L’odio è un sentimento e fin qui ci siamo. La nostra struttura mentale a cui non facciamo caso è binaria ovvero comporta ragionamenti  scaturiti da un sistema binario, da qui deriva la possibilità di creare intelligenze artificiali che emulino quella umana che diversamente è chimica.

Gli esempi si sprecano: bianco o nero, vero o falso, mi piace non mi piace, luce tenebre, le nostre mani e i nostri piedi sono speculari, uguali e identici ma uno gira a sinistra e l’altro a destra, gli stessi esseri viventi come i vertebrati che sono pressoché la totalità a cui apparteniamo noi, sono un’immagine speculare della metà di noi stessi ovvero identica, solo che metà gira a destra e l’altra a sinistra, uguali ma non sovrapponibili se non invertendo una loro metà. Lo si osserva anche in chimica nelle formule speculari, lo si presume anche in fisica con la materia e l’antimateria. Questo concetto rilevabile in natura, negli esseri viventi e come detto parte integrante della struttura del nostro cervello da cui ne deriva il modo di ragionare, ha radici antichissime a conferma di quanto gli antichi fossero senza dubbio ben più di noi acuti osservatori anche introspettivi già millenni fa. Infatti detto dualismo che oggi andando per la maggiore il sistema matematico chiamiamo binario, ha radici filosofiche millenarie, a titolo esemplificativo lo si trova nella filosofia cinese nella classificazione “Yin e Yang” concetto alla base della medicina classica cinese, di quella tradizionale ed è centrale in molte arti marziali ed esercizi spirituali.

Chi nega i sentimenti e la loro espressione che è cosa ben diversa da una manifestazione d’odio, chi censura o condanna i sentimenti d’odio, non infrange l’art.21 della Cost. che è una sciocchezza ma nega l’Uomo in se. Nega la natura umana dell’Uomo, l’umanità dei suoi sentimenti innati, inalienabili e inestinguibili che lo contraddistinguono. Senza questa specificità, privato della possibilità di esprimere i suoi sentimenti sarebbe un’altra cosa. Non più umano.

Ed in tal senso il politicamente corretto agisce da una parte come censura negando l’esternazione  di sentimenti umani in nome di una presunta razionalità etica – oggettiva quindi corretta – che come abbiamo visto sopra è a struttura binaria, quindi ben lungi dalla possibilità di giungere all’oggettività ma più affine (struttura binaria) ad un metodo di decodificazione  della realtà come lo più essere l’applicazione della matematica  per decodificare le interazioni della materia in fisica e nel cosmo, (qualcuno ha forse mai visto materialmente i numeri in chimica, fisica e astronomia?), mentre indirettamente e qui si scopre il suo volto più subdolo e pericoloso del Politicamente Corretto, va a colpire le parole prima ancor dei concetti espressi. Se le prime rimangono una costante nel popolo come lo può essere l’ingiuria lanciata con parole volgari e detestabili, dall’altra i concetti riprovevoli variano al variare delle epoche dei Padroni del Discorso, concetti riprovevoli e vietati calati dall’Alto e non maturati dal Basso e per osmosi fatti propri dall’Alto.

Cosicché appare evidente che il Politicamente Corretto non sia altro che un contenitore da riempire e svuotare a piacimento con finalità palesemente didattiche di tipo formativo dall’Alto verso il Basso.

Gli intenti politici e la gestione politica di detto contenitore sono una costante della politica, mezzo di persuasione di massa e come assistiamo oggi, anche mezzo di lotta politica inserendoci all’interno le parole d’ordine e i concetti delle opposizioni per delegittimarle. Ma questo punto sorgono domande:

  • Ma se la democrazia è il più alto esempio di convivenza civile delle differenze culturali, economiche e sociali, mentre  l’obbiettivo del Politicamente Corretto è quello di azzerare queste differenze, vietare e demonizzare le differenze tranne quelle ammesse calate d’Alto perché ritenute accettabili e conformi, come può ancora chiamarsi democrazia?
  • Come può esistere e chiamarsi democrazia, una democrazia che nega la sua essenza e stessa carne ossia le differenze, che ripudia il patto sociale costitutivo dell’accettazione delle differenze e lotta ferocemente per eliminarle predicando un’astratta uguaglianza?

