Prologo

Le luci sono troppo forti, non riesco a pensare ad altro, alle luci. Qualsiasi cosa per non pensare a dove sono, in questo covo di fascisti. Non avrei mai pensato di dovermi rivolgere a loro.
RR: “Il suo numero è uscito, signore”, la ragazza alla reception mi indica il mio biglietto, che è diventato luminoso, le luci indicano la direzione da seguire.
Giro le spalle al motto “NOI RISOLVIAMO PROBLEMI” e vado nella direzione indicata.
Entro nella porta indicata – altro ufficio – stavolta le luci sono soffuse, carezzevoli e il signore seduto alla scrivania sorride con aria sicura di sé.
Davanti a lui sullo schermo della scrivania la mia foto e i miei dati.
UDS: “Buonasera, come posso aiutarla, signor…”
IO: “Picoret, Giovanni Picoret”
Vogliono mettermi a mio agio, facendomi spiegare il problema, forse sono davvero bravi come dicono – e col mio cuore spero che lo siano per davvero.
UDS: “Bene, signor Picoret, mi esponga il suo problema, e vediamo come posso aiutarla”
IO: “Dunque, l’anno scorso ho accolto un migrante, per sottrarlo alla Trasformazione, ed è successo un casino”
UDS: “Vedo, il suo dossier è esauriente, il migrante ha rubato una auto ed ha cercato di sottrarsi alla polizia”
IO: “Beh sì, ma bisogna capirlo…
UDS: “ Uhm certo Sig. Picoret, ma il problema è che lei è responsabile per lui, avendo firmato il contratto di Adozione”
IO: “Sì, ma…”-
UDS: “La legge è legge, lei deve pagare tutti i danni causati dal fuggitivo, e inoltra assumersi le spese della cattura e della Trasformazione.
Vedo anche dal dossier che un poliziotto è rimasto ferito, per cui anche le relative spese mediche sono a suo carico”
IO: “C’è anche un altro problema, Yussef…”
UDS: “vedo anche questo nel suo dossier, Yussef si è integrato e non crea il minimo problema, ma purtroppo si è ammalato di cancro al fegato.
La terapia, come sa, è molto costosa ed è a suo carico, naturalmente”
IO: “Ma io non posso permettermi tutti questi soldi!”
UDS: “Capisco, ma vedo dal suo dossier che ha firmato per altri sei migranti, finora non ci sono grossi addebiti , ma come sa , solo un persona molto ricca può permettersi di farlo.
Lei è molto ricco, Sig. Picoret?”
IO:”Non potevo permettere che fossero uccis…”
UDS: “La legge impone di chiamarla Trasformazione, sono indesiderabili e pertanto più utili come fertilizzanti che come membri produttivi della comunità”
IO: “Certo, certo, non vorrei mai rischiare di finire in galera”
UDS: “Invece è proprio questo il suo problema, avendo Adottato parecchi migranti senza avere le risorse per farlo, la sottopone al rischio di una accusa di migrantofilia.
Le pene sono severe, come sa parliamo di perdita di tutti i beni, tre anni di servizi sociali obbligatori per tutta la sua famiglia, e per lei almeno quindici anni di lavori forzati.”
IO: “Lo so , il mio avvocato mi ha consigliato di rivolgermi a voi, siete gli unici che possono fare qualcosa”
UDS: “Esattamente, forse abbiamo una soluzione. Ma prima parliamo del nostro onorario…”

