“Ragazza”, ma è un transgender: professore sospeso

Un professore chiama “ragazza” un transgender. Sospeso da una scuola brittanica, adesso starebbe rischiando il posto di lavoro

Francesco Boezi per ilgiornale.it

Un professore britannico starebbe rischiando il posto di lavoro per aver chiamato “ragazza” uno studente transgender.

L’insegnante – intanto – è stato sospeso dalla scuola. Due, in realtà, le versioni sul caso. Secondo Il Messaggero, questo professore di matematica avrebbe detto rivolgendosi direttamente all’adolescente “Ben fatto, ragazza”. Il settimanale cattolico Tempi – invece –riporta che Joshua Sutcliffe, insegnante ventisettenne presso la Cherwell School, avrebbe detto: “Ben fatto, ragazze!” ad un gruppo all’interno del quale era presente anche uno studente transgender. Qualunque sia la versione corretta dei fatti, la sostanza non cambia: Sutcliffe, per aver sbagliato genere, sarà sottoposto ad un procedimento disciplinare per “cattiva condotta”. La fattispecie per cui è accusato è genericamente denominata: “misgendering”. Essenzialmente “sbagliare genere”.

La madre del transgender in questione – infatti – ha presentato un richiamo scritto per l’accadimento e sei mesi dopo l’evento Sutcliffe è stato sospeso. L’accusa è relativa al fatto che – non avendo chiamato lo studente per nome o col pronome corretto – il professore avrebbe violato le politiche sull’uguaglianza. Il professore si sarebbe scusato immediatamente dopo l’accaduto, sostenendo che il tutto era stato frutto di un mero “incidente”. L’insegnante – tra l’altro – ha dichiarato di essere sempre stato attento ad utilizzare il giusto pronome nel chiamare lo studente coinvolto nella vicenda. Ad infoltire la questione c’è il fatto che Sutcliffe è sì un matematico, ma anche un fervente cattolico. Il protagonista di questa storia ha sottolineato che: “il modo aggressivo in cui l’ideologia transgender viene imposta sta sminuendo la mia libertà di credo e di coscienza così come quella di chiunque in questo paese ritenga che il genere venga assegnato alla nascita”. E ancora, però, di aver sempre cercato di “bilanciare le sue convizioni” per il tramite della responsabilità “di insegnante e di cristiano”, trattando tutti gli alunni “con rispetto e dignità”: “Non ho mai cercato di imporre le mie convinzioni agli altri, cerco solo di vivere seriamente il vangelo della pace”, ha chiosato il professore che lavora alla Cherwell School dal 2015.

Alcuni media inglesi si sono schierati sulla vicenda. Il presentatore televisivo Phillip Schofield ha detto di trovare ripugnanti le convinzioni di Sutcliffe: “Torneremo allo show e torneremo al 2017 anziché alla Gran Bretagna medievale”. Il medioevo, per il presentatore, sarebbe in qualche modo rappresentato dall’insegnante e dalle sue idee.