Il progetto americano parte malissimo, l’Egitto ha fatto sapere il 14 aprile 2019 che non parteciperà all’Alleanza strategica del Medio Oriente denominata “NATO araba”. L’Egitto ritiene di non avere un obiettivo strategico “comune” con altri Stati che potrebbero aderire a questa alleanza e tanto meno non hanno nessun desiderio di sottoporsi al comando saudita. Qatar (in lite con l’Arabia Saudita) e Oman non hanno intenzione di partecipare al progetto.

Il progetto di un’alleanza arabo-israeliana fu formulato da Barack Obama nella sua dottrina sulla sicurezza nazionale nel 2015, Donald Trump poi aveva imposto acquisti di armi statunitensi all’Arabia Saudita nel 2018 ed era tornato a parlare anche lui di un’ipotetica “NATO araba”. Lo stesso Mike Pompeo parlò di questo progetto all’università araba del Cairo il 10 gennaio 2019.

La NATO araba nasce per frenare l’espansionismo iraniano. Altri l’hanno definita una alleanza giudeo-sunnita contro gli sciiti, altri ancora la vedono come progetto per impedire l’influenza russa e cinese nella regione. Infatti la guida sarebbe spettata al Pentagono dove gli eserciti sarebbero stati operativi tra di loro, ma non prevedeva nessuna operazione militare congiunta. Beh, il piano prevedeva anche nutriti acquisti di armi statunitensi: l’industria militare americana è sempre desiderosa di avere ottimi clienti. Un uccellino poi mi dice: se non sei esperto di armi sofisticate poi arrivano anche compagnie militari private e il MO è una polveriera-ginepraio micidiale.