Arabia Saudita, Israele e USA stanno facendo di tutto per portare il Medio Oriente al definitivo collasso e nel caos. Salman bin Abdulaziz Al Saud non ha digerito la decisione di Trump che riconosce le alture del Golan sotto la sovranità israeliana e al vertice della Lega Araba (in Tunisia) si è opposto alla decisione israeliana. Belle parole ma molto vuote visto che l’Arabia Saudita non ha alzato un dito per aiutare Damasco, anzi gli arabi hanno fatto di tutto per peggiorare la guerra in Siria finanziando i terroristi (bisogna ricordare che gli stessi arabi hanno portato la guerra in Yemen).

E mentre Bibi Netanyahu inizia il suo quinto mandato, si è fatto regalare da Trump il riconoscimento pieno di Israele sulle Alture del Golan, ribadendo che sono di importanza fondamentale dal punto di vista strategico e di sicurezza per lo Stato d’Israele e la stabilità della regione. Parere mio ha rivinto un uomo che potrebbe scatenare una guerra infernale in quella regione: “… è evidente che gli israeliani hanno scelto di essere rappresentati da un estremista di destra, xenofobo, razzista, guerrafondaio che, come già annunciato dal procuratore generale Avichai Mandelblit, con ogni probabilità sarà incriminato per tre casi di corruzione e frode” tratto da http://www.antimafiaduemila.com/rubriche/giorgio-bongiovanni/74102-elezioni-israele-vince-netanyahu-l-uomo-che-potrebbe-far-scatenare-la-terza-guerra-mondiale.html . Il resto dell’articolo non lo riporto perché rischio grosso, perdonatemi ragazzi.

Bibi durante l’incontro con Bolsonaro (in visita in Israele) ha mandato le forze armate israeliane per controllare la striscia di Gaza: secondo fonti dei media sono 4 i palestinesi uccisi e più di 300 i feriti nella Striscia di Gaza ( https://www.contra-magazin.com/2019/04/der-nahe-osten-am-rande-des-zusammenbruchs/ ).

Riad & la politica del vuoto pneumatico: in merito ai morti e feriti arriva una semplice dichiarazione vuota sull’unità araba e nient’altro, ma ai sauditi non passa nemmeno per la testa l’idea di boicottare Usraele, quindi non fanno sanzioni agli Stati Uniti e continuano a comprare armi americane in grandi quantità che poi nemmeno sono capaci di usare: infatti sono pieni di contractors per combattere la guerra contro lo Yemen.

In MO Trump ha completamente perso la sua credibilità come mediatore del conflitto israelo-palestinese perché si muove solo a favore di Israele, quindi toccherà alla Russia diventare il nuovo mediatore in questa gigantesca polveriera?

Medusa e le sue sorelle battono ritirata: Arabia Saudita e Kuwait si sono ritirati dal processo di risoluzione della questione palestinese, hanno trasferito tutta questa responsabilità a Washington. Questo sta distruggendo l’Alleanza delle Nazioni Arabe: il Qatar – durante il vertice in Tunisia – ha lasciato la sala ed è andato direttamente in aeroporto senza fare un discorso. Voci affermano che il Qatar ha lasciato la riunione dopo aver sentito le parole del re saudita in merito alla sua politica aggressiva contro l’Iran. Le nazioni della Alleanza Araba si metteranno davvero contro l’Iran seguendo la volontà dell’Arabia Saudita?

L’alleanza Araba sa che gli iraniani sono gli unici che attivamente si muovono in Siria e in Yemen, quindi sono gli unici che frenano l’insaziabile appetito Usraeliano.

Nel frattempo Hezbollah si è riposizionata sulle alture del Golan: sono dotati di armi e missili, collaborano e addestrano la milizia locale e si preparano a combattere contro Israele. Di fatto tutto questo avviene sotto la copertura del governo siriano, ma bisogna capire se Hezbollah è riuscita a trasferire armi più sofisticate ( http://www.occhidellaguerra.it/golan-israele-scopre-hezbollah/ ). Sembrerebbe che in soccorso di Hezbollah nel Golan siano anche arrivati milizie sciite irachene, due milizie armate islamiche che hanno vecchie acredini con Israele.

Il Golan è pronto a diventare un ginepraio e un fronte di guerra, interessante per osservare nuovi riposizionamenti geopolitici, per capire cosa farà il mondo arabo e quanto questo si spaccherà. Sembra che tra nemici dello stato ebraico e Israele sia in arrivo una nuova scampagnata in salsa molto piccante.

E visto che gli USA affermano che “Golan e Cisgiordania sono territori controllati da Israele e non più occupati da Israele” il primo candidato sappiamo dove si posiziona.

Giorni fa mi hanno chiesto dove scoppierà la prossima guerra, io ho analizzato alcune cose fattuali:

  • La Cina ha voglia di ingollarsi Taiwan
  • Gli Usa sono incazzati perché in Venezuela sono arrivati militari cinesi e russi
  • Molti hanno voglia di azzannare l’Iran, ma non conviene toccare il protettorato sino-russo, chi lo tocca rischia grosso
  • Israele e Iran non si faranno mai guerra diretta, ma solo guerra asimmetrica
  • Ci sono molti attori affamati “di prezzo” del petrolio, vorrebbero farlo salire, questi sono convitati di pietra che desiderano farsi pagare il petrolio a un prezzo migliore

Il Golan è piccolo e permette a tanti attori di scatenare una nuova destabilizzazione. Mesdames et messieurs, faites vos jeux. Alessia C. F. (ALKA) di https://liberticida.altervista.org/ e http://www.orazero.org/