Da anni sono impegnato a contrastare le fake che organismi economicamente potenti e interessati veicolano verso il volgo bue per mantenere vivi i loro interessi e incrementare i loro guadagni. Intendiamoci, non sono un discepolo del pensiero comunista, ben sintetizzato dalla, per fortuna scomparsa, Rifondazione Comunista, che recita “anche i ricchi piangano”; ma il guadagno, indipendentemente dalla sua misura, dev’essere lecito. Ovvero non si deve basare sulla meschinità, sulla concorrenza sleale, non deve far leva sulle paure della gente; in una parola non deve basarsi sulla menzogna!

Ed è questo che combatto, mi scaglio contro la menzogna generatrice di illeciti profitti, e in questa mia battaglia ho almeno due alleati:

la scienza

Franco Battaglia

La prima mi sostiene con un linguaggio incomprensibile ai più, un linguaggio che più volte ho cercato di tradurre, anche accettando l’inevitabile perdita di esattezza, purtroppo inutilmente: basta una ragazzina inconsapevole, manovrata come un marionetta, per mandare in vacca ore di lavoro e di impegno. Il buon Franco invece mi offre un aiuto più utilizzabile. Ordinario di chimica all’Unimore, ha pubblicato questo bel articolo da Nicola Porro:

Se mi si chiede come vedo il futuro dell’autotrazione, rispondo che potrebbe anche essere elettrico. Ciò precisato, credo sia importante essere coscienti dei limiti di questo futuro. Non mi riferisco a limiti economici che potrebbero essere superati con la diffusione della tecnologia. Mi riferisco ai limiti insormontabili, o per lo meno che ci appaiono oggi tali, visto che nessuno ha la sfera di cristallo. Credo sia necessario esserne consapevoli per evitare di cullarsi in illusioni che potrebbero farci imboccare una strada sbagliata con rischi di conseguenze dolorose.

Innanzitutto: perché l’auto full electric non si è sviluppata? Forse perché l’hanno inibita i petrolieri cattivi? No; semplicemente perché noi non sappiamo come immagazzinare energia elettrica in un contenitore trasportabile da un’automobile che abbia le caratteristiche delle automobili che usiamo. Non fatevi ammaliare da chi vi mostra un’auto apparentemente simile alla vostra, che sarebbe elettrica e con costo che dovrebbe abbattersi con la produzione su larga scala. Non vi stanno raccontando tutta la storia. Perché quell’auto, sostanzialmente priva di bagagliaio a meno di averla enorme, è in realtà una batteria di accumulatori elettrici in movimento. L’energia da essi accumulabile dipende da quel che si chiama potenziale elettrochimico della sostanza attiva ed è inversamente proporzionale alla massa atomica della stessa. La tavola periodica degli elementi è nota, e noto è il potenziale elettrochimico di tutte le possibili sostanze attive, che è dell’ordine di grandezza di 1-10 volt, un valore, questo, che ha una ragione teorica consolidata per essere tale. Detto diversamente, questo valore è un limite naturale, che nessuna ricerca e nessun avanzamento tecnologico potrà superare.

massa atomica della sostanza attiva, abbiamo detto. Se si scorre la tavola periodica degli elementi, i primi in ordine di massa sono idrogeno, elio e litio. L’elio è inerte. L’idrogeno ha quattro difetti cruciali: non esiste sulla Terra, è gassoso, è la molecola più piccola che c’è, è esplosivo; circostanze, tutte, che rendono utopica l’autotrazione a idrogeno, elettrica o a combustione che sia. Lo scrivevamo 17 anni fa, quando il presidente americano Bush era ubriacato dalle prospettive che vendeva tale Jeremy Rifkin, tuttologo, dalle idee poche ma sicuramente fisse e confuse sui temi ove si è autonominato esperto. Bush lanciò il programma Freedom car, che avrebbe dovuto liberare il paese dalla sudditanza al petrolio arabo. Pochi anni dopo Obama dovette prendere atto che quel programma era nato morto, e lo ha seppellito. Quanto al litio, le batterie ci sono già, cioè nel settore della propulsione elettrica, siamo già al limite della tecnologia.

Una nostra utilitaria richiede una potenza di 50 kW e quindi ha bisogno un accumulo di 200 kWh per avere una autonomia di 4 ore. Il potenziale elettrochimico dell’elettrodo al litio è di 3 volt, cioè, facendo l’aritmetica, per garantire quella autonomia ci vogliono 20 kg di litio attivo, cioè 1000 kg di batterie al litio: la vostra auto, se elettrica, peserebbe almeno il doppio. Scadute le 4 ore, ce ne vogliono altre 4 per fare il pieno: vi invito solo a riflettere al tempo necessario che impiega il vostro telefonino per ricaricarsi (e vi sono ragioni tecniche perché deve essere così).

Insomma, se oggi la macchina elettrica costasse la metà di quella a benzina, tutti noi preferiremmo questa a quella. Il futuro dell’auto potrebbe essere elettrico, dicevo, ma finché v’è carburante convenzionale, dimentichiamoci quel futuro.

Come programmarlo? Dobbiamo essere consapevoli che se il parco auto italiano fosse elettrico, sarebbe necessaria l’energia di 40 reattori nucleari, dedicati, per alimentarlo. Allora, o ci si impegna, tutti insieme, a sviluppare una potente industria elettronucleare o la larga diffusione dell’auto elettrica rimarrà un’utopia. Per completezza, per chi pensa a eolico e fotovoltaico: per alimentare quelle auto, anziché impegnare €150 miliardi nei 40 reattori nucleari, avremmo la scelta di impegnare €300 miliardi in 300.000 turbine eoliche (fatemelo ripetere: 300.000) o €3000 miliardi in impianti fotovoltaici (fatemelo ripetere: €3000 miliardi). Posto ciò, fate da soli le previsioni.

Franco Battaglia, 29 aprile 2019

Possiamo seguire le Greta d’ogni risma, imbonitori più o meno consapevoli di ciò che fanno e dei danni che causano, oppure possiamo guarda la realtà in faccia e cominciare a mettere in atto quelle azioni che effettivamente servono per inquinare il meno possibile. In ogni caso il 90% della responsabilità dei futuri disastri è nostra, è nostra perché NESSUNO ci OBBLIGA a star dietro a questi falsi profeti! Lo so che è più facile, infinitamente più facile ascoltare Greta Thunberg che Franco Battaglia, la Greta non impegna il cervello, quindi sappiano le generazioni ancora in divenire, che la colpa della merda e dei disastri è stata nostra e della faciloneria con cui abbiamo ascoltato imbonitori teleguidati da individui senza scrupoli!