La trappola di Tucidide è quella condizione secondo cui una rivalità percepita tra una potenza emergente e la potenza dominante conduce quasi inevitabilmente a uno scontro tra le due, come accadde ad Atene (emergente) e Sparta (dominante)” tratto da https://ytali.com/2019/01/07/trump-xi-lezione-da-tucidite/

Il forte logoramento delle relazioni tra la Russia e Stati Uniti inizia a farsi sentire, le American’s Adversaries Through Sanctions Act (CAATSA https://en.wikipedia.org/wiki/Countering_America%27s_Adversaries_Through_Sanctions_Act ) associate ad altre guerre economiche non saranno revocate in tempi brevi, la politica attuale lo dimostra, questa escalation politica ed economica inizia a intensificarsi in varie zone del pianeta: Venezuela, Siria, Iran, Corea del Nord, Cina e Russia (https://russia-insider.com/en/putin-xi-assad-and-maduro-vs-american-hegemon/ri26957 ).

Tra Usa Russia e Cina continuano ad esistere/resistere molti scambi e molti investimenti, ma queste cooperazioni di investimenti iniziano ad essere di breve e medio termine. Una nuova maccartiana russofobia è emersa con il Defending American Security from Kremlin Aggression Act (DASKAA https://en.wikipedia.org/wiki/Defending_American_Security_from_Kremlin_Aggression_Act https://www.intellinews.com/comment-the-daskaa-2-0-sanctions-near-term-lull-long-term-discomfort-157412/ )

Il problema è che gli americani stanno tirando l’elastico delle sanzioni così tanto che prima o poi si spezza. In futuro temo che non ci sarà nessun allentamento delle sanzioni. In fondo non si va verso una totale globalizzazione, ma verso una progressiva deglobalizzazione con diverse aree di potere, queste inevitabilmente si portano appresso impatti negativi sulle relazioni economiche/politiche. Si potrebbe assistere ad una drastica riduzione delle cooperazioni USA-Russia nel settore aeronautica, spazio e ingegneria meccanica, queste col tempo – per produrre componenti vitali per la loro sicurezza – potrebbero rivolgersi a un mercato indipendente o a portarle a collaborare solo con “amici”. Il vero problema è che potremmo vedere un restringimento mirato dove molte tecnologie – in mancanza di investimenti – non verranno sviluppate.

Il mondo non si sviluppa quando rimangono in piedi relazioni che permettono lo sviluppo di beni per la casa, fast food, industria automobilistica e produzione di aeromobili. Quindi a fronte di sanzioni, bruschi alti e bassi nel commercio e negli investimenti, molti player mondiali ridurranno la dipendenza reciproca nei settori strategici.

L’unico modo per bypassare questo gap è che le due controparti si mettano a commerciare e investire in “certi Paesi” attraverso società offshore. Una sorta di ultima spiaggia.

Altro settore che mi preoccupa è lo sviluppo e la cooperazione nel settore dei dispositivi medici e prodotti farmaceutici. Questa nuova Guerra Fredda porterà molti Paesi a sostituire un elevato numero di prodotti, magari facendosi aiutare da altri paesi cooperanti. Il sentimento pro-occidente sta venendo meno, si sta riducendo il ruolo del dollaro statunitense negli accordi commerciali con terzi (https://www.fort-russ.com/2019/05/brics-challenges-dollar-russia-defies-u-s-sanctions-increases-ruble-exports/ https://www.rt.com/business/458561-russia-brics-ruble-exports/ ), lo sviluppo di soluzioni alternative tende a guastare in modo irrimediabile i rapporti tra le Nuove Polis. A questo punto è quasi impossibile depoliticizzare le relazioni economiche tra Russia e USA, la leadership e l’élite politica americana sono miopi e vedono tutto come un ostacolo.

Beh di sicuro si delinea una nuova figura professionale in cui vale la pena specializzasi (parlo ai giovani talenti): presto avremo bisogno di esperti in sanzioni extraterritoriali degli Stati Uniti. Quasi una priorità assoluta.

Rimane un ultimo dubbio russo: gli USA avranno la determinazione e forza per schiacciare la Cina e costringerla a cambiare il suo modello di sviluppo economico? E qua mi viene da ridere.

In questo ginepraio però ho il cuore di incoraggiare la cooperazione tra russi e americani, anzi credo che sotto sotto si parlano. Possono ancora giocarsi la carta di investire e attrarre investimenti delocalizzandosi, possono ancora stimolarsi in vari settori riducendo l’impatto delle sanzioni, anche quando saranno più severe nei confronti della Russia. Ovviamente la Russia continuerà a ridurre la quota di operazioni in dollari statunitensi nel commercio estero, ma questo è solo un effetto collaterale. Alessia C. F. (ALKA) Liberticida e OraZero