Cap 1 Il Campo

“SIETE DELLE MERDE!” Sento ancora l’eco di questa frase appena arrivato.
A testa bassa sollevo leggermente gli occhi e quello che vedo è un omino piccolo, che emana una energia quasi soprannaturale, sembra un pupazzo a molla caricato di vene e muscoli, la sua voce è fortissima. Indossa una divisa bianca, più tardi scoprirò che è quella degli Istruttori.
Il campo è squallido , in mezzo a nulla nella piana salentina, lontanissimo da tutto. Alcune baracche, alcune torri di osservazione e strane linee colorate a terra , che delimitano il campo.
IS: “Vedo che osservi le righe, bacianegri!”. Mi accorgo che parla con me, ma non riesco a rispondergli, sopraffatto. “Cosa c’è frocetto? vuoi un bel cazzone negro da succhiare? Mi dispiace, ma qui non ce ne sono!
Ragazzi, abbiamo qui davanti a noi un bel bacianegri, che è finito qui per non fare una brutta fine in galera, ma non preoccupatevi, so tutto di voi!” “Tu!”
L’Istruttore indica un uomo corpulento e pallido, che sembra ingobbirsi quando lo indicano. “Tu sei invece un bel succhiatore di cazzetti giovani, un sacerdote sorpreso con le mani nella tasca dei chierichetti. Questo, invece…”
E indica un ragazzo alto e giovane, impacciato nella divisa arancione a strisce nere che indossiamo tutti. “Ah questo è un pacifista, e pure frocio, che ha rifiutato di fare il servizio militare”
FRPAC: “Io lotto per una idea, lotto contro voi fascisti!”
IS: “Abbiamo un eroe, vedo”. Il Sergente tira fuori una pistola, nera e lucida allo stesso tempo, sembra enorme, nella sua mano.
La punta alla testa del giovane e dice: “Perché non ci fai vedere a cosa servono quelle righe colorate? Corri!”.
Il ragazzo rimane immobile, ma diventa pallidissimo. “FROCIO FOTTUTO! CORRI VERSO QUELLE RIGHE DEL CAZZO O TI AMMAZZO!”.
Lento il giovane si avvia verso l’esterno del campo, e lentamente si avvicina alla prima linea , quella verde. Immediatamente le torrette tutto intorno al campo cominciano a lampeggiare di luce verde. ” VAI AVANTI PEZZO DI MERDA!”.
La pistola viene armata e il giovane, a testa bassa, si avvicina alla seconda linea gialla. Le torrette si accendono stavolta di giallo e un sordo rimbombo attraversa tutto il campo.
Due guardie escono dalle baracche e si avvicinano imbracciando grossi fucili.
Si avvicina alla terza linea, quella rossa, e non appena la oltrepassa un sbuffo silenzioso parte dalla torretta di destra senza nessun preavviso. La testa del ragazzo esplode silenziosa in una nebbiolina rossa. Si accascia sul posto senza vita, come una marionetta a cui hanno tagliato i fili.
Il cervello fuoriesce, grigio, i piedi battono per terra ed eseguono una specie di balletto, ma presto smettono.
Le torrette di fianco al giovane rimangono accese di luce rossa fissa, le altre si spengono.
IS: “Visto a cosa servono? E’ tutto completamente automatico, nessuno esce e nessuno entra se non vogliamo noi, da qui non si esce se non come Giocatori, gli altri saranno seppelliti di fianco alle baracche”.

Le due guardie intanto si sono avvicinate. Una punta il suo fucile al corpo ormai immobile. Spara un lungo arpione, collegato ad un filo sottilissimo, che lo colpisce al fianco. Con un ronzio il fucile comincia ad avvolgere il filo, proprio come una canna da pesca, e senza sforzo il corpo viene trainato, davanti agli altri prigionieri, tutti diventati pallidi, ormai. Un paio di loro vomitano rumorosamente di fianco ad una baracca.
IS: “SIGNORINE! DOPO PULIRETE TUTTO PER BENE! ALTRIMENTI VE LO FACCIO FARE CON LA LINGUA!”.
“E Visto che voi due mi siete simpatici” – così dicendo tira fuori due piccole pale pieghevoli – “avrete l’onore di seppellire quello stronzo, magari potrete farvi due lacrimucce e anche una bella preghierina del cazzo”. Getta le pale davanti a me e al sacerdote.
IS: “Ci sono problemi?”
IO: “No Signore, lo faccio io”
IS: “Bene, vedo che ti adatti in fretta, forse ne esci vivo dal campo, Bacianegri”

