Leggo sempre con interesse Antonino Arconte, e la sua frase: “I lettori dell’Ultima Missione del 2001 sanno bene quanto fossi contrario all’entrata delle forze Armate Americane e Nato nella trappola Afghana, così come in quella Iraqena. Non ero contrario perchè pensassi che potessero perdere quelle guerre, bensì perché non avrebbero potuto concluderle definitivamente. Precisavo il mio pensiero scrivendo: “Se si devono prendere delle lepri, servono dei buoni cani da caccia e le doppiette, non gli stormi di cacciabombardieri!”

Riprendo tale frase perché la lepre che da tempo vuole ossessivamente andare a Taiwan è una tenera colomba della pace: Nancy Pelosi.
Pechino più volte le ha indicato di non andarci, se ci va scoppia la guerra.

Ma i cinesi hanno davvero il coraggio “per fare a sportellate” con gli americani? Bella domanda che mi viene giornalmente posta.
I russi lo stanno facendo, e ora tocca alla Cina.
Bene vediamo cosa ha appena scritto la Cina. L’account ufficiale dell’80ª Armata dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina su Weibo riporta una breve nota: 备战!Pronti alla guerra!

Sull’account ufficiale dell’80ª Armata dell’Esercito Popolare di Liberazione della Cina è apparso il messaggio “Pronti alla guerra”. Ma l’80ª Armata si trova nella provincia di Shandong, Yellow, che significa prontezza di guerra generale nei rami delle forze armate cinesi.

L’intera regione Asia-Pacifico guarda con il fiato sospeso l’esito dello stallo tra USA e Cina, mentre Nancy Pelosi ha iniziato il suo viaggio nei Paesi alleati della regione. Fino all’ultimo minuto, Pechino ha cercato di cancellare la visita di Pelosi, chiedendo persino ai senatori di intervenire.
Allo stesso tempo, tutto il peso ricade su due mosse della Cina: Il Comando della flotta ha annunciato esercitazioni nella regione senza fornire dettagli, mentre ha dato l’ordine “yanzhen yidai” al Corpo d’armata cinese.
Codice “yanzhen yidai”
Il Ministero degli Esteri cinese ha usato l’espressione “yanzhen yidai” (siamo pienamente preparati per ogni eventualità), che letteralmente si traduce in “le forze militari sono in stand-by e aspettano il nemico” e il Ministero della Difesa ha detto che il PLA “non resterà inattivo” se Pelosi visiterà Taiwan.
Le minacce cinesi hanno preso di mira la stessa Pelosi. “Se gli Stati Uniti non riescono a contenerla, che la Cina la contenga e la punisca”, ha twittato Hu Jin, ex direttore del quotidiano statale cinese Global Times. “L’aeronautica militare del PLA renderà sicuramente la sua visita un imbarazzo per se stessa e per gli Stati Uniti”, ha aggiunto.
Allo stesso tempo, la USS Ronald Reagan si trovava a circa 185 chilometri (115 miglia) dalle Spratly giovedì, secondo le immagini satellitari. Accanto ad essa c’erano due navi da guerra cinesi, il cacciatorpediniere cinese Type 052D e una fregata Type 054A, avvistati a 27 e 23 chilometri di distanza.
RC-135V statunitense che monitora la situazione nell’arcipelago delle Spratly fornendo un’immagine alla USS Ronald Reagan. L’aereo è decollato dalla base aerea di Darwin, in Australia.
I video e le foto ad alta definizione vere le trovate qua https://warnews247.gr/synostismos-dynameon-xekinise-to-taxidi-i-n-pelozi-kodikos-yanzhen-yidai-sto-kineziko-stratevma-ploia-tou-pla-presaroun-to-uss-ronald-reagan/

Un viaggio pericoloso visto l’itinerario dove la visita a Taiwan è stata definita “provvisoria”. Il viaggio prevede visite in Giappone, Corea del Sud, Malesia e Singapore. Più volte sono stati fermati i viaggi della tenera colombella della pace pelosa a Taiwan nelle ultime settimane.

Qua dal mio occidente avevo solo visto 3/4 prove di Pelose-penetrazioni, ma stando ai cinesi, questi le ha lanciato sei avvertimenti contro la sua possibile visita all’isola di Taiwan. E devo ammetter che per la sua età è una autentica guerrafondaia che fa le pippe anche a Hillary Clinton. Di fronte alla frequenza degli avvertimenti cinesi e le osservazioni utilizzate dai vari dipartimenti, ebbene Nancy va dritta a contrastare la determinazione della Cina.
Concedetemi una breve analisi personale.
Nancy si prende direttamente in mano tutto, anche le misure militari americane necessarie per contrastare le sfide.
Per quanto la odio e la detesto, devo dire che alla sua età è una delle poche guerrafondaie che mira a salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale americana. Detesto scriverlo, ma devo ammettere che è una atlantista pura sprezzante e impavida.
E’ una delle poche che nonostante la sua età è andata a presa diretta.
Personalmente la odio, ma non posso non ammirare il suo coraggio.
Tanto che l’esercito cinese da mesi la tiene nel mirino e non tollera nessuna sua mossa di “indipendenza di Taiwan”.
Capiamoci, io non gradisco Nancy, ma la sua forza e volontà di affrontare il destino mi farà capire se la CINA ha davvero le palle per prenderla a sportellate e se davvero affronterà la sfida da lei lanciata.
Nancy la temeraria.

Comunque sia la temeraria Pelosa e gli USA non devono sottovalutare la crisi e i risultati potenzialmente disastrosi che porterebbe lo Stretto di Taiwan alla guerra.”

Strani giorni, raramente onoro nemici, ma quando hanno fegato nelle sfide che lanciano nella loro portata, ebbene la ammiro anche se tanto la detesto. Questione di pallezzitudine. Ammiro sempre gli sfidanti sul campo.
Sì avete letto bene, ammiro gli sfidanti sul campo, poi vedremo se avvero la Cina ha il fegato della Russia, e qua casca il gioco va solo analizzato.
SEMPRE COMUNQUE OVUNQUE ALESSIA C. F. (ALKA)

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Alessia C. F. (ALKA)
Esploro, indago, analizzo, cerco, sempre con passione. Sono autonoma, sono un ronin per libera vocazione perché non voglio avere padroni. Cosa dicono di me? Che sono filo-russa, che sono filo-cinese. Nulla di più sbagliato. Io non mi faccio influenzare. Profilo e riporto cosa accade nel mondo geopolitico. Freiheit ist ein Krieg Preferisco i piani ortogonali inclinati, mi piace nuotare e analizzare il mondo deep. Ascolto il rumore di fondo del mondo per capire quali nuove direzioni prende la geopolitica, la politica e l'economia. Mi appartengo, odio le etichette perché come mi è stato insegnato tempo fa “ogni etichetta è una gabbia, più etichette sono più gabbie. Ma queste gabbie non solo imprigionano chi le riceve, ma anche chi le mette, in particolare se non sa esattamente distinguere tra l'etichetta e il contenuto. L'etichetta può descrivere il contenuto o ingannare il lettore”. So ascoltare, seguo il mio fiuto e rifletto allo sfinimento finché non vedo tutti gli scenari che si aprono sui vari piani. Non medito in cima alla montagna, mi immergo nella follia degli abissi oscuri dell'umanità.