Mi si spieghi: com’è che il mondo intero trema di fronte al minacciato protezionismo USA? L’eurabia ha una vera e propria crisi di nervi sulla questione, eppure non dovrebbe averne così paura! Gli USA alzano barrieire protezionistiche? Alzale anche tu eurabia nei confronti degli USA, qual’è il problema! OPS…non sarà che gli “ammeregani” sono indipendenti in tutto e per tutto mentre l’eurabia, senza il mercato USA, rischia di veder saltare tutti i conti? E magari qualche staterello eurabico potrebbe farsi prendere la mano e tentare di saltare le staccionate UE per fuggire? Ho qui una chicca, un intervento fatto dal socialista Giuseppe Di Vittorio nella seduta tenutasi lunedì 16 giugno 1952 sulla discussione per la ratifica del trattato che l’anno prima istituiva la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio):

Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di non esagerare affermando che la decisione, che la Camera sta per prendere, è fra le più gravi che siano state prese dal Parlamento italiano nell’attuale legislatura, se non, forse, la più grave.

Si tratta, con la ratifica del trattato di cui discutiamo, della rinunzia da parte dell’Italia della possibilità di utilizzare secondo propri bisogni e secondo i propri interessi lo strumento più formidabile che essa possiede in politica economica, cioè la siderurgia.

Il piano Schuman sottopone l’Italia, in materia di politica economica, alla dominazione stranierail piano Schuman affida in mani straniere lo strumento più potente ed efficace di cui l’Italia dispone, cioè la sua siderurgia, che è invece la base indispensabile, fondamentale, direi unica, al fine di compiere lo sforzo per accelerare l’industrializzazione del nostro paese, la meccanizzazione dell’agricoltura e quindi lo sviluppo economico e civile di tutta la nazione. È vero, vi è un articolo del trattato che stabilisce che l’Italia, nel pool del carbone e dell’acciaio, nella cosiddetta comunità europea, è a parità di condizioni con altri Stati; ma questa eguaglianza è puramente fittizia. 

Ogni persona di buon senso sa benissimo che in ogni società fondata su interessi privati soci piccoli sono destinati ad essere fagocitati dai soci grandi. In altri termini, piccoli azionisti nelle società che difendono interessi di gruppi privati hanno il ruolo di comparse, un ruolo passivo, decorativo; sono invece coloro che detengono la maggioranza delle azioni – il 51 per cento o il 50 e mezzo per cento – che determinano la politica delle società per garantire il maggior profitto possibile ai signori grandi azionisti. Infatti, l’articolo 71 del piano offre, appunto, l’offa [compenso offerto per ottenere il silenzio e la complicità, n.d.r.] di questa uguaglianza giuridica all’ Italia, ed è immediatamente seguito e neutralizzato, anzi annullato, dagli articoli dal 72 al 74, quali sottopongono paesi aderenti al piano ad un controllo completo, per cui l’Italia non può sostenere, non può sovvenzionare, non può potenziare lo sviluppo della sua industria siderurgica; non parliamo, poi, di quella carbonifera. Il controllo, onorevoli colleghi, giunge persino a riguardare i trattati di commercio – per quanto concerne l’acciaio e il carbone – che l’Italia volesse stipulare con terzi Stati non aderenti al pool, e questo con il pretesto di cercare di evitare misure di dumping, od altro che possa danneggiare il pool del carbone e dell’acciaio

Il fatto stesso che il trattato preveda una maggioranza qualificata nell’ambito dell’Alta Autorità, per tutte le decisioni importanti, esclude l’Italia automaticamente dall’avere un peso in queste decisioni. Quindi, la sottomissione dell’Italia ad interessi stranieri è sancita, è ammessa e consumata. Questa fittizia uguaglianza giuridica, dunque, si può benissimo paragonare a quella uguaglianza giuridica che una compagnia di lupi offrisse degli agnelli.

Gli stessi scopi istitutivi, del resto, di questo trattato, di questo pool dell’acciaio e del carbone, condannano automaticamente la siderurgia italiana alla sparizione, presto o tardi, non conta. Questo è il programma, ed è abbastanza chiaro. Infatti, si afferma che lo scopo fondamentale di questo pool sarebbe quello di eliminare le aziende scarsamente efficienti e di potenziare quindi quelle che si trovano in migliori condizioni per produrre a bassi costi. Chiunque conosca le diverse condizioni in cui operano la nostra siderurgia e la siderurgia tedesca e francese, che hanno a portata di mano le materie prime, sa benissimo che la nostra industria siderurgica, trovandosi in condizioni di inferiorità, è destinata a scomparire.

Ma, parte questo aspetto, poiché la siderurgia rappresenta la base prima dello sviluppo industriale di cui ha bisogno l’Italia, e lo strumento fondamentale di ogni politica autonoma per un paese che voglia uscire da una situazione di particolare arretratezza e di particolare miseria, come può l’Italia in queste condizioni rinunciare per cinquant’anni, per più generazioni, questo strumento che si è costruito con grandi sacrifici di più generazioniNoi abbiamo in Italia dei grandi bisogni che noi italiani sentiamo che non possono sentire i capitalisti stranieri, quali vanno naturalmente, come è nella legge stessa del sistema, caccia dei più alti e dei più facili profitti possibili senza interessarsi dell’Italia. Noi siamo il paese che in Europa ha più di due milioni di disoccupati permanenti e milioni di disoccupati parziali; abbiamo vaste zone, non soltanto nel Mezzogiorno, ma anche nel nord, che sono economicamente arretrate. Come dobbiamo uscirne?

Noi non abbiamo che un solo mezzo per uscire da questa situazione, per dare un colpo alla disoccupazione: dobbiamo sviluppare noi, con i nostri mezzi, in Italia, una politica di piena occupazione, di utilizzazione di tutte le possibilità di lavoro che esistono che non sono ancora utilizzate.

http://legislature.camera.it/_dati/leg01/lavori/stenografici/sed0932/sed0932.pdf

Con estrema lucidità il deputato Di Vittorio aveva capito che quell’antenata della odierna UE ci avrebbe portati alla tomba, e questo sta avvenendo. Un socialista protezionista, un socialista che oggi sarebbe CONTRO questa UE, contro la moneta unica, contro questa setta maledetta da cui, una volta entrati, non si può uscirne. Il protezionismo di Trump potrebbe evocare questo discorso di Di Vittorio, potrebbe evocare fantasmi indipendentisti che tanto fanno tremare gli eurabiani burocrati!