Ricerca & Industria spesso strizzano l’occhio a start up il cui prodotto o servizio e’ basato sul software di nicchia per l’industria. Attività con idee valide che necessita di software più o meno evoluti per essere utilizzate, gruppi formati da ingegneri e programmatori che provano a sviluppare e portare sul mercato un prodotto/servizio.

Progetti che necessariamente si rivolgono al fundraising (proposte di finanziamento, etc): qua arrivano business angels e venture capitalists, ma se la start up non vuole perdere il controllo il crowdfunding è il metodo migliore a cui affidarsi.

Venture capital vs crowdfunding

La scelta ricade sul tipo di gestione, ovvero chi deve finanziarsi deve aver ben chiaro che tipo di gestione aziendale intende affrontare: breve o lungo termine.

  • In caso di breve termine (non hai un soldo ma riesci a creare l’azienda, la fai crescere per 5 anni, la vendi e intaschi i soldi): il venture capital è la via obbligata.
  • In caso di lungo termine (rimani al timone dell’azienda a lungo e non vuoi interferenze massicce): il crowdfunding ti consente di creare una fitta rete di finanziatori.

Ovviamente non sempre è così tutto chiaro e nitido, questi tipi di finanziamento risentono molto della geopolitica e dell’aspetto della gestione aziendale.

Osservando le varie statistiche del crowdfunding emerge un dato: queste sono spesso falsate da enormi raccolte fondi che fanno varie ONG/attività-benefico-umanitarie-varie che raccolgono denaro per attività di charity (la vera padrona incontrastata). Trovare vere statistiche che riguarda le start up non è semplice. Da Fundly e da Wefunder si apprende però che il crowdfunding è “una specie di lotteria”: non è un vero investimento, puoi perdere tutto, ma se va bene hai un servizio vip con sconti o crediti sull’acquisto di beni/servizi.

Esplorando il mondo italiano delle start up ho scoperto che sono veramente tante: un immenso tessuto imprenditoriale che ha voglia di emergere, si possono trovare tanti progetti validi.

Cosa balza all’occhio? Questo articolo fa molto riflettere https://www.rbth.com/science-and-tech/329696-selling-russia-brains-us-tech-giants

Limiti e Prospettive per le start-ups tecnologiche

Le start up vengono fagocitate molto velocemente da parte di compagnie “radicate” con denaro da spendere per acquisizioni e politiche di market leadership da attuare come obiettivo. Ci sono diversi motivi che spingono a comperare queste aziende:

  • Ti servono il suo know-how e gli skills del suo personale strategico. Rilevi l’azienda per fornirti esclusivamente e strategicamente dei prodotti e servizi che questa offre e che tu usi, quindi vuoi averne il controllo stretto per vari obiettivi strategici.
  • Ti serve acquisire il know-how e il settore di mercato, ma non ti servono gli skills dei suoi dipendenti perché ti bastano i tuoi.
  • Ti serve sbarazzarti di un concorrente e vuoi acquisire la sua fetta di mercato: comperi tutto, poi elimini i loro prodotti e disperdi il team.
  • Ti servono gli skills del personale strategico per riconvertirli ai tuoi obiettivi, ma non ti interessano i loro prodotti correnti e il loro segmento di mercato.

L’articolo sopra linkato mette in evidenza che spesso è facile comprarsi una start up in Est Europa, funziona perché è facile trasferire un team da queste Nazioni al mondo occidentale, mentre è ben più difficile rilevare una società olandese o tedesca: quando le compri non hai la garanzia che il personale ti seguirà. In questi casi azzardati, dove non c’è garanzia che la rilevazione funzioni (sopratutto sui tempi lunghi) devi tenere inchiodato il team con varie azioni e premi fedeltà. Spesso i più bravi se ne vanno lasciando un team azzoppato, quelli che rimangono non sanno riciclarsi in fretta e questo crea grossi problemi.

Business Angel

Ma se siete veramente bravi e fortunati verrete notati da un Business Angel, un investitore che offre capitale, conoscenze e competenze alle start up che hanno buone prospettive di sviluppo, loro investono direttamente e forniscono grosse sinergie perché sono professionisti esperti nel settore. Una figura che guida a costo zero, si assicura che l’investimento diventi davvero un business. Arrivano in start up nelle prime fasi di vita, hanno tetti di investimento più bassi dei Venture Capital, tracciano settori in crescita e già consolidati (spesso sono gretini di Greta), forniscono consulenza e consigli.

Questo tipo di fundraising mette in connessione la start up con professionisti molto interessati: spesso è un trampolino di lancio perfetto.

Cosa scegliere?

In prospettiva il crowdfunding potrebbe diventare un metodo in ascesa: permette alle aziende di entrare in contatto con un grasso numero di investitori, spesso le campagne si concludono con elevate partecipazioni (succede che il capitale sociale disponibile venga totalmente sottoscritto in pochi giorni), l’accesso ai fondi può essere molto rapido e nell’arco di questo tempo le attività si preparano a gestire subito la produzione. Questa tipologia di raccolta di capitale permette alle aziende di sfruttare velocemente i nuovi fondi per accelerare la propria crescita e il processo produttivo.