Tratto da strategic-culture.org

Tradotto da Gustavo Kulpe

Mentre New York ha esteso la “libertà” per abortire fino alla quarantesima settimanea di gravidanza e l’UE continua a lottare per la sua politica di sostituzione delle popolazioni native con i migranti, l’ex blocco orientale si sta muovendo verso iniziative pro-famiglia, non solo a parole ma anche con i fatti. Questo modo di legiferare è un altro camion carico di pietre per costruire una strada che conduce lontano dal liberalismo.

Il primo ministro Viktor Orban – durante l’equivalente ungherese dello “State of the Union Address” – comunicò al pubblico i suoi nuovi e molto “Illiberali” piani riguardanti i metodi per stimolare la natalità, onde garantire un futuro molto luminoso agli ungheresi dal punto di vista culturale. Alcune delle garanzie annunciate sono state le seguenti, secondo la NBC …

● Esenzione dall’imposta sul reddito personale a vita per le donne che partoriscono e allevano almeno quattro figli.

● Un sussidio di 2,5 milioni di fiorini ($ 8,825) per l’acquisto di un veicolo a sette posti per famiglie con tre o più figli;

● Un prestito a tasso agevolato di 10 milioni di fiorini ($ 35,300) per le donne sotto i 40 anni che si sposano per la prima volta.

Tutte e tre queste misure rendono la vita delle famiglie molto più semplice. Per raggiungere questi provvedimenti nel contesto esistente, a partire da ora, gli ungheresi pagano il 15% di tasse sul reddito (36% se si include la sicurezza sociale + i pagamenti del fondo federale per la formazione da parte dei datori di lavoro). Pervenire ai requisiti – per mettersi in tasca quel denaro per tutta la vita – è un’ offerta molto allettante per mettere al mondo figli. Sebbene i politici UE senza figli odino il trasporto privato, le automobili sono fondamentali per la famiglia di oggi. I bambini piccoli non sopportano molto bene gli autobus o altri mezzi pubblici, quindi è fantastico che il governo ungherese l’abbia capito e voglia dotare le famiglie di automobili. Questa è una questione semplice, ma notevolmente favorevole alla famiglia. Per quanto riguarda i prestiti, è qui che l’Ungheria e la Russia si allineano ancora una volta.

Dal 2007 il governo russo fornisce un “capitale maternità” alle donne che hanno più di un figlio con livelli crescenti di benefici per ogni bambino in più. L’obiettivo principale di questo programma è sovvenzionare l’acquisto di alloggi per le famiglie che rientrano nel programma. Sono previste anche restrizioni in questo programma per impedire che le persone abbiano figli semplicemente per ottenere una somma forfettaria di denaro. I fondi effettivi non vengono mai dati in denaro alle madri e gli appartamenti acquistati non possono essere rivenduti fino a quando i figli non abbiano raggiunto la maggiore età.

Ci sono molte altre sfumature in questo programma, ma in breve funziona così. L’alloggio in Russia è tremendamente costoso (Mosca ha affitti carissimi) rispetto ai livelli di reddito di una data regione, questo è uno dei molti fattori chiave che condizionano il tasso di natalità nella nazione odierna, il che rende questo un programma estremamente pro-famiglia che può cambiare la vita, e lo fa.

Questi progetti di Orban e Putin sono un punto di riferimento contro le politiche anti-familiari sostenute dallo status quo dell’attuale mainstream Child-Free Progressive / Liberals / SJW. Abbiamo visto nel corso del ventesimo secolo, il crollo totale della famiglia. Il costo di tutto questo sta diventando evidente, dal momento che i ragazzi senza padre diventano qualche volta inutili bamboccioni incapaci di fare qualcosa di utile per la società, oppure tendono verso la criminalità nel tentativo di imitare una versione alla “MTV” della mascolinità. Adolescenti che hanno bisogno di modelli di riferimento e purtroppo la televisione / YouTube NON è “un valido genitore surrogato” quando papà è sparito completamente e mamma è al lavoro. Gli effetti della morte della famiglia non sono solo una sorta di nostalgia conservatrice, anzi, sono chiaramente supportati dalle statistiche. Ad esempio, esiste un legame diretto tra divorzio, crimine e famiglie distrutte legate al massiccio aumento dell’abuso di droga negli Stati Uniti.

Alcuni sostengono che la risposta a tutti i problemi odierni nei paesi occidentali è la necessità di tornare al Cristianesimo. Il ritorno ad un periodo di tradizioni, valori e ideali sarebbe necessario per ricostruire l’Europa, ma tale tentativo di ricreare una sorta di società preindustriale non sarebbe sufficiente, è necessario realizzare politiche pro-familiari (piuttosto che il solo cercare di promuovere religione e speranza) per fornire una risposta a quasi un secolo di viziose politiche anti-familiari e di tendenze economiche che ci hanno portato nel baratro della sofferenza in cui siamo precipitati.

