Ormai non è più una sorpresa per nessuno, l’egemonia politico-culturale in Italia non è più appannaggio di FI e del PD, il nuovo potere Lega-M5S si è spostato sempre più verso posizioni “populiste e sovraniste”. Le roccaforti mediatiche della sinistra e dei buonisti (o come vengono etichettati su questo blog “i picoret”) resistono e si oppongono al populismo. Usano termini apocalittici: una sorta di caduta dell’impero romano sotto i colpi delle invasioni barbariche.

In realtà l’egemonia culturale di FI-PD è da anni che perde colpi, ma in modo nettamente evidente negli ultimi due: dopo l’avvento di Renzi il vecchio polo del potere sembra sul punto di essere spazzato via da una ondata furiosa e devastante.

Cerchiamo di analizzarne le ragioni:

a) la ex egemonia culturale imperante – che ha dominato la scena italiana – ha ora negato dignità a posizioni culturali opposte, le ha bollate come fasciste, ha vessato con tematiche e con una propaganda diffusa e martellante, al limite del lavaggio del cervello.

b) Tutto questo ha finito per rappresentare solo una ristretta fetta di società (quella dei salotti buoni e degli intellettuali radical chic) che ha perso contatto con la realtà e ha completamente abbandonato le tematiche che attanagliano le periferie, le categorie disagiate, i lavoratori a basso reddito, i disoccupati, i giovani e i precari.

c) Hanno abbracciato campagne a favore dei diritti della comunità LGBT, si sono dimostrati molto più interessati ai migranti che ai problemi dei cittadini italiani, hanno proseguito con l’ecologismo più bieco, e in tutto questo hanno lasciato campo libero ai nuovo partiti emergenti.

d) I nuovi partiti quindi si sono fatti promotori di istanze popolari, hanno ascoltato il diffuso malessere che rappresentava la fetta più grande della popolazione.

L’ ancien régime non ha cercato di recuperare terreno e riconquistare i consensi persi, per loro bastava utilizzare la solita vecchia retorica attaccando a testa bassa i “nuovi barbari”: hanno radicalizzato i nuovi avversari e si sono arroccati sulle loro posizioni elitarie ed esclusive. Guardano con malcelato disprezzo coloro che fino a poco tempo fa pretendevano di rappresentare. Sanno di non essere più in posizione di vantaggio, ora che sono sempre più in minoranza hanno sfoderato una furia incontenibile.

Se il nuovo Governo riuscirà “almeno in parte” a mantenere le promesse, FI e PD verranno cancellati di fatto dalla scena politica italiana. I vecchi partiti spariranno per sempre (incastrati in una loro ideologia obsoleta). FI non ha veri successori e Berlusconi rischia molto presto di essere abbandonato da Giorgia Meloni e Giovanni Toti. Il PD presto potrebbe ulteriormente frazionarsi: i renziani di ferro seguiranno il loro leader, ma le nuove due formazioni emergenti non riusciranno a riverginarsi molto facilmente. Se Lega-M5S riusciranno davvero ad adempiere alle più piccole e minime promesse, in caso di esito positivo governeranno almeno per i prossimi 15 anni.