Santa Amazon in pieno covidemonio Vi ha servito e riverito, i suoi magazzini logistici e i suoi corrieri hanno soddisfatto in tutto il popolo messo a casa con museruola e quarantena. Hanno lavorato come pazzi furiosi. E così tutti hanno pensato che Bezos si fosse arricchito alle spalle del Covid19.

E’ una cagata pazzesca, una roba che solo al pensarci mi arrabbio. Ma Voi avete idea di cosa avete fatto in quarantena? Eravate sempre su internet, social media, avete mandato quasi tutto in tilt, i server non riuscivano a sostenere l’ultima ancora su cui vi siete appoggiati: la libertà di parlare, discutere, navigare, scaricare, acquistare, divertirvi, tutto quello che il web e il deep web Vi può offrire.

Avevo ragionato – molto tempo fa – con un corvide amico su Amazon e come guadagnava, ma poi di recente ho rivisto un amico e mi sono resa conto della stupidità gargantuesca della gente comune. Amazon con le sue vendite ci ha guadagnato pochissimo, e ringraziatela perché ha sostenuto un sevizio disumano in un momento pesante, ma non è li che guadagna.

Bezos lavorava in un hedge fund all’inizio degli anni Novanta, è lì che si reso conto della rapida crescita di internet, aveva capito l’importanza del mercato delle vendite online. Iniziò con i libri, poi diventò un negozio che vendeva di tutto. Poi capì dove si facevano veramente i soldi, la crana, e iniziò a costruire Amazon Web Services che domina il cloud computing. Ad esempio Amazon sta sviluppando “Ring” un sistema di videosorveglianza che utilizza il software di riconoscimento facciale “Rekognition”.

Voi vedete solo Amazon Echo, i poveri trasportatori che vi consegnano i pacchettini, e magari la nuova Amazon Pharmacy. Sicuramente è una grande infrastruttura invisibile che pervade la nostra vita quotidiana. Ma non è interessata a conquistare il mercato con l’obiettivo di crescere senza fine. Avrebbe troppi nemici, verrebbe segata dall’alto. Sicuramente tenterà di distruggere alcune istituzioni pubbliche (le Poste ovunque avranno grossi danni) è una azienda dotata di una flotta gigantesca di camion e una ineccepibile infrastruttura di consegna. Ma Bezos non gioca al ribasso, non gliene frega nulla di ammazzarsi di lavoro per competere per permettervi di avere tutto a costi inferiori rispetto ai governi e ai privati.

Amazon non è un animale predatore, è nata in tale ambiente e poi ha capito che lì si guadagnava poco.

Sicuramente quando si è imposta ha imposto le sue legge fiscali, ma alla fine Vi ha offerto un servizio efficiente e low price. Un vero libertario la potrebbe quasi accusare di socialismo, ma spero col cuore che non arrivino i soliti della Scuola Austriaca che hanno armi affilate per affermare “che dove si sono abbassate le tasse si sono creati migliaia di posti di lavoro”. NON è questo l’articolo e non è su questo su cui voglio far riflettere. Sicuramente Bezos ha imposto la corsa al ribasso e tanti governi locali hanno dovuto affrontare tale problema perché avevano bisogno di offrire posti di lavoro, ma non è qua dove Amazon guadagna.

Dove Amazon è stata profondamente criticata se ne è andata, Amazon non intende governare, altri suoi illustri colleghi di Silicon Valley passano guai così grossi che Bezos ha capito che era meglio starne al largo. Ma questo i media e la gente non lo ha capito.

E’ dannatamente scomodo – e richiedono montagne di soldi in corruzione – lavorare con nazioni che alla fine sono governi privati: non è mai agevole lavorare in strutture che alla fine sono strutturate come dittature. A Bezos non interessava imporre democrazia e nemmeno costruire infrastrutture in zone rigidamente controllate. Lì non si fa la crana. Lo volete capire?

Sicuramente pensa allo spazio e la sua idea è di sviluppare Blue Origin, ma ogni persona ha i suoi sogni. Del resto ha lasciato tutto il campo a Elon, non era quello il campo su cui sbattersi. Bezos ama costruire le necessarie infrastrutture, i lavori “dedicati” li devono svolgere i competenti. Lui crea le infrastrutture necessarie per realizzare sogni e futuro.

E’ un uomo pragmatico che conosce gli insostenibili desideri della massa sociale, sa che vive in un mondo in esplosione demografica, cattura l’energia e la mette a disposizione dei sui server con cui soddisfa ogni desiderio e azione. Ma sa anche che più si consuma più si dovrà razionare. Spesso non pensa a come salvare il pianeta, pensa a come fuggire (senza cambiare il nostro modo di vivere) e come farlo altrove.

Non è un pazzo filantropo e magari non si riconcilia sempre coi suoi desideri. Ma è meno pazzo di altri. C’è chi punta allo spazio e chi punta a ridurre gli umani sul pianeta. Lui punta a costruire missioni destinate a fuggire dalla terra per lo spazio, ma si sa che solo poche persone potranno andarsene e ai ritmi attuali tutto sta diventando insostenibile, i flussi migratori parlano chiaro.

Se lo farà sfrutterà tutte le risorse. Le prime sono quelle umane senza dimenticare l’economia che frutta i suoi server. E’ un post socialismo con visione futuristiche, capitali che si muovono in due direzioni: il futuro da creare e il presente da sfruttare. Non il solito filantropo con la testa flippata di ideologie e obiettivi, lascia sempre un margine, è un motore a geometria variabile.

Bezos è coerente, sa che è un mondo duro, anche fuggire dalla Terra è un fallimento sociale, ma lo ha debitamente messo in conto. I nuovo oligarchi non sono geni, non sono maestri del buon senso, ma sanno che di buon senso non ne circola, offre un servizio e server a prezzi ponderati di cui tutti sono affamati, si risparmiano la filantropia e pensano al futuro, senza grosse illusioni. Propongono, ma sanno benissimo che le cose si evolvono, e probabilmente Bezos lo spera. E’ il meno pazzo delle persone che lo circondano.

E interessatevi di più dei server – di quello che fanno e di cosa offrono – e non dei poveri disgraziati che lavorano per consegnarvi un pacchetto, su questo piccolo pianeta. Se volete capirlo. Alessia C. F. ALKA

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg. Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.