Tratto da zerohedge.com

tradotto da Gustavo Kulpe

Aggiornamento: In una dichiarazione pubblica il ministro dell’Economia italiano, Tria ha detto che lui e il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis stanno cercando di raggiungere un accordo sulla legge di  bilancio italiana.

Il risultato: le discussioni sul “budget rialzista” ora coinvolgono entrambe le parti.

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Siamo solo al 3 dicembre, ma gli investitori internazionali possono festeggiare in anticipo il prossimo periodo festivo. In quello che possiamo considerare probabilmente lo sviluppo più importante per i mercati globali lo scorso fine settimana, il presidente Trump e il suo omologo cinese, Xi Jinping, hanno contribuito a placare le paure degli investitori riguardo una guerra commerciale  tra le due super potenze, concordando una tregua – essenzialmente un periodo di distensione della durata di tre mesi nella guerra commerciale USA-Cina che metterà in stand-by il prossimo round di dazi mentre i due paesi cercheranno di stringere un accordo su alcune delle richieste più controverse avanzate dagli USA (come porre fine al furto di proprietà intellettuale da parte delle aziende cinesi).

ConteL’accordo ha provocato manifestazioni di giubilo a Wall Street. Ma mentre gli analisti del “sell side” erano occupati a ricavare guadagni dalla vendita dei soliti titoli – come era prevedibile, a prescindere dal modo in cui la cena Trump-Xi si era conclusa …

… L’Italia ha compiuto passi da gigante verso l’allentamento delle paure riguardo all ‘”inizio della fine” dell’Europa, accettando di lavorare in accordo con l’UE per abbassare il suo obiettivo di deficit di bilancio.

Secondo Bloomberg, il titolo italiano con una durata superiore ai 5 anni è salito, con un calo dei tassi d’interesse al minimo da due mesi a questa parte, dopo che il governo di coalizione ha dichiarato di essere pronto ad accettare nuovi obiettivi di deficit di bilancio, secondo Il Messaggero. Nel frattempo, i bund tedeschi hanno ridotto le perdite in seguito alla tregua commerciale stipulata tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping.

Solo poche settimane fa i viceministri italiani Luigi Di Maio e Matteo Salvini, così come il ministro dell’economia del paese, il “moderato” Giovanni Tria, avevano affermato che cedere alle richieste dell’Unione sarebbe stato un “suicidio” per il popolo italiano. Tuttavia, questa posizione si è ammorbidita un paio di settimane più tardi, quando Salvini, seguito dal resto dell’establishment populista italiano, dichiarò ai giornalisti che l’Italia avrebbe considerato un obiettivo di deficit inferiore, a condizione che i populisti potessero ancora rispettare tutti i generosi programmi sociali promessi nella loro piattaforma programmatica. Dopo aver consultato il Primo Ministro Giuseppe Conte, i populisti hanno dichiarato di essere pronti “ad accettare nuovi obiettivi”, mentre Tria prevede che l’UE prporrà un deficit del 2% piuttosto che del 2,4%, che pare essere un compromesso accettabile, che consentirebbe ai populisti di salvare la faccia (e salvare il loro mandato popolare), consentendo al contempo all’Unione europea di cantare sulla salvaguardia della disciplina fiscale. Conte, che si è distinto come la voce più moderata del governo italiano (superando anche Tria nelle ultime settimane), guiderà i negoziati con l’UE, al posto del ministro dell’economia.

Anche se il rendimento del decennale italiano è sceso ai minimi, rimane in calo di 4,5 punti base nel corso della giornata.

Italian

La scorsa settimana, i partner europei dell’Italia hanno fatto il primo passo verso il varo di una sanzione, in quanto i rappresentanti dei governi dell’UE hanno accettato di sostenere l’appello della Commissione europea contro un “eccessivo ricorso al debito” nei confronti dell’Italia. Mentre eventuali sanzioni probabilmente non si concretizzerebbero prima della prossima primavera, l’ascesa ansiosa dei rendimenti dei titoli italiani e le minacce sempre attuali di un downgrade da parte delle agenzie di rating mondiali, sembra aver convinto i populisti che sarebbe meglio per il paese – anche se non politicamente vantaggioso – cercare di evitare una crisi bancaria