Ho pensato al seguito di un libro pubblicato miglia di anni fa, per cui penso che i diritti siano ormai scaduti.

 

Ebbene si, pensavo a : Il Vangelo 2, la vendetta.

La storia inizia a Roma,  ai tempi nostri, dove nasce Ezechiele, un giovane che subito si rivela prodigioso nel modo di parlare, e che strega le persone.

Tutti , uomini, donne , ricchi e poveri pendono dalle sue labbra, affascinati .

A poco più di 20 anni Ezechiele è già famosissimo a livello mondiale, e frequenta tutti  i potenti, spesso incontrandoli in segreto.

Ma non è lui il protagonista. Vittorio è un ragazzo che nasce in periferia proprio in quel momento, figlio di Maria e di Giuseppe, caso strano.

Maria , la madre fin da subito dice a tutto che Vittorio è destinato a grandi cose.

E il suo aspetto , le sue mani grandi, la sua immensa, quasi sovrannaturale forza lo farebbero sembrare. Ma lui è un tipo tranquillo, non si vuole immischiare, vuole solo vivere la sua vita in pace.

E così fa, malgrado vicino a lui avvengano cose strane si accontenta di un lavoro in fabbrica, della sua moglie, che lo ama, e dei suoi bambini.

Ma Ezechiele, che ormai viene chiamato scherzosamente ( ma non troppo) “il re del mondo”  avverte la presenza di Vittorio.

Assassini agiscono una notte, ma non riescono a uccidere e neanche a ferire Vittorio. I suoi familiari però, muoiono tutti atrocemente.

Vittorio sparisce come nel nulla, ma, nei capannoni abbandonati di periferia, nelle cantine si incontra con i suoi seguaci. Seguaci che capiscono come in lui ci sia qualcosa di diverso dagli altri.

Ma non parla di amore, niente altra guancia da porgere, stavolta.

Parla di pazienza, di forze da raccogliere e armi da preparare di nascosto, di corpi e di menti da addestrare.

E ogni tanto fa un discorso, contro gli Altri, conto i Loro che non ha mai descritto, ma tutti sanno benissimo chi siano:

Dobbiamo essere pronti. Quando verrà il momento agiremo, e li ammazzeremo tutti!

Ma Lui no, Ezechiele  è solo Suo. E dei suoi Apostoli

 

Carino, vero? cosa ne pensate di questo canovaccio??

By Nuke di www.liberticida.altervista.org per gli amici di OraZero, anche sono seguaci delle batterie.

Si comincia!

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Dedicato ad A. L’unica persona al mondo a cui ho rivelato della Maledizione del Leone. Ciao!

 

Vangelo 2, la vendetta.

Parte prima – L’Ascesa

Cap 1. La Nascita.

Roma, attico vista “Cupolone”. Se anche si fa attenzione non ci si accorge dei senza tetto o degli immigrati che vagano ogni tanto là sotto, persino in quel quartiere.

Ma siamo in alto, al di sopra di tutto, e niente riesce ad arrivare, se non è invitato, in quella casa.

La famiglia Prodigi è padrona di quella magione di oltre mille metri quadri.

Due coniugi di mezza età, ricchissimi.

I Prodigi si occupano di tante cose, petrolio, software, immobiliare, ma soprattutto di soldi.

Soldi accumulatosi nei secoli, quando già prestavano denaro a Papi ed imperatori . Quando non erano Papi o imperatori loro stessi, ovvio.

I due coniugi pensavano di non poter avere più figli, ormai, dopo tanti anni di tentativi e di costosissime cure in Svizzera.

Ma, alla soglia dei quaranta anni un miracolo.

Nasce un bimbo, che decidono di chiamare Ezechiele, biondo, grande e sanissimo.

Un bambino silenzioso, che si guarda sempre attorno e ride.

Ma solo con la bocca, gli occhi sono sempre fissi, bene aperti e vedono tutto.

La made, Vittoria, è felice e non si capacita di tanta gioia.

E malgrado tanti piccoli incidenti la vita scorre felice.

I due adorati cagnolini, Castore e Polluce, nomi generati da vecchi studi classici muoiono orribilmente.

Due piccoli carlini, cani dalla faccia brutta e due occhi grandi , che ti fissano con adorazione.

Il lor rapporto con Ezechiele è sempre stato burrascoso, dopo un primo avvicinamento se ne sono sempre tenuti lontani, scappando via con la coda tra le gambe non appena qualcuno si avvicinava con il bimbo in braccio.

