Questo é il primo post di una serie che si basa sulla traduzione di articoli scritti da Ray Dalio su Linkedin e di interviste rilasciate da Richard Duncan.
Oggi ci occupiamo di Ray Dalio.
Ray Dalio é il creatore del fondo Bridgewater, un fondo speculativo (Hedge Fund), quindi uno di quei fondi che se il CEO capisce di economia e finanza e sa indirizzare gli investimenti, prospera; se non ne capisce, affonda.
A differenza dei professori alla Monti, che insegnano nelle universitá e poi coprono incarichi nefasti nella Pubblica Amministrazione, fino a diventare Senatori a vita con la bacchetta magica presidenziale e Presidenti del Consiglio con il grande merito di aver fatto contrarre del 5% il PIL italiano in un anno, mandando in frantumi risparmi, case, e vite di migliaia di connazionali, ..

.. dicevo, a differenza dei professori alla Monti, degli Alesina e Gavazzi, dei Fubini, etc…Ray Dalio, se sbaglia, PAGA. Ha sbagliato molto in passato, e da ogni errore ha imparato. Quei personaggi appena menzionati invece se sbagliano, fanno pagare le loro disastrate ricette economiche al paese tutto, ma loro lo stipendio, spesso pubblico, ce l’hanno assicurato e quindi non cambiano mai approccio e sono dischi rotti.

Ipocriti, li chiamo io.

Non solo, siccome Ray Dalio sono 35 anni che tiene in piedi il suo gioiello, il fondo BridgeWater, significa che ha superato anche la crisi del 2009. Giá, perché mentre tutti gli altri perdevano, lui ha guadagnato. E come ha fatto? Perché aveva capito che la situazione del debito legato ai mutui subprime non era tenuta in debita considerazione né dalla FED, né dai consiglieri presidenziali, né dalle agenzie di rating. Aveva provato ad avvisarli, ma era troppo tardi.

Ray Dalio ha messo a disposizione TONNELLATE di materiale di studio, gratis, su Youtube e internet. Vi suggerisco caldamente, per cominciare, questo video, doppiato in italiano e capolavoro di divulgazione economico-finanziaria. Dura 30 minuti e anche la grafica é curatissima.

Io personalmente preferisco la versione originale in inglese, perché sentire la voce di Ray che spiega i suoi principi vale veramente il tempo speso.

Nei miei studi di economia e finanza esistono due fari: Ray Dalio e Richard Duncan (richardduncaneconomics.com)

Il problema é che i video di Richard Duncan sono a pagamento (vende un validissimo prodotto di consulenza noto come MacroWatch, costa 250 dollari l’anno), come le sue slides, e non posso violare i diritti di autore traducendole. Ci sono interviste e video, ma sono tutti in inglese. Di scritto, in inglese, quasi zero. I libri di Duncan non sono tradotti in italiano ma sono perle di economia. Invece Ray Dalio mette tutto a disposizione gratis (libri, principi, metodologie), dietro banale registrazione.
Il suo Principles é fra le letture suggerite per questo 2019 nella barra di destra di ExitEconomics.

Oggigiorno, se vogliamo capire davvero come funzionano le cose, basta una spesa ridicola ma tanto, tanto studio e passione.
Ovviamente per investire in Bridgewater devi essere ricco. Io sono uno spiantato rispetto al target di Ray, ma studiare Ray é fondamentale e soprattutto affascinante per capire l’economia, e questo vale anche per noi nani dal reddito disponibile netto  non a sette zeri.

Leggere e capire Ray Dalio e Richard Duncan é come svitare il cranio, fare l’upgrade del cervello, e poi richiudere esercitando forte pressione.
A differenza di un Soros, Ray Dalio NON FA politica. Non finanzia ONG che prendono dall’Africa e scaricano in Italia. E’un pensatore indipendente.

Puó piacere o non piacere quello che fa, ma a me impressiona il suo modo di ragionare e di vedere la realtá mondiale.

Questo post é l’inizio della traduzione di un lungo articolo che Ray ha scritto su Linkedin e che spiega il mondo in cui viviamo. Intermezzeró la traduzione con mie personali considerazioni.

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Articolo originale in inglese: https://www.linkedin.com/pulse/three-big-issues-1930s-analogue-ray-dalio/
Autore: Ray Dalio
Traduzione e commenti: Lorenzo Marchetti (https://exiteconomics.blogspot.com/)

Le piú importanti forze che agiscono oggigiorno sono le seguenti:

  1. La fine del ciclo del debito a lungo termine (quando le azioni delle Banche Centrali non sortiscono piú effetto)
  2. L’enorme differenza di reddito e la polaritá politica
  3. Una nuova potenza mondiale in ascesa che sfida una potenza giá esistente

La combinazione di questi tre elementi causa l’esplosione dei titoli di stato (bond),l’aumento del prezzo dell’oro, e le analogie dei tardi anni ’30.

NDT: Ray non considera in questa analisi le criptovalute. Penso perché appartenga ad un’altra generazione. Egli altresí considera Bitcoin uno strumento speculativo come altri, pur ammettendone le potenzialitá come applicazione in vari ambiti. Lo stesso Richard Duncan, attentissimo analista dei mercati finanziari, considera Bitcoin piuttosto inutile. Io non sono d’accordo con queste impostazioni, e infatti su ExitEconomics sto approfondendo in diversi articoli le sfaccettature, i pregi e i difetti delle criptovalute.
In altri termini, 1) le banche centrali hanno ormai possibilitá ridotte di stimolo, 2) c’é una polarizzazione, cioé un accentramento verso opposti estremi, di ricchezza e visioni politiche e 3) c’é un conflitto fra la Cina come potenza emergente e gli USA come potenza esistente.
Se si verifica un declino economico, esso innesca dei problemi secondo modalitá che sono del tutto analoghe a quelle tre che si sono verificate alla fine degli anni Trenta.

