Dio condusse all’uomo tutti gli animali per vedere come li avrebbe chiamati, e in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ciascun essere vivente, quello doveva essere il suo nome. E benché certamente il primo uomo fosse stato così accorto da chiamare, nella sua lingua edenica, ogni cosa e animale secondo la sua natura, ciò non toglie che egli non esercitasse una sorta di diritto sovrano nell’immaginare il nome che a suo giudizio meglio corrispondesse a quella natura. Perché infatti è ormai noto che diversi sono i nomi che gli uomini impongono per designare i concetti, e uguali per tutti sono solo i concetti, segni delle cose. Così che certamente viene la parola “nomen” da “nomos”, ovvero legge, dato che appunto i “nomina” vengono dati dagli uomini “ad placitum”, e cioè per libera e collettiva convenzione. (Umberto Eco)

 

Quelli come noi che istintivamente sentono accapponarsi la pelle quando un cialtrone ciancia di “diritti universali” non ne avranno bisogno sicuramente.

Ma un ripassino non farà mai male.

Wikipedia ci aiuta con una bella definizione e con un trattamento dell’argomento almeno vagamente obbiettivo(1):

“L’espressione politicamente corretto (traduzione letterale dell’inglese politically correct) designa una linea di opinione e un atteggiamento sociale di estrema attenzione al rispetto generale, soprattutto nel rifuggire l’offesa verso determinate categorie di persone. Qualsiasi idea o condotta in deroga più o meno aperta a tale indirizzo appare quindi, per contro, politicamente scorretta (politically incorrect).”

Altra bella definizione e introduzione al termine “politicamente corretto” ce la da Umberto Eco, che nuovamente dimostra essere un abile scrittore. (2)

Quindi inizialmente il termine indicava una pratica propugnata dagli studenti universitari radicali di sinistra, volta a rinominare gli esponenti delle minoranze in un modo che non risultasse offensivo per questi ultimi. Il tutto senza consultarli,ovviamente, il movimento inizialmente venne formato da radicali di sinistra “bianchi”.

Negro diventa “di colore” e Handicappato diventa “diversamente abile”.

E nessuno ebbe da dire, in realtà, che male c’era?

La stramaledetta Finestra di Overton, ecco che cosa c’era.

Supponiamo un governo futuro , intenzionato a convincere i Popolo Bue a mangiare merda.

Mangiare, letteralmente begli stronzi diarroici. Con il cucchiaio.

1. La PRIMA cosa che il regime immaginario deve fare è rinominare la merda.

L’escremento diventa “deiezione”, la merda “composto” e lo stronzo un termine tabù, da non nominare mai.

E funziona , eccome se funziona. L’ambra  prezioso componente secreto dalle balene può essere accomunato ad una specie di escremento. Ma chiamarlo “ambra grigia ” la fa accettare come qualcosa di prezioso. Si fosse chiamato “stronzo gigante putrefatto di balena“, beh, sarebbe meno interessante per l’industria dei profumi.

Il nome è la cosa, ricordate. Sempre.

2. La seconda è iniziare a sdoganare il novo termine, controllando che a livello istituzionale, scolastico e tramite i media  non vengano utilizzati i vecchi termini.

E qui entrano in azione anche commentatori e comici vari.

Costoro diranno ” Quegli stronzi vogliono chiamare “composto la merda… AHAHAHAHAHAHA!!!”

L’importante è parlarne.

Crozza a volte mi ha sempre dato da pensare, per esempio, dato che la sua non è satira, ma dileggio. Spero che siate in grado di capire la sostanziale differenza tra i due termini. La satira è una pugnalata al cuore, mentre il dileggio è un buffetto scherzoso, per i potenti.

Inizieranno anche gli scienziati.

Studiosi insigni , ma del tutto sconosciuti, verranno intervistati e ricordati a piè sospinto , utilizzando ogni minima scusa.

Le proprietà organolettiche del composto , studiate dal professor Checavolonesovich, o lo studio delle deiezioni come riportato dal prof. Vattelapesckos.

Non ha ancora importanza di cosa trattino questi studi, il popolo bue ha cominciato a sentine parlare, e adesso entra nel loro cervellino ottuso l’accomunazione “composto” a “studioso”.

3. La terza offensiva è quella del blog e dei commentatori televisivi.

In rete si cominceranno a vedere post tipo: “Quello che non vi avevano detto a proposito del composto“. In televisione timidamente alcuni diranno “io ho provato le deiezioni e sto benissimo”.

4. La quarta fase è quella dei media e delle serie televisive.

Nei telegiornali verranno riportate notizie (inventate as usual) di “nonnine arrivate a 120 anni grazie ad una singolare dieta”. La serie sui soliti carabinieri stupidi sarà allietata dalla presenza di Ching -Poo, bambina cinese abituata a fare dolci biscotti con le sue deiezioni. Appezzati da tutti.

5. La quinta fase , quella finale, è l’ondata pubblicitaria.

I soliti scienziati scriveranno articoli tipo “la puzza delle deiezioni fa bene” o “il composto previene le malattie cardiache”. Marchettoni volute dalle industrie della “merda al cucchiaio” e pubblicate come “notizie”.

Nessuno potrà parlarne male e inizieranno le pubblicità sul “composto”.

Bambini felici che ingurgitano grosse cucchiaiate del delizioso prodotto.

Le mamme si affretteranno a comprare i vasetti  “colazione dei campioni” credetemi. E alla fine lo mangeranno pure loro.

Funziona, eccome se funziona. Tipo il famoso prodotto a cui pubblicità urla “compratemi faccio cagare” o l’olio di pesce nel latte.

Olio di pesce. Nel latte.   Cazzo.

Rinominare qualcosa è sempre una operazione potentissima, un ribaltamento delle etichette mentali che ci creiamo.

E così “clandestino”, il termine che venti anni fa veniva accomunato a loschi figuri provenienti dall’est diventa “profugo”. Il losco figuro è trasformato in un agnellino on gli occhi grandi che scappa dalle bombe dei cattivi.

E “profugo” diventa “migrante”.

Una specie di uccello migratore che viaggia “inesorabilmente” dal sud al nord.

Visto come è facile?

Rimpossessiamoci dei vecchi termini, chiamiamo “negro ” un Negro e riscopriamo la differenza, sostanziale tra “checca” e “frocio”.

E chiamiamo “clandestini analfabeti ciabattanti”  i negri centroafricani inizialmente spacciati come “profughi siriani“.

Non subiamo impassibili: facciamo mangiare noi a loro la nostra merda.

By Nuke di www.liberticida.altervista.org per gli amici di Orazero.

 

(1)https://it.wikipedia.org/wiki/Politicamente_corretto

(2)https://books.google.it/books?id=ZgQkDwAAQBAJ&pg=PT233&lpg=PT233&dq=pistola+dell%27ostrega&source=bl&ots=uaiTIlYofQ&sig=DDhxHilGmDP1X7Sane9eNh9Hi00&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwiYlsjk07nZAhXMyqQKHUC6CTQQ6AEISzAF#v=onepage&q=pistola%20dell’ostrega&f=false