Quello che vediamo oggi è che è estremamente difficile e costoso avere figli. In passato ogni nuovo bambino era un potenziale lavoratore agricolo produttivo fin dalla tenera età. Ora dobbiamo investire molto tempo e denaro nei bambini in modo che possano “ripagare” in qualche maniera nel corso dei loro vent’anni. Generalmente solo le classi medio-alte e gli uomini facoltosi possono mantenere le loro mogli a casa per crescere i figli, il che significa che mediamente le donne devono scegliere tra “vivere bene” o “avere figli”. E quelli che vivono “bene” hanno figli che hanno poca o nessuna connessione con i loro genitori, stanchi e oberati di lavoro, che li portano a diventare non in grado di gestire le proprie famiglie, una volta adulti.

I bambini hanno bisogno di aiuto dalla mamma quasi 24 ore al giorno, soprattutto quando sono malati, il che significa che le donne che lavorano, anche con un “buon marito”, sono molto svuotate e spinte al limite. Con il loro secondo o terzo figlio sono semplicemente troppo sfinite per averne di più, il che è totalmente comprensibile, ma deleterio per la propria civiltà.

Il peso della popolazione grava più spesso sulle spalle delle donne anziché no, quando questo è un grande problema per gli uomini. Attualmente pochissime donne possono davvero contare sugli uomini per restare con loro per il resto della loro vita, il che rende molte donne desiderose di avere una carriera “nel caso in cui” il matrimonio fallisse. Questo “piano B” richiede tempo ed energia che portano lontano dalla possibilità di avere figli e riduce la popolazione. Inoltre, quando le donne sono soddisfatte dei loro mariti hanno maggiori probabilità di accudire molti figli, se gli uomini non forniscono sicurezza alle donne non ci si può aspettare che mettano al mondo un esercito di bambini senza “paracadute”.

Quello che stiamo vedendo qui è che le donne dell’Europa orientale (a differenza di quelle dell’occidente) che hanno scelto di avere più figli, piuttosto che nessuno, lo stanno facendo completamente contro il quadro economico e sociale in cui viviamo oggi.

I tassi di divorzio sono alti, i salari sono dolorosamente bassi e non ci sono garanzie o aiuti per loro. La maternità in tutto il mondo passa dall’essere qualcosa che è una parte naturale della vita delle donne, al diventare un traguardo eroico contro ogni previsione.

La semplice risposta schietta a questi problemi è che la maternità deve smettere di essere un problema per il presente (con qualche speranza di essere ripagate in futuro dai loro figli o non esserlo affatto) e diventare una valida “scelta di carriera” in questo momento. I programmi di Putin e Orban dovrebbero essere solo l’inizio di un futuro illiberale in cui la maternità smette di essere vista dai legislatori come una sorta di hobby, ma come professione che le donne hanno il diritto di esercitare e di esserene ricompensate.

Alcuni sostengono che i tentativi di aiutare le donne a generare figli da parte del governo renda l’uomo non necessario. Essenzialmente la paura è che il governo si sostituisca al marito nella funzione di custode/fornitore di servizi, il che renderebbe impossibile la formazione di una famiglia tradizionale. Ma in un contesto illiberale questo non è il caso. I mezzi con cui le donne possono ottenere il sostegno di cui hanno bisogno per essere mamme a tempo pieno provengono dalle risorse del paese, in ultima analisi, prodotte dagli uomini. Inoltre, questi programmi come quelli in Ungheria e Russia dovrebbero sempre promuovere il “matrimonio” come componente chiave per ricevere benefici e crescere i figli con un marito è ampiamente preferibile per la stragrande maggioranza delle donne e anche decenni di propaganda hollywoodiana non hanno cambiato questo stato di fatto.

Sebbene di solito ci sia tanta negatività e indignazione trasmesse dalle notizie, possiamo vedere che quando i governi si orientano verso posizioni pro-tradizione, pro-famiglia, illiberali, possiamo effettivamente vedere la società iniziare a guarire dalle ferite mentali della “rivoluzione sessuale”. Queste politiche sono passi nella giusta direzione, ma purtroppo siamo ancora molto lontani dall’essere in grado di considerare fare la “mamma” come una professione tanto importante per la società come quella di poliziotto, militare di carriera o medico. Quando possiamo vedere proprio davanti ai nostri occhi è che una mancanza di genitorialità porta a una forma di distruzione della civiltà, che nessun uomo in divisa è in grado di fermare. Questo è il tempo di capire che la buona maternità è importante per la sopravvivenza della tribù come bravi guerrieri in scintillanti uniformi.