Tratto da moneymaven.io Scelto e tradotto da Gustavo Kulpe

La Francia, già interessata dalla quarta settimana di sciopero dei trasporti, si trova ad affrontare una nuova serie di proteste, contro lo shopping domenicale.

La domenica è sacra

Assediati dalla concorrenza online, gli esercizi commerciali restano aperti anche domenica pomeriggio con casse automatiche. I critici temono un’invasione del consumismo in stile americano.

Per saperne di più, leggi questo articolo: Self-Checkout in France Sets Off Battle Over a Day of Rest

Le norme del lavoro francesi vietano alla maggior parte degli esercizi commerciali di far lavorare i propri dipendenti dopo le 13:00 di domenica. Ma mentre l’e-commerce e i giganti online come Amazon implementano un’epoca di acquisti online 24 ore su 24, i rivenditori stanno aumentando l’uso di casse automatiche per poter competere.

La mossa ha provocato una ondata di proteste in Francia, dove la domenica è tradizionalmente un giorno di riposo per lavoratori e famiglie. Ma se le macchine automatiche vengono spesso utilizzate insieme a cassieri umani, i sindacati affermano che andare verso la completa automazione delle operazioni di cassa minaccia lo stile di vita francese perchè incoraggia il consumismo e l’automazione in stile americano, mettendo a rischio migliaia di posti di lavoro.

“Le domeniche sono sacre”, ha affermato Patrice Auvinet, capo della Confederazione generale del sindacato ad Angers, una città di medie dimensioni nella Francia occidentale. “Se cambierà questo, cambierà l’intera società francese. E se le casse automatiche saranno la normalità, si avrà un impatto catastrofico sui lavoratori “.

Il supermercato Groupe Casino di Angers, che impiega 115 persone in un quartiere popolare, paga i dipendenti per lavorare fino alle 12:30 di domenica, come di consueto, assumendo poi guardie di sicurezza di una compagnia esterna, per mantenere il negozio aperto tutta la sera. Groupe Casino gestisce 130 negozi più piccoli a Parigi e in altre città utilizzando macchine automatiche di cassa per consentire ai consumatori di fare acquisti fino a mezzanotte e oltre.

Il caos è cresciuto quando i manifestanti sono stati raggiunti da membri locali del movimento Gilet Gialli, nato lo scorso anno per protestare contro i salari stagnanti e il declino del tenore di vita. Denunciando ciò che ritenevano essere un’attentato al tenore di vita dei lavoratori, irruppero nel negozio, buttarono giù i prodotti dagli scaffali laterali e infastidirono i clienti che stavano usando le macchine automatiche per i pagamenti.

Quarta settimana di scioperio nei trasporti

DW riferisce che i trasporti a Natale sono strati interrotti da uno scipero prolungato.

I viaggiatori in Francia hanno dovuto affrontare disagi il giorno di natale, poiché lo sciopero dei trasporti si è prolungato nella sua quarta settimana coincidendo con le vacanze natalizie.

Migliaia di treni sono stati cancellati o hanno subito ritardi, mentre i taxi, i servizi di condivisione dei viaggi e le agenzie di noleggio auto sono stati travolti da un eccesso di domanda. La metropolitana di Parigi è stata chiusa, ad eccezione di due linee.

Al centro delle agitazioni sul lavoro, che ha scatenato proteste diffuse e scioperi della durata di due settimane, c’è la riforma che eliminerebbe 42 diversi regimi pensionistici creandone uno valido per tutti.

Inoltre, la riforma cerca di portare a 64 anni l’età fino a quando le persone devono lavorare per ottenere una pensione completa. Sono due anni oltre l’attuale età ufficiale di pensionamento in Francia.

Anche i lavoratori dell’Opera di Parigi, che possono andare in pensione a 42 anni, si sono uniti allo sciopero. Martedì circa 40 ballerini hanno messo in scena Il Lago dei cigni per i passanti sui gradini fuori dal teatro dell’opera con striscioni che avvertivano: “Cultura in pericolo”.

Allarme – Cultura in pericolo

Infatti.

E sarebbe anche ora.

Nel frattempo, suggerisco alla Francia di prendere lezioni da Ronald Reagan: Licenziate gli scioperanti.

Mike “Mish” Shedlock