Ma l’uguaglianza non è uno status assoluto, l’uguaglianza è sempre in rapporto a qualcosa o a qualcuno e ciò implica lapalissianamente ammettere l’esistenza delle differenze, senza le quali non si comprenderebbe la spasmodica ricerca e necessità di una astratta uguaglianza.

Sono le differenze che vanno esaltate e curate all’interno di una democrazia che offra eguali possibilità a tutti indistintamente ed indipendentemente dallo status sociale garantendo così la pluralità, condizione quest’ultima imprescindibile prima di poter parlare di democrazia compiuta.

  • Non sono forse gli stessi partiti differenti tra la loro per visione e concezione della società a dirci che le differenze esistono eccome?
  • Come potremmo definire democrazia una società che comporterebbe un partito unico qualora  si raggiungesse  l’uguaglianza di pensiero?

Perché è proprio questo il punto, l’intento del Politicamente Corretto è quello di pervenire all’Uguaglianza di Pensiero ossia al Pensiero Unico! Processo che se nascesse dal Basso sarebbe democratico e per certi versi auspicabile,  poiché sotto certi versi sarebbe segno di maturità di un popolo e di coesione sociale, viceversa risulterebbe di segno opposto se venisse calato dall’Alto, sarebbe il segno di una volontà di condizionamento politico, sociale e culturale, volta a trasformare la società in un’altra che non corrisponderebbe affatto al sentire e alla volontà popolare, subita e pure nei più accettata passivamente.

Ma il Politicamente Corretto agisce più in profondità della semplice censura, visibile, aggirabile e che comunque non incide sulla personalità del singolo sempre libero in privato e con amici di dire e fare quel che è proibito, purché non pubblicamente, conservando una certa sorta di indipendenza e integrità popolana.

Se i sentimenti si concretizzano nel pensiero e se il pensiero si esprime attraverso la parola, il Politicamente Corretto facendo venir meno le parole adatte con le quali esprime il proprio sentimento/pensiero, automaticamente non si sarà più in grado di esprimerlo perché verrebbero a mancare le parole! E se ciò venisse instillato sin nelle scuole ai bambini, essi non saranno neppure in grado di concepirli in futuro.

Il Politicamente Corretto entra nell’anima, nel tuo corpo e nella mente, si impossessa di te, ti trasforma e con esso i tuoi pensieri, e a seguire i tuoi sentimenti che saranno repressi non dall’esterno come avviene con la banale censura, ma sarai tu stesso a reprimerli. Questa è la strada che porta dritti dritti al Transumanesimo.

Questa è la strada intrapresa dalla sinistra progressista, in sostanza la famosa Terza Via di Blair, una sorta di liberalsocialismo che è una antonimia in termini che… il PD con vent’anni di ritardo sulla storia incarna in Italia.

