Una legge dell’era Mussolini per porre sotto il controllo delle forze dell’ordine un intero territorio

La creazione di una “Zona Rossa” nell’area dove passerà l’oleodotto, crea polemiche e disagi tra la popolazione di Melendugno (Le)

Da independent.co.uk – Traduzione di Gustavo Kulpe

Le autorità italiane sono ricorse a una legge dell’era Mussolini per mettere un’intera città sotto il controllo della polizia, a causa delle proteste della popolazione locale contro la costruzione di un oleodotto, denunciano gli attivisti.

La cosiddetta “zona rossa” è stata istituita a Melendugno dalla polizia inviata dal governo centrale questo mese, dopo mesi di proteste contro la costruzione del Trans Adriatic Pipeline (TAP) in quella zona.

Gli attivisti sul campo hanno contattato l’Independent dichiarando che la polizia è piombata nel bel mezzo della notte impedendo alla gente di lasciare le loro case, bloccando strade e recintando oliveti.

“Alcuni locali sono stati cacciati dal paese e non possono accedere a Melendugno … per i prossimi tre anni”, ha detto Sabina Giese, una residente nella cittadina pugliese.

“Abbiamo bisogno di un pass per usare le strade e andare a casa, la sera c’è solo la polizia nelle strade e tutto risulta chiuso e abbandonato. Le persone hanno paura di venire al mare e andare al ristorante. Economia e turismo sono fortemente danneggiati. ”

La città, situata in Puglia, nel tacco dello stivale italiano, è stata al centro di proteste contro lo sradicamento di migliaia di ulivi secolari per far posto al gasdotto.

Il progetto è contestato sia dai residenti che dagli amministratori locali, che hanno creato una fase di stallo con il governo centrale di Roma sul progetto.

Nella notte del 12 novembre, un funzionario locale di Lecce ha promulgato l’ordinanza Decreto Regio n. 773, che risale al 1931, per mettere il territorio circostante il cantiere TAP “sotto diretta tutela della polizia”.

Ora un nuovo recinto di filo spinato e le barriere di cemento, così come le pattuglie di sicurezza, stanno rendendo più difficile per i residenti locali muoversi nella zona. Le persone che possiedono terreni all’interno della cosiddetta “zona rossa” hanno bisogno di permessi speciali per entrare, ma tutti gli altri sono esclusi – rendendo difficile l’accesso ai lavoratori per raccogliere olive all’interno della zona.

La gente del posto si è anche lamentata di presunti danni materiali causati dall’intenso viavai di veicoli. La polizia locale è stata contattata per il rilascio di un commento.

Dopo che i lavorisono stati rallentati dai manifestanti in primavera, il consorzio dietro l’oleodotto è stato costretto ad aspettare fino all’inizio di novembre per ricominciare a sradicare gli alberi, provocando l’azione della polizia una settimana fa. I sostenitori dell’oleodotto sostengono che gli alberi possono essere reimpiantati dopo la conclusione dei lavori di costruzione del progetto.

Il TAP è in costruzione per il trasporto di gas naturale dalla Grecia attraverso l’Albania verso l’Italia e verso il resto dell’Europa occidentale. Si collegherebbe ad un altro gasdotto che porta gas dall’Azerbaijan.

I sostenitori del progetto affermano che aumenterebbe la sicurezza energetica dell’Europa e ridurrebbe la dipendenza dal carbone; è sul punto di ricevere finanziamenti dalla Banca europea per gli investimenti.