Se non ho capito male, il premier Conte nella sua ultima comparsata in Tv ha detto che le piccole e medie imprese motore del sistema Italia devono diventare più forti nel mercato globale e per farlo devono prendere in considerazione soluzioni come il corporativismo. https://it.qwe.wiki/wiki/Corporatism e https://it.wikipedia.org/wiki/Corporazione_proprietaria

Potere e azioni, un occhio alla Famiglia Agnelli : https://it.wikipedia.org/wiki/Agnelli_(famiglia) e alla FIAT https://it.wikipedia.org/wiki/FIAT. Da quanto tempo l’Italia è subordinata alla famiglia Agnelli?

STRAGI E STRATEGIE AUTORITARIE https://www.fondazionecipriani.it/Scritti/agnelli.htmlLuigi Cipriani, Il vizietto degli Agnelli – “La storia della famiglia Agnelli è costellata di connessioni col potere politico ufficiale e coi poteri occulti, massoneria, servizi segreti, a cominciare da quando la famiglia entrò in possesso della Fiat nel 1906..”

L’italia è dei tornacontisti?

Un mostro chiamato delocalizzazione (2013) https://www.linkiesta.it/blog/2013/07/un-mostro-chiamato-delocalizzazione/ – “I grandi stabilimenti industriali, piccole città produttive abitate da centinaia e centinaia di piccole formichine industriose, chiudono e se ne vanno nei Paesi del Terzo Mondo, dove i lavoratori pretendono di meno e si accontentano di avere pochi diritti e stipendi di poche centinaia di euro. La lista dei cimiteri della produzione è lunghissima e spesso segna anche siti efficienti e di alta qualità. La delocalizzazione sembra qualcosa di inevitabile. Concretamente nessuno ha mai cercato davvero di contrastarla. La politica è troppo debole, i singoli governi nazionali –qualora volessero agire– sono impotenti, le grandi organizzazioni internazionali disinteressate.

Dal 1975 ad oggi l’Italia ha regalato alla Fiat 220mila miliardi di lire (2014) https://www.imolaoggi.it/2014/01/31/dal-1975-ad-oggi-litalia-ha-regalato-alla-fiat-220mila-miliardi-di-lire/ – “Il conto dei favori pubblici concessi al Gruppo dal 1975 a oggi (220mila miliardi) è salatissimo. E ha reso molto meno … La stima sopra citata, e che più precisamente si aggira sui 220 mila miliardi, comprende varie voci, dai contributi statali alle rottamazioni prodiane, dalla cassa integrazione per i dipendenti ai prepensionamenti, e ancora dalla mobilità lunga agli stabilimenti costruiti con i soldi pubblici (come quello di Melfi) o, di fatto, regalati dallo Stato (l’Alfa Romeo di Arese). Il periodo nel quale è stata spalmata l’ingente cifra è compreso tra oggi e il 1975, anno in cui la creatura degli Agnelli faceva registrare altri, più gloriosi record. Ad esempio lo stabilimento Mirafiori di Torino, con i suoi 50 mila operai, era allora il più grande del mondo e sfornava auto che avrebbero riempito le strade della Penisola (una su tutte, la “127”). È STATA L’AZIENDA PIÙ ASSISTITA AL MONDO

Che cosa c’è dietro la ritirata di Fiat dall’Italia, l’acquisizione di Chrysler e molte delle scelte condotte da Sergio Marchionne (2018) https://www.industriaitaliana.it/che-cosa-ce-dietro-la-ritirata-di-fiat-dallitalia-lacquisizione-di-chrysler-e-molte-delle-scelte-condotte-da-sergio-marchionne/La loro disaminaa era stata condotta da chi scrive nel 2013, all’epoca della pubblicazione per Longanesi de “La Disfatta del Nord. Corruzione, clientelismo, malagestione“. Qui di seguito riproduciamo il capitolo Nove, che racconta le motivazioni dell’annullamento del piano “Fabbrica Italia” (che doveva portare nel nostro Paese ben 20 miliardi di investimenti, un vero e proprio Piano Marshall, che se fosse stato attuato avrebbe cambiato le sorti dell’Italia), i retroscena dell’acquisizione di Chrysler a un prezzo sostanzialmente azzerato (il vero prezzo, infatti, era portare il cuore di Fiat in America) e la tragedia del capitalismo italiano privo di grandi imprenditori. Quanto scritto qui, ovviamente, è datato al 2013, e quindi può contenere qualche fatto o numero ormai superato. Però, a nostro avviso, è ancora assai utile per capire. (articolo lungo ma spiega molti dettagli che si snodano negli anni fino ad arrivare ad oggi, ricco di particolari)