Non puoi essere Liberal e al contempo Socialista, o sei l’uno e sei l’altro,  oppure l’uno dei due deve prevalere annichilendo l’altro. Perché alla fine si tratterebbe di legittimare un sistema (Liberal) che per dissimulare le differenza disumane economiche che crea per sua natura e struttura, esalta e cavalca la rivendicazione dei Diritti Civili, mentre al contempo nega e abroga i Diritti Sociali, che già come suggerisce l’accezione del termine, nella scala gerarchica dei Diritti Sociali nel socialismo si posizionano tra i primi posti. D’altronde che società sarebbe quella che concede il diritto ai gay di sposarsi quando al contempo gli nega i diritti sul posto di lavoro? Che senso avrebbe una società che consente il diritto di drogarsi quando in nome della tutela della salute obbliga tutti quanti a vaccinarsi e spaccia sigarette di Stato facendosi pagare pure il pizzo? Che senso ha un sistema  che predica l’uguaglianza ad ampio spettro mentre al contempo ripudia quella più importante, quella che veramente  determina la classe di appartenenza e le opportunità alle quali si ha accesso, ossia nega l’uguaglianza economica? Non è forse questa l’uguaglianza che tutti i sistemi di socialismo reale perseguivano? Non è forse questa l’unica uguaglianza che andrebbe perseguita, l’unica vera e reale che ci consentirebbe di essere veramente uguali davanti alla giustizia e non più disuguali in base alle capacità economiche di ingaggiare i migliori studi di avvocati? Non è forse questa la vera è unica uguaglianza che andrebbe perseguita che farebbe si per capacità economiche di poter disporre in caso di bisogno delle migliori e ultime cure innovative? Non è forse questa la vera è unica uguaglianza che andrebbe perseguita  che consentirebbe a tutti una volta raggiunta  l’uguaglianza economica di poter mandare i nostri figli nelle migliori scuole con i migliori docenti? Cosa significa Meritocrazia, che senso ha parlare di Meritocrazia, quando nella corsa della vita c’è chi per disponibilità economiche può gareggiare con le scarpette ergonomiche che facilitano la corsa mentre altri senza mezzi economici corrono a piedi nudi? Ma che senso ha parlare ed auspicare la Meritocrazia quando la corsa è già truccata in partenza con corridori a piedi nudi e altri con scarpette tecnologicamente avanzate?

Ebbene Signori e Signore questo è il Progressismo! Questo è l’equivoco che suona come una sonora presa per i fondelli,  antonimia di fatto e di termini del liberalsocialismo abbracciato dai Progressisti, dove nell’ideologia abbracciata la componente Liberal è predominante ed applicata selvaggiamente all’economia, dogmatica ed incontestabile, sino al punto di neppur immaginare prospettatile un’uguaglianza economica, mentre tutto il resto che le fa da contorno e riveste un ruolo assolutamente marginale, come lo possono essere i diritti “particolari” e come tali sentiti da una esigua minoranza, vengono amplificati sotto la voce “diritti civili” e presentati come socialismo in antagonismo alla componente Liberal.

Appare evidente anche ad un cieco con almeno ancora due neuroni funzionanti, che  la componente socialista svolge la funzione di legittimazione  della componente Liberal, il classico dito del saggio sul quale si concentra l’attenzione dello sciocco mentre gli si indica la Luna, serve a distogliere l’attenzione affinché la piena consapevolezza non possa essere raggiunta su quanto le disuguaglianze abbiano tutte origine dalle condizioni economiche. E le disuguaglianze economiche portano con se anche  l’ignoranza che è indotta, l’incultura per poi sfociare nella subcultura della marginalizzazione sociale.

Facile a dirsi “Un Popolo che vota questi politici non è vittima ma complice”. Ma lo sarebbe veramente se fosse pienamente consapevole della sua condizione che accetterebbe per pigrizia, codardia, per piccolo interesse o per timore dell’ignoto di un cambiamento.

Ma esso non è tutto questo, esso è stato plasmato con il tempo ad immagine e somiglianza -ed il processo continua tutt’ora-  di quello ricreato in laboratorio e svuotato dal suo interno. Il Transumanesimo è questo. Altro che cambieremo la U€ dal suo interno, la U€ e chi per essa, ha cambiato noi dal nostro interno svuotandoci, sino al punto poco tempo fa impensabile,  di vedere coloro che dell’aver tutti contro era oggetto di vanto  e segno d’esser dalla parte del  giusto,  oggi li vediamo schierarsi con quelli che prima  avevano contro, lasciando un Salvini solo con il suo popolo prossimo al precipizio della rassegnazione. Non potremmo dire che un Salvini da solo contro tutti, che occupa il posto abbandonato da quelli che sino a ieri se ne facevano vanto, sia anch’esso il segno d’esser nel giusto?

