Dalla mia posizione privilegiata ed elevata qualche giorno ventoso fa osservavo una netta linea di fumo spostarsi verso Est Sud-Est, si poteva ipotizzare il solito incendio di qualche montagna ad Ovest, che in effetti c’era.

Pensiamo subito male: sarà stato sicuramente doloso, la maggior parte lo sono.

Quell’incendio, come tutti gli altri di origine dolosa non fanno altro che confermare ogni volta il fallimento di un sistema che molti ancora (purtroppo) amano ed invocano.

Il sistema usa un concetto semplice ma stupido.

Se fai qualcosa di sbagliato un’entità astratta ti punirà. Il sistema astratto presume che se chi si accinge a far qualcosa di sbagliato sa di correre dei rischi non lo farà.  

Presunzione errata, continuamente confermata dall’esistenza di incendi dolosi, omicidi, furti, ecc.

Sorge il dubbio che al sistema astratto poco importi del danno fatto, ed è anche logico: è astratto. 

Inoltre, onestamente, se venissi ucciso da un delinquente e se anche venisse punito dal sistema con la pena di morte non potrebbe fregarmene nulla, intanto perché comunque sarei morto ugualmente e poi, essendo morto non potrei nemmeno godere del fatto che è stato a sua volta ucciso perché in ogni caso non lo saprei mai.

Il sistema però ribatte che “deve servire da esempio per gli altri”, ma come abbiamo visto non serve e il danno è già stato fatto.

C’è poi un altro discorso, per quale motivo al sistema dovrebbe interessare che non mi venga arrecato un danno?, non mi ero mai accorto che fosse così empatico e premuroso nei miei confronti…, l’unica persona alla quale dovrebbe interessare sono io, oppure al proprietario del bosco. 

La “dissuasione preventiva” non funziona, la logica forse è giusta ma tecnicamemte fallisce perché tra vittima e colpevole si frappone un intermediario che è il sistema (astratto). 

Tempi, soggetti, luoghi e princìpi si dilatano nella ricostruzione degli accadimenti, delle responsabilità e nell’applicare il giudizio e la punizione che per giunta non sono mai uguali per tutti.

Il malintenzionato lo sa, sa che esiste la possibilità che i rischi diminuiscano, o che eventuali conseguenze vengano spostate nel tempo, e sa pure che potrebbe addirittura non essere giudicato colpevole quand’anche lo fosse. 

Lo sa con certezza perché è proprio il sistema ad indicarglielo storicamente col suo modo di agire.

Cosa succederebbe se fosse uso sociale difendersi direttamente o prendere a fucilate un piromane sorpreso nel proprio bosco?

Le aggressioni con omicidio e gli Incendi diminuirebbero o aumenterebbero?

Non si sa. 

Non si può sapere perché il sistema non permette che ciò avvenga e dunque non è possibile avere contro prove.

Questa però è la prova che al sistema non interessa per nulla contenere incendi o aggressioni omicide, se così non fosse proporrebbe metodi diversi e nuovi per poi poter confrontare i risultati.

Diventa legittimo sospettare che al sistema interessi addirittura che i reati avvengano, in quel modo può inventarsi continuamente regole preventive che può sanzionare se non vengono rispettate, e quand’anche non funzionassero può continuare mantenere tutto l’apparato dedicato al perseguimento della “giustizia”, della punizione o della sanzione al fine di incrementare il Pil.  

La sanzione funziona con la stessa logica, “se faccio qualcosa di vietato, o se non faccio qualcosa di obbligato, corro dei rischi”.

Però funziona meglio perché c’è un rapporto immediato e diretto tra giudicante e giudicato, “niente mascherina – vigile – sanzione”. 

Sarebbe come se nel mio mondo ideale “ladro in casa – fucilata – ginocchio spappolato”.

Io però non ho come fine lo spappolare ginocchia, ma quello di non aver ladri in casa.

Il sistema invece ha come fine sanzionare, ed è comprensibile perché in quel modo si arricchisce.

La sanzione diventa la più odiosa delle tasse, basta inventarsi nuove disposizioni ed appostarsi in agguato col blocchetto delle multe, un modo per vincere facile basato unicamente sull’arroganza. 

Al sistema frega nulla che i boschi brucino, gli interessa incassare.