NDT: in questa analisi Ray non é lontano dalle analisi che Richard Duncan ha fatto e che sono esposte in questo video di Youtube, presentato da Andrew Mazzone della Henry George School of Social Science, in inglese. Richard si era in particolare concentrato sul problema del debito. Andate al minuto 4:26

Prima di entrare nei dettagli, lasciate che vi rispieghi il mio modello universale e senza tempo per comprendere e anticipare quello che succede in economia e nei mercati.

Il mio MODELLO

Esistono quattro importanti drivers in economia e nei mercati.

  1. La Produttivitá
  2. Il ciclo del debito di breve termine, noto anche come business cycle
  3. Il ciclo del debito di lungo termine
  4. La politica (intesa sia come politica nazionale che fra paesi diversi)

Esistono tre equilibri.

  1. La crescita del debito é allineata alla crescita del credito, che serve a ripagare il debito
  2. La crescita operativa dell’economia non é né troppo alta (perché causerebbe inflazione ed inefficienze) né troppo bassa (perché livelli di attivitá economicamente depressi produrrebbero sofferenze e cambiamenti politici)
  3. Le proiezioni dei ritorni dei contanti (cash) sono sotto le proiezioni dei ritorni dei titoli di stato, che sono sotto le proiezioni dei ritorni delle azioni e sotto le proiezioni dei ritorni altri strumenti di rischio.

NDT: qua giá le cose si fanno complesse, pur essendo questo un modello generale. Il primo punto, dice in sostanza “se guadagni di piú, un debito contratto non é un problema perché sei in grado di ripagarlo”. In altri termini, un debito non é necessariamente un problema, anzi! se un debito ti consente di studiare, o di comprare un trattore per arare il campo, la tua produttivitá aumenta, e con l’aumento della produttivitá cresce la tua capacitá di pagare il debito e farne di nuovo per aumentare ulteriormente la produttivitá. E’un circolo virtuoso. Come scrivo sempre, esiste debito buono e debito cattivo. Un corso per migliorare l’inglese se si cerca di trovare impiego all’estero é debito buono; un televisore 4K pagato 1000 euro a rate per vedere la partita é debito cattivo. Il debito buono aumenta il reddito e genera cash-flow in ingresso. Il debito cattivo non aumenta la produttivitá ed é un fardello sul reddito, producendo cash-flow in uscita su cui si pagano interessi anche consistenti (es. carte di credito revolver).Il secondo punto fa riferimento all’utilizzo della capacitá produttiva di uno stato, cioé la capacitá di uno stato di sfruttare appieno tutte le sue potenzialitá in termini di produzione di beni e servizi. Essere disoccupati significa che le risorse umane sono sottoimpiegate. Avere linee di produzione ferme, altiforni spenti ma potenzialmente funzionanti, significa non sfruttare appieno la capacitá operativa. Ora, se il rate operativo dell’economia é circa 1 , significa che non ci sono disoccupati, tutti hanno impiego, le industrie marciano a pieno ritmo, si fa fatica a trovare personale per crescere. La gente chiede un salario piú alto e questo porta a inflazione. Non solo, siccome il lavoro c’é, inutile efficientare tanto alla fine, anche se ad un prezzo alto, il prodotto lo vendo perché la gente ha i soldi (vi ricordate gli anni ’80?).Se peró la disoccupazione é alta, e non si produce perché non si vende, i salari si contraggono, lo Stato ha meno risorse da spendere per mantenere sanitá, istruzione, sicurezza, etc. la gente si arrabbia, nascono movimenti politici e non che vogliono rovesciare lo status-quo (vi ricordate gli anni post-2008?)Il terzo punto dice in sostanza che investire in titoli di stato rende meno che investire in azioni o altri strumenti di rischio perché il titolo di stato é visto piú sicuro e quindi lo paghi di piú, ovvero ha un rendimento inferiore rispetto ad una azione che invece é emessa da una compagnia che puó andare in bancarotta. Tenere il contate (cash) sotto il materasso non conviene perché l’inflazione lo eroderebbe. L’inflazione ci sarebbe, ma sarebbe poca. E i titoli di stato la compenserebbero. I punti 1), 2) e 3) sono le condizioni in cui hanno vissuto quelli nati negli anni ’40, ’50 e primi anni ’60, tra cui Ray Dalio.Esistono due leve che il governo ha a sua disposizione per cercare di riportare le cose in equilibrio.

  1. La politica monetaria
  2. La politica fiscale

NDT: il grande pubblico in genere le confonde ma sono due strumenti molto diversi. Per politica monetaria si intendono le decisioni prese per cambiare i tassi di interesse e la quantitá di moneta in circolazione. Queste decisioni sono prese dalle banche centrali, intesa qui come governo in senso lato, perché é parte integrante dell’apparato statale. Questi meccanismi sono ignoti al pubblico, ai politici e ai giornalisti che fanno le domande ai politici. Richiede la comprensione di come il denaro viene creato, distrutto, distribuito e moltiplicato.Per politica fiscale si intendono le decisioni prese con le manovre finanziarie del governo. In genere si parla di tasse e come distribuirle.

La Seconda parte nel prossimo post.

Posted by ExitEconomics Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/09/il-grande-debito-analogie-con-il-1930.html