Rifletteteci su e chiedetevi come ciò sia stato possibile, se non attraverso una normalizzazione che già si scorgeva in corso fuori dal Palazzo, ma che ha acquisito maggior velocità una volta entrati. Non è forse quello che vi rimproverava Di Battista dopo esser entrati nel Palazzo? Non è stato forse il Politicamente Corretto che avete abbracciato a piene mani pur di rendervi accreditabili, rassicuranti sino al punto da non costituire più un pericolo se non per voi stessi e per chi vi ha creduto, ma anzi, d’esser inglobati tra le loro fila  in chiave di rispettosi delle Istituzioni, garanti dei Poteri dello Stato che da sempre definivate complici, e non come oggi baluardo di quella che è una finta  democrazia che aborre con orrore persino gli ultimi stantii rituali rimasti come quello del  voto?

La correttezza cementifica e cristallizza tutto ciò che tocca, la scorrettezza è giovinezza, sacrilega e dissacrante, passionale nel vivere il momento il più intensamente possibile sino a sfidare l’eternità. La scorrettezza non è fatta per i timorosi, non è fatta per chi non avendo un ideale, un perché per cui esistere, ne avrà ancora meno per morire, la scorrettezza è la Vita stessa, la stessa imprevedibile e in continua evoluzione che ci porta alla vecchiaia. La correttezza è la morte, la fine di un percorso che non ha più nulla da dire se non ribadire la certezza della morte.

La vita e la morte… e così torniamo dove avevamo iniziato, sistema binario, Yin e Yang, struttura binaria per un corpo binario con una mente binaria che sortisce pensieri binari che si ispirano a sentimenti binari. Null’altro che un  costrutto mentale in un corpo anch’esso binario.

Ma a questo punto cosa è vero e cosa è falso? Non possiamo rispondere, perché è una domanda binaria che può solo prevedere una risposta binaria.

E la Costituzione allora? Anch’essa è binaria, prevede pesi e contrappesi. E non poteva essere diversamente perché partorita da menti strutturate in modo binario.

  • Destra vs Sinistra che cos’è se non un altro schema binario?
  • Ma allora la religione può esserci d’aiuto?

NO! Anch’essa è binaria. Vi dice nulla Bene vs Male? Dio vs Satana?

Ma allora non possiamo far altro che schierarci, o da una parte oppure dall’altra. E’ così?

NO! Questo sarebbe un errore. Sarebbe pur sempre una  scelta di campo binaria.

In realtà la filosofia cinese dello Yin e Yang può esserci d’aiuto, perché essa ipotizza che in qualsiasi condizione e condizionamento esterno,  le forze interne raggiungerebbero un  equilibrio immediato conservando la specificità del sistema binario. Un po’ come in un sistema orbitale stabile quando viene introdotta una massa disturbante, il sistema poi tende non al disordine ma a riequilibrasi di nuovo.

Nulla a che vedere con il sistema binario della politica (destra vs sinistra) che è punto di scontro, dove una forza annichilisce l’altra e dove non viene ricercato l’equilibrio. Nulla a che vedere con i poteri e i contro-poteri della costituzione  che inevitabilmente se ben concepiti, porterebbero allo stallo dove nessun cambiamento sarebbe possibile. L’immobilismo regnerebbe sovrano. Nulla a che vedere con la religione che per antonomasia è il campo dove la lotta è lecita, dichiarata, ammessa e ricercata del Bene contro il Male sino ad annientarlo.

Tutti se dovessero scegliere tra Vita e Morte sceglierebbero la prima, ma sol perché la seconda è ignota e un’incognita. Se avessero la certezza che la Morte condurrebbe ad un’esistenza migliore di quella che vivono, tutti sceglierebbe la Morte. E questo perché la Vita che vivono  è disequilibrata, il martire accetta il martirio perché crede in una Vita successiva migliore. L’equilibrio è la sol cosa che si può ricercare e raggiungere.

Nota: chiaramente raggiungere un equilibrio con un piddino non è auspicabile e neppure augurabile, sarebbe il  sintomo premonitore  di malessere diffuso, di disagio interiore che con il tempo si concretizzerebbe  in un vero e proprio contagio fisionomico e carnale da far si di non riconoscersi più allo specchio. AH AH AH AH AH AH AH AH AH…

EUGENIO BONGIORNO