Come gli insegnamenti dell’Islam potrebbero aiutarci a prevenire altri scandali di abusi sessuali

Harvey Weinstein è solo un altro caso di un uomo potente che abusa di donne perché viviamo in una società che lo lascia permettere, ma possiamo cambiare

articolo di Qasim Rashid tratto da independent.co.uk – traduzione di Gustavo Kulpe

Se le rivelazioni sugli abusi sessuali commessi da Harvey Weinstein ti sconvolgono, allora sei pericolosamente ignorante della realtà. Secondo RAINN [importante organizzazione americana contro la violenza sessuale], un americano viene aggredito ogni 98 secondi, una donna su sei subirà uno stupro o un tentativo di stupro durante la sua vita, e il 90 per cento delle vittime di stupro sono donne.

Sono musulmano, e sono un avvocato impegnato nella difesa dei diritti civili con un interesse particolare nel sostenere i diritti delle donne. La mia difesa è basata non solo sulla legge, ma anche su strategie che traggono ispirazione negli insegnamenti islamici e nell’esempio del profeta Maometto per prevenire l’abuso sessuale. Sì, il cancro degli abusi sessuali contro le donne che vediamo nella maggioranza cristiana in America è altrettanto prevalente nella maggioranza musulmana in Pakistan, o nella maggioranza indù in India e nello stato ateo della Cina. Ciò dimostra il fallimento degli uomini in tutto il mondo nella propria responsabilità di porre fine all’abuso sessuale e alla violenza di genere.

Cominciamo col comprendere due fatti. In primo luogo, l’abbigliamento di una donna, l’assunzione di alcol, lo stato civile e il livello di istruzione non contribuiscono all’abuso sessuale – gli uomini violenti lo fanno a prescindere. In secondo luogo, l’abuso sessuale non avviene dal nulla. Ogni livello della società – regole sociali, media e governo – è implicato nel promuovere la cultura della violenza che provoca l’abuso sessuale.

Le norme sociali demonizzano una donna che denuncia un abuso, facendo passare la vittima per colpevole, con domande su cosa indossava, se abbia dato dei segnali istigando l’abuso o chiedendo perché non ha denunciato prima.

Anche i media promuovono la cultura della violenza ignorando le donne e la loro voce. Perché le affermazioni contro Weinstein non hanno avuto risalto quando Rose McGowan le ha urlate a pieni polmoni anni fa? Perché la società ha portato persone come Harvey Weinstein, Roger Aisles, Bill Cosby, Bill O’Reilly e anche il nostro Comandante in Capo all’apice del successo, nonostante la decennale testimonianza di abusi sessuali e stupri da parte di decine di donne?

Come possiamo fare affidamento sul governo quando il 97 per cento dei violentatori non fa mai nemmeno un giorno di carcere, i giudici puniscono la violenza su una ingenua studentessa del college con una pena misera di tre mesi di carcere, affidano ai violentatori la custodia del figlio nato dalla donna che hanno violentato, e il Dipartimento dell’Istruzione degli Stati Uniti depotenzia le regole che proteggono le donne nei college dalle molestie sessuali?

La questione è che gli stati non sono soggetti morali – le persone lo sono. Ma quando le persone lasciano correre i comportamenti criminosi verso cui andiamo incontro, ci avviciniamo sempre più all’anarchia sociale. In realtà, l’idea che si possa semplicemente approvare una legge che contrasti gli abusi sessuali è una sciocchezza.

In Francia, nonostante esistano leggi che criminalizzano le molestie sessuali, un sorprendente 100 per cento delle donne parigine sui mezzi pubblici denuncia molestie sessuali. La risposta proposta dalla Francia è una legge che punisce gli apprezzamenti volgari. Tale legge, se approvata, fallirà anche perché le leggi dello stato puniscono il molestatore solo quando l’atto è stato perpetrato, non prevengono l’atto stesso. Questo scenario si ripropone ripetutamente in tutto il mondo, sia che si discuta di diffusione di filmati pornografici per vendetta, di violenza di genere o di molestie sessuali sul posto di lavoro.

Ed è qui che gli insegnamenti islamici e l’esempio del Profeta Maometto forniscono una soluzione che nessun stato può davvero fare. E mentre ci sono persone che non credono che l’abuso sessuale sia davvero un problema, alcuni a sinistra non saranno d’accordo che affidarsi ad un potere più elevato sia una valida soluzione.

Questo è un argomento ragionevole, in parte, a causa dell’ipocrisia di uomini ritenuti religiosi come il membro del congresso Tim Murphy, che condanna l’aborto e l’infedeltà, ma è stato sorpreso a incoraggiare la sua signora ad abortire o il Presidente del Partito Repubblicano dell’ Indiana Rick Halvorsen, condannato per incesto . Sì, l’Islam implora la responsabilità del creatore, ma invece di predicare teorie dogmatiche vuote, l’Islam propone un modello secolare provato.

In una recente conferenza trasmessa a livello internazionale davanti a circa 6.000 donne musulmane, il Khalifa dell’Islam ha detto: “Il capitolo quattro, versetto due del Santo Corano … chiarisce che le donne non sono state create dal corpo di un uomo o dalla sua costola. Piuttosto, il Corano testimonia il fatto che gli uomini e le donne sono stati creati da un’unica anima e sono dello stesso genere e specie “.

