L’ansia da spread sale e il popolo italiano è terrorizzato. Tutti a caccia di un aggressore occulto, volano materassi e anatemi. Tutti vogliono il colpevole… e subito!

Proprio in questa Nazione dove perennemente abbiamo esigenze economiche che non sono coperte con le entrate derivanti dal gettito fiscale. Dove le uscite sono superiori alle entrate, da un anno non vengono fatte politiche economiche e sempre si sente solo la cantilena “votateci e lasciateci lavorare”.

Se vi capita di imbattervi in frasi del tipo “Vogliono combattere con l’arma dello spread le scelte del popolo sovrano, questo è un ricatto finanziario. Siamo stati eletti proprio per spezzare questa catena che intende condizionare le scelte democratiche contro gli interessi dei cittadini e dell’economia reale. Questo ricatto finanziario deve finire“, ecco appena sentite queste frasi dovete toccarvi i maroni e scappare a gambe levate.

I titoli di uno stato vengono giudicati affidabili quando si presume che la contabilità (dello Stato preso in considerazione) sia regolare, ma se un Rappresentante di Governo continua a fare dichiarazioni ambigue, propone manovre finanziarie in assenza di coperture – flat tax, quota 100 e reddito di cittadinanza – gli investitori dubitano dell’affidabilità del Paese: rinunciano ad acquistare i suoi titoli e di conseguenza per venderli si è costretti a garantire rendimenti più alti. E il debito aumenta.

Si possono pur tuttavia rispettare gli impegni presi con l’elettorato e rimettere veramente i conti in ordine, ma devi avere un Governo serio, preparato e con i contro cazzi. E noi non lo abbiamo.

Infatti l’italico spread ha cominciato a salire e la UE minaccia multa per debito eccessivo, ma Salvini vuole aumentare gli investimenti pubblici.

Nel Bel Paese l’economia stagna, la disoccupazione è alta, i laureati fuggono e ci salviamo solo perché le esportazioni sono ancora buone. Lo spread sale e al momento è difficile far ripartire l’economia italiana all’interno delle attuali regole europee. Se stagni, se non hai nessuna flessibilità sul cambio, se non prendi in seria considerazione una politica economica espansiva, può solo capitare una cosa: una grossa recessione.

La UE – dove mancano i meccanismi di aggiustamento interni del cambio e la redistribuzione – campa su politiche che si basano sulle esportazioni. Ma i troppi squilibri interni, l’austerity obbligatoria nelle periferie, ha contratto il mercato interno europeo. Per giunta abbiamo una banca centrale che non fa quello che dovrebbe fare.

Una UE costruita malissimo e senza fondamenta, non auto-consapevole e governata da lobby, un sistema che porta le Nazioni periferiche a diventare mere colonie. Con le attuali regole europee il Paese non si risolleverà mai, e poi noi abbiamo un DOPPIO PROBLEMA: siamo già una colonia americana, come possiamo sopportare anche di essere una colonia dell’asse franco tedesco?

Dai risultati delle votazione europea emerge che l’Italia in UE sarà assolutamente ininfluente, sarà sempre più supina agli interessi di una certa Europa.

Tutti i Governi che abbiamo avuto negli ultimi anni hanno solo dato un calcio al barattolo, anche quando arriveranno altre manovre “lacrime e sangue” nulla cambierà. Dentro in UE sono poche le manovre economiche che possono rimettere in moto l’economia e non sono state utilizzate. Erano disponibili, ma sono state malamente formulate e non prese in considerazione. Rischiamo di diventare una nuova Puerto Rico.