Povera Italia! per alcuni, forse molti, sicuramente troppi, arrivare a fine mese é un miraggio mentre c’é chi a fine mese non ha problemi a spendere denaro. Gli italiani felici preferiscono considerare il calcio come la via giusta per cambiare questo sistema malato?

I conti non tornano, l’Italia al modiale non ci è andata e senza mondiale non si può stare? potrebbe essere quello che realmente pensano gli italioti che aspettano felici l’acquisto di “stranieri che diventeranno i nuovi italiani ricchi” in questo “Paese di Pulcinella”.

L’uomo che cambierà l’Italia?  Giuseppe Conte Presidente del Consiglio

Nato a (Volturara Appula, 8 agosto 1964) è un politico, giurista e accademico italiano, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1º giugno 2018.

Politicamente vicino al Movimento 5 Stelle, il 31 maggio 2018 è stato incaricato presidente del Consiglio, sostenuto da un accordo di governo tra M5S e Lega

Biografia:

Nasce a Volturara Appula nel 1964, figlio del segretario comunale Nicola Conte e di Lillina Roberti, maestra elementare. Ancora piccolo, si trasferisce con la famiglia a Candela e quindi a San Giovanni Rotondo a seguito dei cambi di sede lavorativa del padre. Si diploma al Liceo Classico “Pietro Giannone” di San Marco in Lamis.

Si laurea con lode nel 1988 in Giurisprudenza presso l’Università La Sapienza di Roma, per intraprendere quindi la carriera di avvocato civilista. Da studente universitario, Giuseppe Conte ha frequentato il collegio universitario di merito di Villa Nazareth. Nel 1992 è stato visiting scholar per 3 mesi presso l’università americana Yale.

Dal 1992 al 1993 è borsista presso il CNR.

Vita privata:

È cattolico e devoto a San Pio da Pietrelcina. Separato dalla moglie “Valentina Fico legale dell’avvocatura dello Stato” è padre di Niccolò, nato nel 2008.

Attualmente la sua compagna è Olivia Paladino. “Figlia del proprietario dell’Hotel Plaza di Roma”

Anche loro parte del vecchio sistema clericale-pubblico-statale borghese.

 

L’uomo che cambierà le sorti del calcio italiano?  Antonio Conte, allenatore

Nato a (Lecce, 31 luglio 1969) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo centrocampista.

Centrocampista combattivo e tatticamente duttile per la sua versatilità, cresciuto nel settore giovanile del Lecce, nella carriera da calciatore professionista legò il suo nome alla Juventus, squadra in cui militò tredici stagioni a cavallo degli anni 1990 e 2000 diventandone capitano e simbolo in virtù della propria dedizione per la squadra, tenacia e grinta. In bianconero ha vinto cinque campionati di Serie A

e tutte le competizioni UEFA tranne la Coppa delle Coppe, competizione a cui non ha mai preso parte. Con la nazionale italiana è stato vice campione del mondo 1994 e vice campione europeo 2000.

Considerato uno degli allenatori più validi in attività, nel 2005 inizia la sua attività sulla panchina del Siena come vice di De Canio, e nella stagione 2008-09 ottiene il titolo di campione nel campionato cadetto con il Bari, riportando i pugliesi in Serie A. Passato sulla panchina della Juventus nell’estate del 2011, è campione d’Italia per tre stagioni consecutive

(impresa che in precedenza era riuscita solo a Carcano, Capello e Mancini, e successivamente ad Allegri) oltre ad aver vinto due Supercoppe italiane nel 2012 e nel 2013.

Dal 2014 al 2016 è stato il commissario tecnico della nazionale italiana. Dal 2016 al 2018 ha allenato il Chelsea, club con cui ha vinto la Premier League 2016-2017 e la FA Cup 2017-2018.

Attualmente ha lasciato il Chelsea squadra inglese, potrebbe cambiare le sorti del Milan squadra italiana con l’incarico di allenatore prendendo il posto di Rino Gattuso non più affidabile.

Religioso doc, ha incontrato il Papa. Da una sua intervista: “Dio mi ha dato tanto”. Ok Antonio, il denaro e la fama no?

 

Campagna acquisti i soldi ci sono per il calcio mercato

Nella foto, Cristiano Ronaldo appena arrivato alla Juventus. Sta morendo di fame?

Migrato per cercare un futuro migliore, diventerà simbolo della cultura di integrazione?

Per denaro questo ed altro.

 

Società sempre più povera, il divario tra il potere borghese e il popolo nullatenente si allarga sempre di più.

La precarietà non esiste per il business mentre una buona parte della popolazione guarda il futuro con estrema incertezza, come l’anziano nella foto, costretto a rovistare tra i sacchi di rifiuti al mercato di zona.

 

No tengo dinero

No, non è la canzone dei Righeira che anni fa accompagnò le vacanze estive degli italiani, è il motto di quella che fu la classe media italiana, una volta motore dell’economia del paese e del mondo lavorativo e ora sempre più vicina alla condizione di povertà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Con ironia ho voluto proporre alcune considerazioni personali, in maniera semplice.

Concludo ricordando come fede e religione abbianoancora un grande valore in questa società: se si hanno le conoscenze giuste si può ancora gridare al miracolo.

Il Boom economico è iniziato per qualcuno, ma per tanti altri è già finito da un pezzo.

Così sia…sempre sia lodato…ite, missa est