Castore cade dal tetto, forse inseguendo una palla, e si spiaccica sette piani sotto , sul selciato.

Polluce invece rimane con la testa incastrata nella porta finestra del terrazzo, che, forse per un colpo di vento si chiude e lo uccide.

Ma la vita continua e Vittoria decide che il bimbo deve essere vigilato giorno e notte, in fondo è un bambino, e si può far male. Le vecchie case come quella sono pericolose.

Ma la prima Tata fatica a stare con il bimbo, giorno dopo giorno diventa sempre più silenziosa e triste. Passa intere giornate di fianco al bimbo, guardando nel vuoto, e trasalendo quando lo sente ridere. Finché una notte non si taglia le vene nel bagno.

Una veloce pulizia, l’arrivo del coroner, e persino il ricordo della ragazza svanisce nel nulla, i soldi possono tutto.

La seconda tata è  robusta, ciarliera e sempre felice, un donnone proveniente dalla Bulgaria.

Stavolta lei canta, gli parla nella sua lingua e sembra indifferente a Ezechiele, e tutto sembra andare bene.

Yordanka è il suo nome, proviene da una piccolo paese al confine con la Grecia.

Nedelino,  nome che ha preso dal fiume che taglia a metà il paese.

Niente piazze o luoghi importanti, il fiume, che attraversa il paese stretto tra due alti argini di cemento, tre ponti che lo attraversano e due strade principali che corrono lungo il fiume. E poco altro.

Da una parte il negozio di computer e di telefoni e, di fianco il palazzo del potere locale, una casa come le altre, verniciata di bianco e a due-tre  piani, ma con una targa sulla porta.

Dall’altra parte la moschea e i vecchi che si crogiolano al sole, vestiti di nero e con il bastone, ma solo i maschi, le donne stanno a casa e cucinano. Cucinano e puliscono la casa tutti i giorni, tutta la vita.

Nessun posto dove andare, se non lontano, il più lontano possibile, attraverso strade vecchie e piene di tornanti.

Da Nedelino si scappa, e basta.

Yordanka non ha paura di Ezechiele, sua nonna , prima di morire, curva dagli anni passati a pulire e cucinare, gli ha raccontato tante storie. Storie di uomini che non sono uomini,  che ridono solo con gli occhi e di cui non si deve mai, mai avere paura. Loro si nutrono della paura, e la disperazione degli altri è vita, per queste creature.

Bisogna guardargli negli occhi e canzonarli, facendo capire che non si ha paura , e loro ti lasceranno stare.

Una mattina tutto procede come al solito , il cambio del pannolino, ormai è grande, deve cominciare a parlare, ma Ezechiele è stranamente silenzioso, non emette neanche i borbotti e i suoni  “normali” per uno della sua età. I genitori sono molto preoccupati, anzi, per meglio dire Vittoria è molto preoccupata.

A Yardanka tutto questo non interessa, lei sa, basta guardarlo, e sua nonna , come lei , ha nel suo sangue una scintilla. Lei discende da una lontana antenata, uno degli esseri che non sono del tutto umani, Una Vila, una fata dei boschi che incanta gli uomini e li seduce.Tra simili ci si riconosce.

Il solito, ennesimo  cambio del pannolino , Yardanka canta la canzone in bulgaro insegnatagli dalla nonna: ” non ti temo , mostro, non ho paura di te e delle tue azioni, dormi e non tornare più“.

Il bambino stavolta diventa silenzioso, e gli occhi fissano la ragazza.

Yardanka sente come un mormorio nella testa, come voci che sussurrano parole incomprensibili e riane come paralizzata. Il piccolo apre la bocca, e pronuncia le prime parole della sua vita ; “stai zitta strega!“.

In un bulgaro perfetto, lo stesso accento del suo paese. Yardanka urla: “maledetto Strzygoń!“. Riconosce finalmente la vera natura del bambino, e sente che forse il suo antico sangue di Vila forse non è abbastanza forte. Prende un cuscino e lo appoggia sulla faccia del bambino. Le voci nella sua testa si fanno sempre più forti e rimbombano. Lei spinge forte, ma le orecchie ronzano e la testa gira, assordata da urli che nessuno può sentire.

Si sente come sollevare, vola letteralmente verso la finestra, che attraversa in uno schianto di legno e vetri. Il volo prosegue oltre il terrazzo, e la strada sotto si avvicina sempre di più. neanche il tempo di urlare, poi lo schianto. Il buio.

