Poliziotto pestato a sangue su un treno da una banda di nigeriani: “Ero svenuto e mi colpivano ancora”

L’agente era intervenuto su richiesta del capotreno. I migranti pretendevano di viaggiare senza biglietto. Chiesto l’intervento dell’Esercito

Poliziotto pestato a sangue su un treno da una banda di nigeriani: 'Ero svenuto e mi colpivano ancora'
TiscaliNews

Pretendevano di viaggiare sul treno senza pagare il biglietto e, di fronte all’intervento del controllore che si è avvalso del supporto di poliziotto, non hanno esitato a far valere la “legge del branco” usando la violenza. Ad aver la peggio è stato Mauro Guilizzoni, sovrintendente della Polizia di Stato in forza alla volante della Questura di Lecco, intervenuto nonostante fosse fuori servizio. L’agente è stato pestato barbaramente, e lasciato semi incosciente in una pozza di sangue. Il fatto, l’ultimo di una lunga serie di aggressioni perpetrate da migranti ai danni di comuni cittadini e appartenenti alle forze dell’ordine, si è consumato sul regionale partito da Porta Garibaldi a Milano e diretto a Lecco. “Tanto siamo  profughi – dicevano alcuni dei migranti sbeffeggiando il giovane controllore e il poliziotto – non puoi farci nulla”. Certi della loro impunità, i dieci stranieri, sono poi passati alle mani, aggredendo il poliziotto 41enne che si recava a lavoro. Quando il treno si è fermato a Carnate il gruppo di nigeriani si è dato alla fuga.

Arrestati due richiedenti asilo

Il branco è stato tuttavia individuato e fermato su un altro treno diretto in Valtellina. Due dei migranti, richiedenti asilo ospiti presso i centri di accoglienza di Lodi e Monza, sono stati riconosciuti e arrestati: dovranno rispondere delle accuse di lesioni, ingiurie, tentata rapina (perché hanno cercato di rubare il borsello al ferroviere) e resistenza a pubblico ufficiale. Nelle prossime ore compariranno davanti al giudice che valuterà la convalida dell’arresto. Guilizzoni, nel frattempo, è ancora ricoverato all’Alessandro Manzoni. Non è in pericolo di vita, ma di certo non dimenticherà la brutta esperienza: “Mentre alcuni tenevano fermo immobilizzato il capotreno gli altri mi hanno circondato e picchiato con calci, manate e pugni – ha raccontato -. Hanno continuato a colpirmi anche quando sono crollato a terra privo di conoscenza”.

Chiesto l’intervento dell’Esercito

Al capotreno e  al poliziotto esprimono la propria solidarietà l’assessore regionale ai Trasporti Claudia Maria Terzi e l’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e segretario della Lega Lombarda. “È indispensabile rafforzare la collaborazione con gli operatori delle forze dell’ordine e con chi gestisce il servizio ferroviario”, ha commentato Terzi, che non esclude la possibilità venga chiesto al governo l’impiego dell’Esercito a bordo dei treni. “I treni delle tratte lombarde – denuncia poi Grimoldi – continuano ad essere un far west dove passeggeri e controllori sono in balia di immigrati stranieri. La Regione Lombardia, a sue spese, sta pagando un servizio di vigilanza privata sui treni lombardi e nelle stazioni ma è evidente che serve di più, servono i militari dell’esercito”.