In ufficio osservo disgustata F24 che devo pagare in azienda, una vera piaga in certe aziende. In circolazione ci sono strumenti per favorire gli investimenti, tra questi il credito di imposta. Perché non usare il credito di imposta per creare provvedimenti capaci di far ripartire la crescita?

Si poteva rilanciare la crescita economica con un semplice piano basato su incentivi fiscali, semplificazioni, nuovi investimenti e usando come pseudo moneta parallela il credito di imposta che molte aziende hanno in pancia. Si poteva puntare a far ripartire in modo semplice l’economia senza apportare correzioni dei conti pubblici, magari evitando altre intrusive manovre. Era sempre uno strumento per rilanciare le attività e contenere l’economia in recessione.

Ci sono sistemi che non propongono solo “uscita dall’euro”. L’Italia necessita di aumentare la moneta in circolazione nell’economia reale, creando uno strumento di scambio alternativo alla moneta legale in Euro che non violi i Trattati e non aumenti il debito pubblico.

Una moneta fiscale utilizzabile per gli scambi emessi dallo Stato e validi per ridurre le tasse, non viola i Trattati perché la fiscalità è di competenza esclusiva dello Stato. Bastava inserire uno strumento di scambio che avesse una piccola valenza fiscale e il Governo avrebbe avuto la capacità di attuare un piano di investimenti per sostenere il rilancio.

Sarebbe bastato rendere i crediti d’imposta cedibili a terzi, così che, ad esempio, una piccola azienda che deve pagare un fornitore ma non ha la liquidità necessaria perché i clienti tardano a pagare, possa girare al fornitore il proprio credito saldando così il proprio debito. A sua volta il fornitore potrebbe usare questo credito per adempio ad una sua ulteriore obbligazione. Si verrebbe così a creare di fatto un mezzo di pagamento legale che aumenta il circolante senza “stampare” moneta e senza aumentare il debito pubblico.

Va ricordato che attualmente la cessione del credito d’imposta è possibile solo per i contribuenti in casi strettamente limitati previsti dalla normativa e che rientrano nella no tax area, ovvero soggetti incapienti o che hanno un reddito imponibile insufficiente a sfruttare le agevolazioni (esempio classico il bonus fiscale per le ristrutturazioni). Inoltre per essere valida tale cessione dev’essere notificata all’Agenzia delle Entrate con atto pubblico o scrittura privata.

Quindi per poter allargare la platea di coloro che ne possono usufruire e avere un impatto in termini quantitativi sarebbe necessario che la cessione sia estesa a tutti i crediti d’imposta e cedibile senza complesse operazioni burocratiche. Una possibile idea sarebbe quella di emettere dei certificati di credito, ad esempio in tagli del valore di 100 Euro, ognuno con un codice univoco emesso dall’Agenzia delle Entrate la cui titolarità potrebbe essere ceduta con una semplice operazione on-line sottoscritta da cedente e cessionario. Il credito dovrebbe inoltre essere spendibile anche dai privati che vantano un credito d’imposta.

Di fatto verrebbe creata una moneta parallela che potrebbe circolare facendo aumentare in piccola parte la moneta liquida in circolazione. Va da sé che tale credito non potrebbe essere speso fuori dall’Italia per regolare obbligazioni con soggetti esteri, ma ciò avrebbe il vantaggio di restare nell’economia locale.

Un ulteriore vantaggio di tale sistema è che in alcuni casi potrebbe permettere alle aziende di saldare i propri debiti senza ricorre a prestiti ed anticipi fattura presso il sistema bancario, quindi senza gravarsi del pagamento di interessi.

http://www.la7.it/dimartedi/video/lintervista-al-vicepresidente-della-commissione-europea-frans-timmermans-14-05-2019-271693

Frans Timmermans afferma giustamente che il Governo italiano non sta facendo nulla per l’economia: sono tutti impegnati in campagna elettorale ogni giorno, quindi così non si governa. Difficile dargli torto.

Quindi oltre ai MiniBot esistono piccole soluzioni semplici per far ripartire l’economia in Italia. Molti partiti conoscono questa possibilità, non costa nulla e non si infrangono le regole. Quindi mi viene da pensare che nessuno voglia far ripartire veramente l’economia del Bel Paese. Molto meglio patrimoniali o azioni similari per impoverire TUTTI. Quindi dietro a tutte le belle intenzioni di ogni partito politico italiano, esiste solo il desiderio di messicanizzazione. Uno stato poverissimo lo governi meglio e lo puoi spaccare a metà quando vuoi. Ci sono tanti strumenti, ma non li vogliono adottare. Nessuno li vuole adottare. Presagio Triste. Alessia C. F. (ALKA)