Ma nessuno si chiede che valore può avere una piattaforma Rousseau dove votano poche migliaia di persone rispetto ai milioni di votanti del M5S?

Hanno pochissimo valore, lo stesso valore di una piccola opinione espressa da una piccola sezione locale. In questi giorni sono molti i pentasellati che si lamentano dell’ultima votazione su Rousseau, ma se memoria non mi inganna, quando si formò il Governo Giallo-Verde la piattaforma non fu assolutamente utilizzata.

Googolando si trova qualche dato sulle vecchie votazioni su questa piattaforma, insomma su internet qualche risultato si reperisce, ma a quanto pare le vere informazioni specifiche da Rousseau non vengono fornite. Al solito si trova solo qualche commento di Casaleggio Jr. che però non esibisce in pubblico uno straccio di documento: “Via libera dalla base dei 5 stelle al nuovo esecutivo col Pd. Hanno votato a favore in 63.146, contrari in 16.488. In totale si sono espressi in 79.634 iscritti su un totale di 117.194: un risultato che – spiega il blog delle Stelle- segna “un record mondiale di partecipazione ad una votazione politica online in un solo giorno”. Casaleggio: “Dati certificati da società terza”. https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/09/03/governo-conte-2-la-diretta-rousseau-m5s-dice-si-il-793-a-favore-dellesecutivo-col-pd-il-207-contro-affluenza-record-hanno-votato-in-79-634-zingaretti-ora-andiamo-a-cambiare-l/5425799/

All’estero è già stata usata la votazione elettronica, ma in questo caso si sono utilizzati sistemi hardware dedicati e non via web. Molti siti parlano poi della criticità del voto elettronico. Su questo delicato tema è stato fatto un documentario, Hacking democracy, dove si affrontano anomalie, irregolarità con il voto elettronico e difetti delle macchine.

Documentario vecchio, ma vale la pena guardarlo per maturare un paio di idee.

Qualche persona esperta afferma quanto segue: con Rousseau è possibile effettuare una votazione online, con protocollo HTTP, ma si usa un web senza protezioni, verifiche e sistemi di fallback. Certe operazioni richiedono professionisti dai costi sicuramente incisivi. Rousseau ha tutti questi sistemi di protezione? La Casaleggio ha mai fornito prove sicure e certificate? Bisognerebbe interpellare questa azienda e farsi fare un preventivo adatto alla Piattaforma Rousseau: https://www.bigpulse.com/elections

Possiamo affermare che Rousseau è un programma vantaggioso e sicuro per votare, quando nessuno sa come è fatto?

Innanzitutto gli iscritti: 117.194, una votazione dura di norma 8 ore.

Numeri, il dato più importante, chi paga e chi guadagna: deputati e i senatori del M5S versano €300 al mese a Rousseau. Gli eletti del M5S sono 338: 226 deputati e 112 senatori. 338*300*12 = €1212800 all’anno. Con una intera legislatura di 5 anni si arriva a €6084000. La piattaforma Rousseau è di proprietà dell’Associazione Rousseau. Davide Casaleggio è il presidente, tesoriere e membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Rousseau, la società di Casaleggio fornisce tuttora le competenze tecniche per la gestione della piattaforma. I soldi finiscono nelle casse della stessa associazione senza scopo di lucro. https://www.agi.it/fact-checking/rouseeau_fondi_parlamentari_m5s_casaleggio-3690856/news/2018-03-28/

  • Una Piattaforma veramente costosa da mantenere e tutti si lamentano che va spesso in sovraccarico
  • Qualcuno lamenta tra costo e mal funzionamento una presenza di zone d’ombra
  • Eh, ma mica si vota tutti i giorni su Rousseau

Sorgono grossi interrogativi, a conti fatti le votazioni sono occasionali, ma gli eletti devono pagare una salata quota fissa mensile per mantenere una piattaforma che lavora poco e non sempre in modo performante. Rimane certo che non si conosce su che sistema operativo gira il software, su cosa è basato, neppure si sa chi lo ha sviluppato, non esiste nessun controllo reale sulla gestione del sistema di voto, come vengono estratti i risultati, elenco lungo. Alla faccia della trasparenza.

Un po di storia sull’hack dei server dei cinquestelle: http://allarovescia.blogspot.com/2017/08/cretinismo-grillino.html (divertentissimo)

Questa è la rendicontazione del 2018. “Le spese del personale dipendente (176.074 euro di stipendi) e a supporto in partita iva (105.130 euro) hanno garantito nel 2018 il lavoro di 12 persone in 10 ampie aree di azione: assistenza agli iscritti, gestione delle segnalazioni e delle questioni legali, ricerca e sviluppo, project management, web design & development, coordinamento delle funzioni, organizzazione eventi, produzione contenuti editoriali, comunicazione e rapporto con la stampa, amministrazione e contabilità. Questa spesa ha rappresentato il 29,8% del totale. A seguire, il 24,3% del totale delle spese è stato destinato al supporto legale e  agli accantonamenti dei rischi legali (272.973 euro), mentre il 19,6% è stato investito per sostenere e potenziare l’infrastruttura tecnologica (220.318 euro). A completare le spese totali: gli oneri diversi di gestione (103.450 euro), il funzionamento degli uffici (103.586 euro annui) ed infine le risorse destinate alla comunicazione e all’organizzazione degli eventi di formazione (87.858 euro) che hanno rappresentato il 7,8% del totale.” https://www.ilblogdellestelle.it/2019/06/bilancio-rousseau-2018-quello-che-i-giornali-non-scrivono.html

Di recente Casaleggio ha affermato (in riferimento alle votazioni sulla piattaforma): «Stiamo lavorando su un sistema di certificazione distribuito su blockchain» http://www.ilgiornale.it/news/politica/vero-conflitto-dinteressi-italia-ostaggio-casaleggio-1527012.html. Ma sembra che poi il progetto si sia sviluppato in ben altra direzione… “La Casaleggio Associati ha presentato a Milano un report sulla tecnologia blockchain. 53 pagine in cui l’azienda spiega le opportunità di business legate a questa nuova tecnologia. Tutto parte dalla constatazione del mercato della blockchain, che, si legge nel report, nel 2017 aveva raggiunto quota 339 milioni di dollari a livello globale ma che già si prevede che nel 2018 arriverà a sfiorare i 2,5 miliardi. Le previsioni lasciano intendere che entro il 2027 il 10% del Pil mondiale sarà generato da prodotti e servizi legati alla blockchain” (leggete con calma tutto l’articolo AGI) https://www.agi.it/economia/casaleggio_report_blockchain-4619866/news/2018-11-14/

Chi ha riferito questo dettaglio non l’ha presa benissimo: “un salendo in vetta verso l’Everest delle cazzate”. Si nota una costante, i pentastellati intervistati parlano sempre di una Piattaforma mirabolante e che non esistono sistemi che riescano a gestire una mole così alta di accessi. Peccato che esistono economici sistemi e server che gestiscono mole di lavoro e accessi ben maggiori spendendo cifre molto più contenute. Nel frattempo i giornali riportavano la notizia di un Casaleggio raggiante perché stavolta il sito non si è schiantato ed è andato tutto bene.

Ultima riflessione: perché il M5S ha un numero di attivisti iscritti a Rousseau che è ridicolo rispetto al numero degli elettori? Questo fa molto riflettere.