Cap 2 – Dima.

“Tragico volo in via Calisperna, in pieno centro di roma un suicidio misterioso, una giovane donna slava si uccuide gettandosi dal tetto di un palazzo. Si ignorano le ragioni del gesto, forse legate a traffici di droga…”

Dima è un omone grande e rosso, proviene dalla Russia ed è finito a Roma avventurosamente anni fa:

Pure lui proviene  da un piccolo paese, situato a  a cento chilometri da Ufa, “il culo del Mondo” , ma lui sa che solo  il suo piccolo paese con le strade di fango merita veramente quel nome.

Figlio di una madre alcoolizzata e di un padre mai conosciuto viaggia di città in città dove vive di espedienti , rubacchiando e ubriacandosi di continuo.

Finisce nella grande città, Mosca, dove si accorge presto, dopo una rissa a bottigliate che la milizia locale è di una altra tempra, e pure i giudici.

Cinque anni di galera, quella vera, non un riformatorio o un istituto di correzione, tra ladri ed assassini.

Vassilly è uno dei “Vor V Zakone”, I”bravi ragazzi”, (letteralmente “ladri nella legge”) che dominano la malavita russa, in galera e fuori. Subito pensa di poter fare quello che vuole di un bifolco grande e grosso venuto da fuori, un Mugiko del cazzo.

Gli chiede subito di dimostrare la sua sottomissione sessuale, puntandogli contro un coltello . “dammi il culo, finocchio del cazzo!” furono le sue esatte parole.

Dima non si scompose, con un solo pugno lo uccise, quasi staccandogli la testa.

Gli altri “ladri” si riunirono e pensarono se dovessero o meno applicare la solita punizione per chi si ribella a loro in prigione.

Tutti i denti fatti saltare a colpi di pietra, di seguito la vittima ancora sanguinante in ginocchio deve soddisfare tutti i Ladri. Per poi morire in modo orribile, ucciso lentamente a calci e pugni.

Il Comitato decise che doveva vivere, in fondo, dissero il ragazzo aveva dimostrato doti particolari, e una forza qquasi sovrumana.

Gli venne proposto di entrare nella loro cerchia, e, solennemente, una notte tutti intorno gli fecero la “domanda”:

“Vuoi tu Dima, entrare tra noi Ladri nella Legge?

Vuoi obbedire alle Dieci Leggi?

Giuri di non obbedire a nessuno, tranne agli altri Ladri?

Giuri di non possedere niente , ma di disporre liberamente dei possedimenti della comunità?

Giuri di non credere in niente, se non nella legge dei Ladri?”

Giurò, e divenne l’assassino più formidabile e spietato mai visto nella prigione, “Chernevog”, lo chiamarono, come il mitico dio dell’antichità.

Ma anche gli dei sbagliano,  Dima commise un terribile errore, diventò musulmano, istigato da alcuni fanatici racchiusi per terrorismo, odiati da tutti gli altri carcerati. I “bravi ragazzi” sono dei criminali come raramente si sono visti al mondo, ma sono molto patriottici.

Non gli rimase altro che fuggire, dovette uccidere alcune guardie con i suoi colpi micidiali e demolre una porta in ferro arrugginito a spallate per farlo, ma ci riuscì.

I “vory” giurarono di ucciderlo, si fosse pure nascosto all’altro capo del mondo. Pure i poliziotti decisero la sua condanna a morte, non sarebbe mai scampato all’arresto.

Solo gli altri fanatici musulmani lo aiutarono, e , con dei documenti falsi e tante mazzette riuscì a fuggire nel Daghestan.

Li scoprì che la guerriglia con i soldati russi era molto simile ad una guerra vera. Lunghi periodi di tranquillità e poi, improvvisamente morte e terrore, senza preavviso.

I miliziani del “colonello”, veterani delle guerra di Cecenia, temuti persino dai più feroci combattenti musulmani riuscirono a trovare il suo gruppo. Solo lui sopravvisse, e a stento.

In fuga, aiutato dai soliti misteriosi dollari provenienti da Est, fugge più lontano possibile, ora anche le forze speciali russe e i servizi vogliono la sua testa, Dima sente che il mondo sta diventando piccolo, e molto pericoloso.

 

(Continua)

 

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il seguito domani, se posso.

Aggiornerò periodicamente questo post. e vi avviserò dell’aggiunta di contenuti.

Grazie, ragazzi.