Il promettente vaccino contro il coronavirus è inciampato, ha ricordato a tutti che vanno fatti controlli reali e che ci sono rischi sulla sicurezza. Al momento AstraZeneca ha sospeso i test dopo che un paziente si è ammalato, ma questi sono eventi di routine per l’industria farmaceutica. Dobbiamo ricordarci che i vaccini possono fallire, o peggio, che a volte possono fare più male che bene. Mai fidarsi dei politici e dei governi che promettono che una dose di Covid-19 è dietro l’angolo. Semmai in questa gara al vaccino si sono palesati i pericoli di questa corsa, dove nessun vaccino in fase di sperimentazione è immune da tali disgrazie.

Il Financial Times ha riferito che gli esperimenti potrebbero riprendere già all’inizio della prossima settimana. Quanto successo ad AstraZeneca deve rafforzare una disciplina: è necessario seguire il tradizionale processo di test. Però questo arresto ha una connotazione fortemente positiva, significa che il sistema funziona e si fermano in caso di problemi. Ora qualche maligno potrebbe dire che è “una trovata per affermar/rimarcare la serietà dell’industria farmaceutica”, ma per valutare questo in effetti bisogna aspettare che anche altre aziende in corsa per il vaccino abbiano il medesimo problema, dichiarandolo e fermandosi.

Riflessione (https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-09-09/astrazeneca-s-setback-delivers-reality-check-on-vaccine-risks + https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)31252-6/fulltext): i produttori di farmaci hanno condensato la linea temporale di sviluppo dei loro vaccini – dove normalmente ci si impiega anni – pensando di raggiungere la meta in pochi a mesi, ma potrebbero esserci delle sorprese perché di solito solo il 6% dei vaccini sperimentali ha successo. Ad esempio è da decenni che gli scienziati cercano un vaccino contro l’HIV.

Purtroppo i politici hanno contribuito ad alimentare le aspettative su un vaccino. Ma per garantire un prodotto sicuro occorre più tempo, parliamo di un vaccino che alla fine verrà somministrato a milioni di persone.
Il vaccino verrebbe somministrato a molte, molte persone per prevenire una malattia che probabilmente non arrecherebbe loro alcun danno, per evitare che si diffonda nella comunità a persone più vulnerabili“, ha detto Barker Shore. “In questo scenario, la sicurezza diventa assolutamente tutto. Qualsiasi problema di sicurezza importante sarebbe alla fine terminale per qualsiasi candidato al vaccino“.