Marchionne ha salvato la FIAT, ma non i suoi operai dal capitalismo italiano https://thevision.com/attualita/marchionne-fiat-capitalismo/ (2018) – Sarebbe importante ricordare, senza paura di essere tacciati di populismo, la vergogna che sono i reparti-confino, che dentro la Fiat esistono ancora, proprio come negli anni Cinquanta. All’epoca, nel lontano 1955, il presidente era Vittorio Valletta, che descriveva la sua azienda come una sorta di comunità familiare: “Dovunque incontriate un nostro operaio, in Italia o all’estero,” scriveva, “egli vi dirà per prima cosa che è operaio della Fiat.” La realtà è che oggi come allora i dipendenti ritenuti “ingovernabili” vengono relegati in squallidi magazzini o in uffici disadorni scollegati dalla linea di produzione principale, come raccontato dal compianto giornalista Alessandro Leogrande in un crudo reportage per Internazionale. Tutto questo in un territorio, quello del napoletano, in cui per decenni i posti di lavoro si ottenevano con l’intervento dei potenti democristiani locali e l’ingerenza della camorra. E dove chi resta senza lavoro sa che farà fatica a ritrovarlo

Quella tra General Motors e Fca è una guerra lunga 15 anni https://www.agi.it/economia/fca_gm_scontro-6596231/news/2019-11-22/ (2019) – Dietro la guerra tra General Motors e Fiat Chrysler non c’è solo la lotta per la sopravvivenza tra due big dell’auto, ma anche una vecchia ruggine, quella tra Sergio Marchionne e Gm che risale agli inizi degli anni 2000, quando il manager torinese, con una mossa da abilissimo giocatore di poker, sfilò 2 miliardi di dollari al colosso americano, coi quali salvò la Fiat e si comprò Chrysler. Quella storia, semi-dimenticata, riemerge con forza adesso, dopo l’attacco lanciato da Gm a Fca. Gli americani ieri hanno accusato proprio Marchionne, scomparso più di un anno fa, di aver corrotto i sindacati americani per avvantaggiare Fiat Chrysler nei contratti sindacali sottoscritti tra il 2011 e il 2015, a danno di General Motors. “Chiederemo danni significativi”, ha minacciato il consulente legale di Gm, Craig Glidden, puntando il dito contro Fca e soprattutto contro Marchionne, considerato “centrale nel concepire, eseguire e sponsorizzare l’attività fraudolenta”. Il Lingotto si dice “stupito” e accusa Gm di voler in realtà bloccare la fusione tra Fca e Psa, un’alleanza che di fatto scalza Gm dal terzo posto nella classifica mondiale dei giganti dell’auto, relegandola al quarto. Tutto sembrerebbe far pensare a un regolamento di conti tra Gm e un gruppo, quello italo-americano, orfano di Marchionne e impegnato in una difficile transizione.

Ma nulla cambia: prosegue la delocalizzazione e sempre prendono prestiti garantiti dallo stato. Un investimento senza ritorno che tutti conoscono fin troppo bene.

Fca chiede aiuto allo Stato, agli Agnelli-Elkann un maxi prestito da 6,5 miliardi di euro https://www.ilriformista.it/fca-chiede-aiuto-allo-stato-agli-agnelli-elkann-un-maxi-prestito-da-65-miliardi-di-euro-99375/ (15 maggio 2020) – Fca, l’ex gruppo Fiat della famiglia Agnelli-Elkann, punta ad un prestito garantito dallo Stato da 6,3 miliardi di euro. Il gruppo automobilistico italoamericano, che nei prossimi mesi porterà a termine la fusione con i francesi di Psa (Peugeot-Citroen), è in trattative per ottenere la linea di credito con la banca Intensa Sanpaolo. Stando ai termini dell’operazione, rivelati da Bloomberg, a fornire una garanzia pubblica per l’80% dell’importo sarebbe la Sace (società del gruppo italiano Cassa Depositi e Prestiti), con garanzia che dovrebbe essere a quel punto concessa con un decreto del Ministero delle Finanze. In questo modo Fca potrebbe fare fronte alle maxi perdite accumulate nel solo primo trimestre del 2020, all’inizio dell’emergenze Cornavirus, che ha segnato per l’ex Fiat una perdita di liquidità da 5,5 miliardi di dollari. —>>> Prestito garantito dalla Sace. Il gruppo in trattative per una linea di credito con il principale finanziatore Intesa Sanpaolo. La Sace fornirà una garanzia pubblica per l’80% dell’importo https://www.agi.it/economia/news/2020-05-15/fca-prestito-statale-8623905/

“Non c’è certezza per chi non ha le spalle coperte. Spero che questo governo tragicomico non faccia l’ennesima raccolta di figurine continuando a tenere conto soltanto dei calciatori più pagati” Privilegiati!