Racconto liberamente tratto dal testo “l’ultimo guerriero delle terre morte “ degli Orgjia Pravednikov, un gruppo indie russo (1)

L’ultimo guerriero.

Un uomo zoppo può ancora cavalcare un cavallo,

un uomo senza mani può ancora pascere le pecore

e un uomo sordo può ancora uccidere;

è meglio essere ciechi che bruciare nella pira funeraria.

E’ il morto che non può fare nulla”

(antico proverbio vichingo)

Sorge l’alba.

I primi raggi del sole colpiscono le palpebre del guerriero steso per terra, come morto, le membra scomposte.

Una mano stringe ancora la spada, e l’altra uno scudo sbeccato.

Il cuore batte forte, come impazzito, e gli occhi faticano ad aprirsi.

Il sangue copre tutto il volto, trasformandolo in una maschera di morte.

Finalmente si aprono , e un grido scuote il bosco in cima alla collina.

“Olaf! Pensavo fossi morto.”

La voce possente proviene da un omone seduto su di un tronco lì vicino, un omone coperto di sangue pure lui, vestiti con i brandelli di una cotta di maglia e un giubbotto di pelle tutto stracciato.

Ogni centimetro del suo corpo è sporco di sangue, terra, e altre sostanze indefinibili, la barba rossa sembra un cespuglio attaccato al mento. Solo gli occhi sfolgorano come fiamme, e uno spadone pulitissimo e lucido è stretto tra le mani.

“Sigurth! Sembra che anche tu sia vivo!”

Una risata senza senso scuote la collina.

Tutto intorno il terreno è cosparso di cadaveri avvolti in mantelli neri, e qua è là il corpo fatto a pezzi di un vichingo.

Olaf si guarda attorno, vede i pochi, laceri resti della sua armata, una ventina di uomini al massimo, e guarda verso valle.

Alcune centinaia di uomini nei mantelli neri tutto intorno. Tutti appiedati. Tranne uno, il capo, rimasto a cavallo.

Nessuno di loro parla, immobili come fantasmi. Alcuni dei disciplinatissimi e temibili nemici sono accasciati contro un tronco o un masso. Quasi tutti guardano in basso.

In silenzio Il capo vichingo guarda le pendici della collina, cosparse di neri cadaveri.

Non un uccello sorvola il cielo, gli animali si tengono lontani da tanto cadaveri e tanto sangue.

Quella di ieri è stata una battaglia terribile, l’ultima, pensava.

Incredibilmente lui e alcuni dei suoi sono ancora vivi.

Ma non ancora per molto, il nemico è forte e determinato, lo ha inseguito in mezzo alle steppe e ai boschi per centinaia di chilometri.

Chiude gli occhi un momento, sentendo il calore del sole sulla pelle, e finalmente capisce quello che deve fare.

Si gira e urla con tutta la sua voce:

“Uomini! Ora è giunta l’ora dell’ultima battaglia!

Non sono mai stato un uomo di molte parole, queste però sono le ultime che pronuncerò in tutta la mia vita.

Laggiù giace quello che rimane di un esercito forte di decine di migliaia di uomini. Tutti i guerrieri della nostra terra si sono uniti e hanno perso contro di loro. Ma pochi di loro sono ancora in piedi

Le loro macchine da guerra si sono perse durante la strada, le corte frecce di ferro sono finite, e i cavalli sono stati divorati durante l’inverno.

Eppure sono ancora forti e  numerosi, oggi ci uccideranno tutti, fino all’ultimo!

Potremmo fuggire, attraverso il fiume e le foreste, molti di noi tornerebbero a casa, certo.

Ma anche loro tornerebbero e chiederebbero rinforzi al Nero Imperatore.

Noi non scapperemo, solo due di noi”

e indica i due più giovani tra i sopravvissuti”

“Prenderanno gli ultimi cavalli e racconteranno alla nostra gente come abbiamo combattuto e come siamo morti, da veri Vichinghi

Loro sono invincibili, ma non hanno il diritto di vedere un altro sorgere del sole, non hanno neanche il diritto di essere vivi!”

“Voi due tornate a casa e preparate la nostra gente! Non uno dei demoni neri deve tornare alle loro case! Uccidete persino il loro ricordo!”

“Raccontate a tutti come è morto Olaf il Sanguinario ed i suoi uomini!”

“Raccontate a tutti come muore un guerriero!”

Un urlo possente esce dalle gole degli ultimi, del manipolo di disperati.

Tutti i nemici guardano in alto e stringono le armi. Il loro sguardo impassibile, la loro disciplina sembra venire meno. Sembrano molto meno forti, adesso.

Senza dire una parola tutti si danno da fare.

In silenzio fasciano le ferite con degli stracci, fissano scudi ed armature e preparano le armi, sorrisi terribili  sul volto..

Urlando e ridendo come pazzi gli ultimi vichinghi corrono giù per la collina, verso il nemico.

By Nuke di Liberticida per gli amici di Orazero

 

(1)https://en.wikipedia.org/wiki/Orgia_Pravednikov