La prima parte é disponibile a questa pagina del sito.

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I tre equilibri si muovono l’uno rispetto all’altro per produrre cambiamenti l’uno dentro l’altro come una macchina del moto perpetuo, cercando simultaneamente di pervenire al loro livello di equilibrio.
Nel caso in cui ci fossero grosse deviazioni da uno solo o piú equilibri, le forze e le leve della politica reagiscono in modalitá che sono prevedibili, per riportare il tutto in condizione di equilibrio.
Per sempio, quando cresciate e inflazione vanno sotto il livello di equilibrio atteso, le banche centrali allentano le politiche monetarie, il che comporta un abbassamento dei tassi a breve rispetto ai rendimenti dei bond, ai rendimenti delle azioni, e all’inflazione attesa.

NdT: Ray considera i tre equilibri interagenti tra di loro, e le reazioni a variazioni dai questi equilibri ottimali sono prese dal governo e dalle banche centrali. Per esempio, in Europa la BCE persegue il target dell’inflazione al 2%. Siccome gli indici CPI che misurano l’inflazione dei beni di consumo stanno molto al di sotto, ecco che la BCE interviene stampando moneta. Stampare moneta, idealmente, dovrebbe far circolare meglio il denaro, promuovere le attivitá imprenditoriali perché la gente si indebita, quindi il consumo, quindi l’inflazione. Il modello come spiegato da Ray é molto semplificato, ovviamente lui ricorre a modelli piú complessi, ma rende l’idea. Il costo del denaro, cioé i rendimenti a breve del denaro che le banche si prestano tra di loro (Euribor, Libor, Federal Funds Rate). Se questi rendimenti scendono, allora i tassi a breve scendono. 

I ritorni attesi dei bond, i ritorni attesi delle azioni, e l’inflazione attesa a loro volta cambiano in risposta ai cambiamenti nelle condizioni attese (per esempio, se la crescita attesa é in discesa, i rendimenti dei bond caleranno e i prezzi delle azioni caleranno).

NdT: Fate attenzione che si parla sempre di “valori attesi”, di “trend attesi”. Il mercato si muove sempre decidendo sulla base di previsioni. Se la crescita che si prevede é pessima, i mercati si aspettano un calo dei tassi di interesse da parte della banca centrale per pompare su l’economia, quindi sanno giá che la banca centrale comprerá bond, facendo salire i prezzi dei bond e quindi calare i rendimenti. Questo sposterá i capitali dalle azioni ai bond, visti come un asset sicuro in futuri tempi di crisi, e inoltre si prevede che le aziende avranno meno profitti e pertanto distribuiranno meno dividenti e quindi in soldoni le azioni delle aziende caleranno ulteriormente.

Questi cambiamenti dei prezzi si verificheranno fino a quando il debito e la crescita della capacitá di spesa riusciranno a far riapparire l’inflazione. Naturalmente tutto ció ha effetti sulla politica (perché se gli equilibri si spostano troppo dall’ottimo ne risulterebbero cambiamenti politici), la quale a sua volta produce effetti sulla politica fiscale e monetaria.

NdT: se il debito é a buon mercato, quindi gli interessi sul debito sono bassi, la gente é portata ad indebitarsi per fare investimenti o spese correnti. Siccome la spesa di uno é il reddito di un altro, i soldi iniziano a girare, cresce la fiducia, la gente spende, sale l’inflazione. Chiaramente si suppone che i soldi presi in prestito non finanzino soltano attivitá stupide e di breve respiro. Altrimenti c’é solo inflazione ma niente aumento della produttivitá e quindi niente crescita nel medio periodo.
La cosa piú importante é che la banca centrale ha lo stimolante che puó essere iniettato o rimosso per far variare queste cose con la massima rapditá. La politica fiscale invece, che agisce attraverso variazioni nella tassazione, é piú lenta e meno efficiente nel rispondere ai cambiamenti, per quanto anch’essa puó essere piú stimolativa o meno stimolativa.

Per una semplice spiegazione di questo modello, potete vedere il video How the Economy machine works., e per una spiegazione piú approfondita potere scaricare gratuitamente il mio libro Understanding the Princoples of Big Debt Crisisa questa pagina.
Per imparare di piú sulla nostra estesa ricerca sui cicli del debito, potete visitare la nostra pagina su Bridgewater.com.

NdT: il video é linkato nella versione italiana nella precedente parte di ExitEconomics.

Guardiamo a cosa sta accadendo ORA nel contesto del Modello appena spiegato

A mio avviso, le cose piú importanti che stanno succedendo (e che sono successe l’ultima volta nei tardi anni ’30) sono

  • a) ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo del debito a breve termine, e alla fine del ciclo a lungo termine contemporaneamente, in tutte e tre le principali valute usate come riserve. Questo mentre,
  • b) i costi di sanitá e pensioni sono maggiori dei redditi necessari per finanziarli, 
  • c) i gap tra ricchi e poveri e i gap politici stanno producendo conflitti politici all’interno di paesi che sono caratterizzati da maggiori polaritá di reddito 
  • d) politica internazionale é guidata dall’ascesa di una potenza emergente, la Cina, che sfida la potenza in carica, gli USA, il che porta ad un conflitto esterno estremo e ad un cambio dell’ordine mondiale, e
  • e) i ritorni attesi dei titoli di stato si stanno comprimendo rispetto ai ritorni del contante che le banche centrali stanno causando.

NdT: in altri, termini, Ray dice che siamo pieni di debiti e le banche centrali possono fare poco (indebitarsi costa talmente poco che abbassare ancora i tassi di interesse ha poco senso), tutto ció mentre all’orizzonte si profila il colosso cinese cui va stretta l’egemonia statunitense, che ha garantito una certa pace nel mondo occidentale. I gap fra ricchi e poveri si stanno accentuando, e questo porta a ulteriori conflitti interni ai paesi. Insomma, debito, conflitti interni….ricorda una certa situazione anni ’30? Specialmente perché i costi pensionistici e sanitari non sono sostenibili nel medio periodo – qualche anno – perché i redditi sono compressi e il costo del debito é giá ai minimi storici. E’mia personale convinzione che la situazione caotica della politica italiana oggi rifletta al 100% quanto scritto da Ray se si parla di polarizzazione della ricchezza e di visioni politiche. L’italia é un laboratorio in provetta dove si stanno scontrando Americani e Cinesi (via della seta), europeisti e nazionalisti, promotori dell’euro e promotori della neo-lira, sostenitori dei no-gender e sostenitori della famiglia tradizionale. 

La Terza Parte in un prossimo post

Posted by ExitEconomics Link articolo originale https://exiteconomics.blogspot.com/2019/09/il-grande-debito-analogie-con-il-1930_6.html