Ciao ragazzi, tutto bene? Io sono appena tornato da un paese dove la temperatura in luglio si aggira sui dodici gradi, e me ne ritrovo trentacinque, come un fottuto suk del cazzo.

Preso da un istantaneo shock termico, alleviato da un potente ventilatore puntato sulla mia faccia sono qui a scrivermi alcune considerazioni sulla politica odierna.

“ce l’ho fatta!”

Qui vediamo la soddisfazione di una sgallettata, improvvisatasi capitana di nave, sua malgrado, quando nel suo curriculum di navigazione figurava al massimo un breve periodi di navigazione come seconda in comando con greenpeace, cercando di speronare le navi baleniere.

Ma chi la dura la vince, come possiamo vedere dal grafico della navigazione dei primi quindici giorni precedenti all’attracco.

Ricapitoliamo, quindici giorni di navigazione insensata, poi entra in porto malgrado i divieti e attracca contromano andando a sbattere con una imbarcazione della finanza. Inevitabile, direi. Il gentil sesso mi scusi, ma conosco poche donne capaci di parcheggiare come si deve.

Questa pazza, a cui andava immediatamente ritirato la patente di navigazione , non sono non è finita in galera, ma è stata improvvidamente giustificata da un giudice perché ” le convenzioni internazionali valgono di più delle leggi italiane”. In mezzo al mare , forse, ma in acque territoriali italiane e nel porto no. Strano che il giudice non lo sapesse. Ma forse faceva solo finta di non saperlo. A questo punto si è creato un interessante precedente, qualsiasi delinquente come il capitano Carola potrà sfondare impunemente un posto di blocco, basta che abbiano due negri chiusi dentro il bagagliaio dell’auto.

Non parliamo poi degli “scheletrini” morti di fame da salvare, qui ne vediamo un paio. Certo che nei lager libici danno da mangiare bene, in fondo.

I media vi parlano di una “superpetroliera iraniana” fermata nelle acque di Gibilterra dai marines inglesi: come al solito certe notizie vanno commentate con un giorno di ritardo.

La nave innanzitutto non è iraniana, ma batte bandiera panamense. Il suo numero IMO, che potete vedere anche nella foto , se vi impegnate è 9116412. Se i giornalisti fossero tali, e non delle semplici “puttanazze” apparirebbe chiaro che la proprietaria della nave è una società russa, la Titan Shipping lines, con uffici e sede a Dubai. Bastano trenta secondi su internet, davvero. Di iraniano ci sarebbe solo il petrolio caricato a Bassora, e diretto in Siria.

Quello che rimane da chiederci è come mai gli americani non abbiano provveduto a fermare la nave in altro mare, non appena fuori dalle acque territoriali iraniane, avevano sicuramente i mezzi per farlo. No, hanno lasciato fare il lavoro sporco ai servi sciocchi, ovvero gli inglesi, felici di compiacere scodinzolando il loro padrone.

Finirà malissimo, drughi, anche se non so ancora chi sarà il fortunato o i fortunati che godranno in pieno della montagna di merda che sta per pioverci addosso.

By Nuke di Liberticida e OraZero