Cap. 2 L’addestramento

IS2: “Oggi facciamo sul serio”. Il nuovo istruttore è un uomo robusto, anzi, quasi obeso, con i capelli bianchi. A differenza dei sergenti istruttori parla a voce bassa e profonda, che si sente in tutta la sala, ed emana una sorta di calma tranquilla, quella di un uomo assolutamente sicuro di sé.
Davanti a lui un tavolo, e sul tavolo alcuni oggetti: un quotidiano, una brocca piena di acqua limpida, un bicchiere e un pettine.
IS2: “Se foste dei veri soldati comincerei parlando di disciplina, di cameratismo e di come occorra obbedire agli ordini. Ma non lo siete, siete solo prigionieri, degli sbandati a cui devo insegnare ad essere degli assassini. E un assassino ha bisogno delle armi. Quali sono le armi per un assassino? Qualsiasi cosa è un’arma. Non è fondamentale saper sparare meglio degli altri, avere un corpo allenato oppure conoscere le arti marziali. Certo, aiutano, ma la sola cosa che vi serve davvero è il vostro cervello e l’intenzione di servirsene per uccidere. Qualcuno di voi ha esperienza militare?”.
Un paio di mani si alzano.
IS2: “Perfetto, venite qui, per favore”. I due si alzano, e si avvicinano timorosi.
IS2: “Coraggio ragazzi, venite qui, siete grandi e grossi e io sono solo un povero vecchietto!”. “Lei”, indica il più grosso dei due. “Prenda un oggetto sul tavolo”.
Il giovane prende la brocca piena d’acqua, e la soppesa pensieroso. L’istruttore prende il giornale con fare tranquillo, e mentre parla ci giocherella, arrotolandolo e srotolandolo.
IS2: “Bene bene, ha un bell’oggetto grosso e pesante, che ne dice di provare a sfondarmici la testa con quello? PROVACI!”.
Il soldato prende la brocca e la alza sopra la testa. L’istruttore fulmineo, con il giornale bene arrotolato in mano, colpisce forte il giovane alla gola. Si sente il rumore debole di un qualcosa che si rompe. Il giovane cade a terra contorcendosi, con le mani sulla gola.
IS2: “Come vedete la laringe è stata schiacciata, anche un solo giornale arrotolato è un ottimo corpo contundente, e può uccidere. Ci sono altri punti dove potete colpire, per causare danno all’avversario o ucciderlo”. Mentre spiega indica con il giornale alcuni punti del corpo dell’altro ex militare, che sta lì fermo con gli occhi sbarrati. Tempie, nuca , lato della gola, inguine e i principali gangli nervosi. “Presto comincerete a cercare istintivamente questi punti grazie all’addestramento che riceverete, e imparerete a colpirli con qualsiasi cosa possibile. Imparerete ad usare uno spazzolino da denti o una biro…”.
Senza finire la frase osserva senza emozione il corpo a terra: lo centra alla testa con uno sbuffo silenzioso.
IS2: “Ora, c’è qualcun altro che vuole provare? Lei, per esempio” – e indica l’altro soldato – “Magari con il pettine… No? Non ha più nessuna voglia di provare? Bene, questo è positivo, se si può scegliere sempre meglio evitare lo scontro diretto, ma ricordatevi che non potrete sempre farlo.
Voi siete una delle quattro squadre che sono in preparazione in altrettanti campi. Voi siete la squadra verde, e all’inizio lavorerete insieme, durante il Gioco.
Ma non contateci, alla fine ognuno combatterà da solo, ma non per il Premio.
Combatterà per rimanere vivo.
E quelli di voli che superano i giochi, i Vincitori, torneranno membri utili e produttivi della nostra società. E Ora iniziamo l’addestramento”

