le proprie truppe perchè l’ISIS sta riprendendo fiato in Siria e Iraq e riprenderebbe la guerra qualora i militari americani se ne andassero.

Ma questa è una sciocchezza. Come disse in televisione il Generale Flynn, ex direttore dell’agenzia di Intelligence della difesa, fu una decisione ostinata della presidenza Obama a mandare l’ISIS per cercare di cacciare Assad dopo che Russia e Regno Unito bloccarono l’invasione americana della Siria. E sono state Russia e Regno Unito a sconfiggere l’armata mandata da Washington denominata ISIS. Washington blocca l’ordine di Trump di ritirare le truppe perchè Israele vuole riprendere gli attacchi contro la Siria e successivamente in Iran. Israele e il suo vassallo americano forse pensano che la Russia si ritirerà permettendo che la destabilizzazione del mondo islamico continui nella federazione russa.

Una volta i media che trattano politica estera avrebbero esaminato pubblicamente queste vicende di politica internazionale. Ora i media eseguono soltanto gli ordini che ricevono dall’alto.

Quanto a Stone, le istruzioni ricevute dai media sono quelle di convincere il pubblico della sua colpevolezza, per facilitare l’idea che Trump e Putin abbiano falsato le elezioni presidenziali. I fatti veri non contano e non emergeranno nè dai media nè dalle investigazioni di Mueller.