Eccoci qua in Aprile a raccontare tutto quello che non dicono i nostri governanti con la nuova legge di bilancio. L’aumento Imu e Tasi 2019 si aggiunge alla già stimata crescita delle tasse. Quest’anno la pressione fiscale salirà al 42,4% del Pil (rispetto al 42% del 2018). Il possibile aumento dell’Imu e dell’imposizione locale è dovuto allo sblocco della cosiddetta leva fiscale: una norma introdotta dalla legge di Bilancio 2016, che impediva ai comuni ed alle regioni di alzare le aliquote sulle imposte locali (in pratica di aumentare tributi ed addizionali rispetto ai livelli del 2015). Il blocco è stato prorogato sino al 31 dicembre 2018, ma non ci sono state proroghe per il 2019. Ciò comporterà – molto probabilmente – un aumento delle imposte degli enti locali:

  • a) l’addizionale regionale Irpef potrà arrivare al 3,3%
  • b) l’addizionale comunale allo 0,8%
  • c) l’Imu assieme alla Tasi al 10,6 per mille.

Riguardo alla Tasi – che potrebbe confluire da quest’anno nell’Imu e trasformarsi nella nuova Imu Unica nel caso in cui sia approvata la normativa al riguardo – diversi Comuni potrebbero deliberare una sua ulteriore maggiorazione dello 0,8 per mille per il 2019 e il 2020. Si potrebbe così raggiungere, sommando Imu e Tasi, un’aliquota dell’11,4 per mille sul valore dell’immobile, ben più alta rispetto al limite del 10,6 per mille.

Potrebbe aumentare anche la Tari, cioè la tassa sui rifiuti: il maxi emendamento alla legge di Bilancio 2019 consente ai Comuni, per rendere più eque le tariffe, di modificare i coefficienti per alcune categorie di attività, aumentandoli o diminuendoli del 50%. Aliquota Imu e Tasi 2019: l’aumento della aliquota sulla casa riguarda potenzialmente 6516 Comuni (visto che tanti sono quelli che ad oggi non applicano già l’aliquota massima). Sono invece 6782 i Comuni che potrebbero far registrare un aumento delle addizionali comunali o regionali. Ad aumentare i tributi locali potrebbero essere soprattutto i Comuni piccoli e medi del Nord, dove lo stop all’aumento delle aliquote è arrivato quando esse erano lontane dai massimi. Situazione diversa al Sud e nelle grandi città. In questi casi, infatti, già si paga il massimo. In particolare, al Sud i Sindaci hanno sfruttato al massimo il fisco per fronteggiare la situazione critica dei conti. Nelle grandi città come Milano, Torino e Roma le aliquote sono già state portate ai livelli massimi, non è detto che ciò possa fermare un nuovo aumento a prescindere dalla regola.

Quindi cari amici cittadini, prepariamoci all’ennesima stangata: non è mai successo che lo Stato, le Istituzioni, i Governi, il potere pubblico, stiano dalla parte del popolo. La tesi è questa: saranno gli aumenti a contribuire al “mantenimento dei disoccupati”? Allora gli investimenti non ci sono realmente, sono i cittadini che pagano per l’ennesima volta.

  • Perché questo Governo ha omesso di avvisarci – con congruo preavviso – sugli aumenti voluti dai governi precedenti?
  • Perché prima ha reso ufficiale il reddito di cittadinanza e non ci ha avvisato di cosa arrivava?

È l’ennesima incoerenza! Mai dire la verità. Si rischia un sostanzioso aumento dei tributi locali e questo giochetto costerà salato ai cittadini. A voi la parola