Cap 3 La finale

“Dai che tocca a voi!”. la voce risuona squillante, è una delle guardie-drone. Non ci avevano detto, quando finimmo l’addestramento che non avremmo mai visto nessuno, a parte gli altri concorrenti. Le guardie, i cameraman e gli ospiti non son altro che droni comandati a distanza. Eppure quando guardavo la trasmissione in televisione vedevo i commentatori aggirarsi in mezzo ai concorrenti. Devono essere aggiunti dalla regia in un secondo momento.
Gino: “E adesso cosa facciamo?”
IO: “Cosa vuoi fare? Cominciano con le eliminazioni dirette”
Gino: “Ma io non voglio mori..”
IO: “Non fare lo stronzo! Lo sai che non si può parlare di queste cose, se il pubblico vede che hai paura non prendi voti, e ti becchi pure lo Svantaggio”. Si apre la porta dell’armeria e tutti quanti avvolti nelle tute imbottite arancioni ci avviciniamo. Dietro un vetro spessissimo c’è l’Armiere, famosissimo esperto di mezzi per uccidere.
ARM: “Benvenuti, avvicinatevi pure – malgrado il vetro spesso la voce ci giunge nitida e chiara, deve esserci un microfono di ottima qualità in funzione -cosa vi posso servire?”
IO: “Vorrei l’arma con cui ho vinto la scorsa settimana”
ARM: “Sig Picoret, certo! Lei è stato fortunato ma anche molto bravo. E dunque cosa aveva in mente di preciso?”
IO: “Pensavo a un Benelli automatico, qualcosa di classico”
ARM: “Ottima scelta! Le propongo questo, un M2. Che idea aveva per il caricamento?”
IO: “Slug con cartucce magnum, per il modello faccia lei”
ARM: “Ottima scelta, complimenti! E per l’arma secondaria?
IO: “Qualcosa di classico, pensavo a una mazza simile a quelle standard che si trovano nel campo di gioco, ma più robusta”
ARM: “E’ veramente un piacere lavorare per lei, Sig. Picoret. Scelte semplici ed affidabili”
IO: “Ci sarebbe anche un’altra cosa…”
ARM: “Dica pure, Sig. Picoret”
Espongo la mia richiesta e l’Armiere mi conferma che sarò accontentato, in fondo ho vinto la puntata precedente e posso usufruire di certi bonus premio.
IO: “Posso provare le armi?”
ARM: “Certo, il poligono è qui di fianco”
Una porta scorrevole si apre e mi trovo da solo nel poligono, a circa venti metri ci sono delle sagome appese, dei manichini vestiti con i nostri stessi vestiti arancione imbottiti. Uno sportello si apre, sul tavolo in acciaio sono già pronti il fucile e la mazza di titanio. Carico il fucile e sparo con mosse fluide, mi sono parecchio allenato negli ultimi giorni. Faccio centro ogni volta, in fondo sono pochi metri e sono solo manichini imbottiti. Prendo in mano la mazza in titanio: solida, leggera e resistentissima, meglio dell’acciaio. La mazza è vuota all’interno, dentro sento qualcosa che scorre, maneggevole ma quando colpisce lo fa con una forza devastante. Il manico è ben imbottito e flessibile, niente contraccolpi ai polsi o alle spalle. Il tempo di provare qualche altra botta e suona la sirena. Devo rimettere a posto le armi e avviarmi verso il salone. Sono già tutti lì che aspettano, ognuno ha fatto la sua scelta.
Non ci guardiamo neanche in faccia, tranne Antonio, il napoletano che crede di essere forte. Lui mi guarda con quello che immagina sia odio, in favore delle telecamere. Lo stronzo pensa ancora che sia un gioco, che il premio finale conti qualcosa. Lui è un volontario, proviene da un campo di addestramento molto esclusivo, non sa che io sono qui perché condannato. Il giudice mi ha dato una scelta: il Gioco oppure quindici anni di lavori forzati per “migrantofilia”. “Bacianegri” mi ha chiamato, durante la lettura della sentenza. E tutti sanno cosa succede in prigione a quelli come me. Meglio rischiare la morte nel Gioco. E se muoio con Dignità e Onore la mia famiglia viene pure riabilitata, riprende possesso di tutti i beni. E avere questa scelta mi è anche costato un sacco di soldi.
“Ragazzi?” la Conduttrice ci richiama all’ordine: “Presto entrerete nel campo. I nostri autori hanno pensato a qualche novità!”
Alcuni sono attraversati da un brivido, altri ghignano eccitati dalla novità in arrivo. La Conduttrice prosegue con: “Oggi non parteciperete a squadre, oggi Gioco individuale, le armi arriveranno a intervalli casuali durante il Gioco: ricordate che passa alla votazione finale solo chi elimina almeno un avversario, e chi rimane vivo dividerà la Ricompensa con gli altri. Ragazzi non siete eccitati? Un Milione di Buoni! Metà a colui che prenderà più voti dal pubblico e il resto diviso tra gli altri. Buona fortuna!”
Ci avviciniamo alle porte, ognuno è immerso nei suoi pensieri, alcuni di noi sono già caduti nei scorsi giorni e siamo rimasti in dieci.
Da lontano la Conduttrice apre la trasmissione: “CHE IL GIOCO SIA CON TUTTI VOI!”. Lei, la Conduttrice è stata la prima vincitrice del Gioco, ha vinto tutto e non ha avuto pietà di nessuno, non so ancora se odiarla o prenderla come esempio…

Cap 4 Sei Stato Nominato

Le porte si aprono e ognuno oltrepassa la porta a mani vuote, e rimane chiuso dentro un circolo rosso.
L’arena è circolare, e siamo distribuiti a intervalli regolari lungo la circonferenza.

