Il 4 novembre scorso ci sono state tiepide celebrazioni in ricordo della fine della I° guerra mondiale, celebrazioni volutamente sottotono e imperniate non già sulla nostra vittoria contro gli eserciti della Triplice Alleanza, ma sulla fine del primo conflitto mondiale. Evidentemente si tenta in ogni modo di procedere sulla via di una forzata quanto impossibile integrazione europea; pur di non colpire la sensibilità dei nostri “amici” tedeschi la celebrazione della vittoria  sull’Austria-Ungheria e sulla Germania è stata declassata a semplice festicciola di paese sulla fine di una tragedia, quella vittoria, nelle menti dei giovani italiani, che peraltro e per la maggior parte ignorano essere avvenuta, deve significare non la vittoria su un nemico sanguinario che ha distrutto l’Europa intera per ben due volte nel XX secolo, ma la semplice fine di una guerra senza vincitori né vinti, cominciata chissà perché!

Se i giovani sapessero che il processo forzato di una integrazione che nessuno vuole potrebbe essere a rischio, se i giovani sapessero di quegli eventi potrebbero collegare i lutti e la distruzione provocate dai tedeschi il secolo scorso con i lutti e la distruzione, stavolta economica ma non meno grave, che sempre i tedeschi stanno provocando in questo secolo. Su La Stampa del 4 novembre 1918 leggiamo in una dichiarazione di Diaz, queste profetiche parole:

Del nemico vinto non dimenticate le iniquità e le insidie, ma respingete il triste esempio di crudeltà e violenza

Profetiche parole perchè dopo solo 21 anni il nemico iniquo e insidioso ha bissato la tragedia confezionando al mondo una nuova guerra mondiale.

Totalmente scollegato dalla realtà Mattarella, 100 anni dopo la nostra Vittoria sull’Alleanza, il 4 novembre 2018 dichiara:

“Lo scoppio della guerra nel 1914 sancì in misura fallimentare l’incapacità delle classi dirigenti europee di allora di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo”

Dunque per Mattarella la “fallimentare l’incapacità delle classi dirigenti europee di comporre aspirazioni e interessi in modo pacifico” è di “allora”, appartiene al passato; forse Mattarella non legge i giornali:

CORRIERE DELLA SERA

IL GIORNALE

Non mi pare ci sia bisogno di ulteriori commenti sulle parole di Mattarella, del resto da un presidente nominato in funzione di un accordo tra lo 0,001% di italiani non c’è molto da aspettarsi, e sulla Torre di San Giusto oggi sventola la bandiera della sconfitta, la bandiera della schiavitù all’Europa, la bandiera della totale annichilazione dell’Italia.

Quindi cari italiani, il 4 novembre 1918 non ci fu alcun annientamento dell’esercito austriaco, non ci furono prigionieri austriaci, non ci fu alcun trattato d’armistizio, ma semplicemente finì una guerra, così, per magia, com’era cominciata; ma, sopratutto, delle parole di Armando Diaz mai nulla si sappia e mai si ponga alcun papavero rosso per non dimenticare!

Del nemico vinto non dimenticate le iniquità e le insidie, ma respingete il triste esempio di crudeltà e violenza