Quindi il Corano 4, 2 stabilisce che uomini e donne sono esseri uguali. Il capitolo 4:20 vieta quindi gli uomini a costringere una donna ad agire contro la sua volontà, assicurandole la propria autonomia e autodeterminazione.

Lo stesso verso obbliga gli uomini a rapportarsi alle donne con bontà, proibendo loro di pensare male delle loro mogli. Questo previene abusi emotivi e mentali. Il Capitolo 4:35 inoltre impedisce la violenza contro le donne imponendo agli uomini il controllo impedendo loro di ricorrere alla violenza fisica contro di esse – agisce preventivamente contro l’abuso fisico.

Il Corano obbliga ulteriormente gli uomini a provvedere ad ogni necessità economica della donna, pur prevedendo che tutto ciò che una donna guadagna sia di proprietà della donna stessa- prevenendo abusi di carattere economico. E per quanto riguarda il concetto islamico di Hijab, sono gli uomini per primi ad essere comandati a non abbandonare mai le proprie donne e a proteggere invece il loro privato e la castità, indipendentemente dal modo in cui le donne scelgono di vestirsi – prevenendo abusi sessuali.

Il profeta Maometto stesso ha illustrato questo punto. In un noto aneddoto, una donna descritta come straordinariamente bella si avvicina al Profeta per cercare la sua guida su alcune questioni religiose. Il compagno del Profeta, Al Fadl, cominciò a fissarla a causa della sua bellezza. Notando questo, il profeta Muhammad non rimproverò la donna per il suo abbigliamento, ma invece “tese la mano, prendendo il mento di Al Fadl, e volse il suo volto verso l’altro lato in modo che non la guardasse”.

Di conseguenza, il profeta Maometto, con questo esempio, ha dimostrato che l’onere della modestia, del rispetto e della lotta contro l’abuso sulle donne ricade sugli uomini. Infatti, gli uomini devono agire di persona nel fermare gli abusi sessuali. Dopo tutto, mentre il Corano obbliga le donne a vestirsi modestamente secondo un patto con Dio, l’Islam non prescrive alcuna punizione per le donne che scelgono di vestirsi diversamente.

Al contrario, in diverse occasioni il profeta Muhammad ha punito un violentatore proprio sulla base della sola testimonianza della vittima di stupro. In questo clima di uguaglianza di genere, le donne nell’Islam si elevano al rango degli studiosi di legge, guerrieri, imprenditori e filantropi, mentre amorevolmente sviluppano la propria identità come madri e casalinghe.

Il caso Weinstein è il sintomo di una grande malattia, quella dell’arroganza, della irresponsabilità, dell’apatia sociale e della mancanza di interventi concreti da parte di chi sapeva. L’Islam e il Profeta Muhammad forniscono una soluzione pratica.

L’abuso sessuale delle donne diminuirà notevolmente quando gli uomini smetteranno di abusare delle donne e quando gli uomini smetteranno di pensare che solo perché non hanno personalmente usato violenza sulle donne, non abbiano ulteriori obblighi. Secondo l’Islam, ogni uomo è responsabile nel porre fine all’abuso sulle donne – sia nel linguaggio che negli atti concreti. Molti tipi violenti come Weinstein percorrono le nostre strade, terrorizzando il prossimo. Insieme possiamo impiegare un modello islamico di comprovata efficacia che impedirà questa follia e permetterà di raggiungere la parità di genere oggi in America e nel mondo.

Qasim Rashid è un avvocato, autore e portavoce nazionale per la comunità musulmana Ahmadiyya USA

In pratica, giusto per fare un riassunto, Qasim Rashid dice che per combattere la violenza sulle donne non servono le leggi dello stato, serve una conversione all’islam. Certo non è il modo di vestirsi delle donne o l’abuso di alcol la causa delle violenze, in ogni caso, a scanso di equivoci, meglio proibire il consumo di alcol e meglio far vestire le donne come suore, non si sa mai.

La violenza sulle donne si combatte inducendo gli uomini, i principali colpevoli delle violenze, a sposare una filosofia di vita che induca loro a trattare la donna, che deve essere in primis una moglie e una madre, con bontà: il signore feudale che graziosamente concede la propria benevolenza a un essere che sarà pure allo stesso livello dell’uomo, ma deve dipendere in tutto e per tutto da esso. Solo grazie all’aiuto dell’uomo amorevole, la donna, pur casalinga e madre, si potrà elevare allo stesso livello dell’uomo guerriero, statista, filantropo…

Insomma, in poche parole, l’uomo deve contenere sé stesso per prevenire le violenze sulle donne non per questioni di accettazione della piena dignità umana della donna, per costruire una società sana e giusta, perché la sopraffazione del più debole da parte dell’individuo fisicamente più forte non fa parte della filosofia moderna di vita, bensì perché lo impone Dio e perché lo ha detto un tizio una quindicina di secoli fa.

Non persone senzienti che agiscono volontariamente per una giusta causa ma bigotti che “pereinde ac cadaver” eseguono i dettami del profeta, come tanti gesuiti: “todo modo para buscar la voluntad de Dios” 

Una società in cui i precetti religiosi sono assolutamente sovrapponibili alle leggi dello stato, una teocrazia. 

Gustavo Kulpe

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