Muri alti , gialli e lisci, e assolutamente impossibili da scalare.
Hanno pensato a tutto.

Nell’arena, ricoperta di sabbia non c’è niente tranne qualche riparo messo qua e là, e una specie di grande colonna al centro, per impedirci di avere la visuale perfetta del campo di gioco.
PR“Giovanni?”
La voce della presentatrice, che sembra provenire dappertutto mi colpisce come un pugno.
PR“Sei stato nominato, mi dispiace”

Cazzo! adesso succede qualcosa di brutto. Gli altri stronzi hanno mi hanno votato contro. Contro di me, che ho fatto di tutto per aiutarli, a due o tre ho pure salvato la vita, nelle scorse puntate.
Mi guardo in giro e li vedo, ognuno racchiuso nel suo circolo, abbassare gli occhi.
Solo uno , a circa venti metri , mi fissa concentrato. Antonio, lo stronzo, deve sapere qualche cosa.

PR“Ragazzi? Adesso comincia uno spareggio”

PR” le regole sono semplici, presto usciranno nel campo le armi migliori, uno di voi ne potrà scegliere una, il Nominato prenderà l’altra e vi recherete ai lati opposti del campo. Poi vi incontrerete. Quando uno dei due sarà eliminato tutti gli altri prenderanno parte al gioco. Da quel momento, chi eliminerà un avversario potrà recarsi nelle zone sicure” “chiaro?”

Sono nella merda, questo è chiaro, le mie sono le armi migliori. Ma forse ce la faccio.

Uno dei concorrenti adesso è libero di muoversi, il terreno intorno a lui cambia colore, e due torrette si sollevano dal terreno.
le mie due armi, il fucile e la mazza.

Logico.
Antonio , tutto tranquillo si avvicina e prende il fucile.
Lo impugna e lo carica, con un gesto fluido, fissandomi tutto il tempo, poi, si dirige verso la sua postazione, al di là della colonna.

Io, adesso libero di muovermi, mi dirigo verso l’altra torretta, e impugno la mazza. Gli altri mi guardano e non parlano.

Sono in posizione, alcuni secondi, giusto il tempo di prendere due o tre respiri, e parte la sirena. Adesso si Gioca.
Corro subito verso la parte destra della colonna, di solito si sceglie di andare verso destra quando ci si dirige a caso, e spero di prenderlo da dietro.
Gli altri urlano il mio nome e avvertono Antonio. Stronzi, sono tutti d’accordo.
Improvvisamente siamo uno di fronte all’altro, ad alcuni metri di distanza.
Antonio solleva il fucile e me lo punta alla faccia, e io rimango immobile.
La canna sembra enorme. Preme il grilletto e non succede niente.
Me lo aspettavo, in un attimo arrivo davanti a lui e lo colpisco forte alla tempia con la mazza. la sua testa sembra rientrare su se stessa, e lo spazzo via come un fuscello. Cade a terra con il viso deformato ancora racchiuso in una espressione stupita.
Prendo il fucile e lo impugno, e aziono la seconda sicura, una levetta nascosta nel calcio. La modifica che avevo chiesto all’armiere.
Un lavoro fatto in pochi minuti ma professionale.
Ed è servita, eccome, la modifica.
Adesso sono l’unico con una arma da fuoco nel Campo, suona la sirena per la seconda volta. Tutti sono liberi di muoversi, una breve corsa verso le armi.
Il loro ragionamento era chiaro, io sono di gran lunga il miglior tiratore, mentre Antonio faticava a centrare un elefante da pochi passi di distanza.
Con lui avevano una possibilità, anche con arco e frecce.
Peccato che il piano non gli sia riuscito.
Adesso li ammazzerò tutti, e mi prenderò il Premio. Poi, uno per uno penserò a quelli che mi hanno messo in questa situazione, e ammazzerò pure loro.
Tutti.
Migranti di merda!

 

By Nuke di www.liberticida.altervista.org

Disclaimer: Questa è una opera di fantasia e ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è del tutto casuale.

L’opera è comunque una violenta satira rivolta contro il politicamente corretto e il buonismo, e come tale va intesa. La situazione narrativa è stata volutamente esagerata per ribadire alcune contraddizioni presenti nelle suddette ideologie.