2008: Governo Berlusconi: ecco la Social card

40 euro mensili ai bisognosi d’Italia. Quello che non si disse però è che migliaia di italiani – ai tempi – si ritrovarono in mano una patacca. Una carta azzurra, di plastica, con il retro magnetico, il numero, il logo giallo e rosso della Mastercard. Belle, eccome. E di valore: si stimarono costi almeno 50 centesimi l’una, più 1 euro per la ricarica bimestrale, più il 2 per cento per le spese del circuito bancario. Uno scherzetto da 8 milioni e 500mila di euro, a pieno regime. Una lotteria per il mezzo milione di italiani che, soltanto alla cassa e davanti al commesso, potevano sapere se la sua carta annonaria era buona oppure uno scherzo del destino, se poteva permettersi di fare la spesa oppure di annunciare la propria povertà a tutti. Duecentomila tessere vagavano scoperte di tasca in tasca, sospese o respinte. Duecentomila italiani, e forse di più, le possiedono ancora oggi senza poterle utilizzare. Alcuni (pochi) lo sanno. Altri, molti altri, che non sapevano sono andati incontro alla sciagura.

Quello che si sa è che la vecchia social card, nata con la manovra del 2008, venne modificata nel 2014 estendendola anche per cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea ed ai loro familiari, nonché ai cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno (soggiornanti di lungo periodo) con residenza in Italia.

2016: Col Governo Renzi arriva il Reddito di Inclusione (REI)

La misura riguardava oltre cinquecentomila famiglie per un totale di 2 milioni di persone con un tetto di 485 euro al mese. La riforma poteva concedere fino a 780 euro a persona. Non si conoscono i costi di produzione della card. Quello che sappiamo è che nel 2017 cambiano il nome alla vecchia social card nata nel 2008 con Carta Sia e Sostegno Inclusione Attiva , dove il titolare poteva richiedere (avendo “requisiti di povertà”) fino a 400 euro al mese. Uffa, quanta confusione!!

Ma allora come funzionava il REI?

Quello che si sa è questo: Il Reddito di Inclusione (REI) era una misura nazionale di contrasto alla povertà. Il REI si componeva in due parti: un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI) e un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà. Soddisfatto il requisito per il beneficio economico, il progetto veniva predisposto con il supporto dei servizi sociali del Comune che operavano in rete con gli altri servizi territoriali (ad esempio Centri per l’Impiego, ASL, scuole, ecc.), nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti no profit. Il progetto coinvolgeva tutti i componenti del nucleo familiare e prevedeva l’identificazione degli obiettivi che si intendeva raggiungere, dei sostegni di cui il nucleo necessitava, degli impegni da parte dei componenti il nucleo a svolgere specifiche attività (ad esempio attivazione lavorativa, frequenza scolastica, tutela della salute, ecc.). Il progetto era definito sulla base di una valutazione globale delle problematiche e dei bisogni da parte dei servizi, insieme al nucleo.

2019: Reddito di Cittadinanza del Governo Di Maio-Salvini

Anche in questo caso non si conoscono i costi di produzione della card. L’assegno nasce come una misura di contrasto: “Alla povertà, alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, nonché a favorire il diritto all’informazione, all’istruzione, alla formazione, alla cultura attraverso politiche volte al sostegno economico e all’inserimento sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro”.

REI E REDDITO: STESSA IMPOSTAZIONE

La definizione sopra riportata avvicina parecchio la misura sbandierata dal governo gialloverde al vecchio REI-Reddito d’Inclusione approvato a suo tempo dal governo Gentiloni (il prosieguo di Renzi). Cioè, non si tratta di una misura di reddito slegato dal lavoro come nei paesi del Nord Europa, bensì è un sostegno orientato alla reintroduzione nel mondo del lavoro. Impostazione e obiettivi del RDC sono dunque gli stessi del Rei-Reddito d’Inlusione.

Cambia però, e parecchio, la platea così come lo stanziamento, che era di poco meno di 2 milioni per il REI e sarà di circa 6 per il RDC. L’assegno massimo del REI arrivava a 540 euro, mentre quello legato al RDC è di 780 euro. Inoltre la carta REI veniva erogata per un periodo massimo di 18 mesi e poteva essere rinnovata soltanto una volta trascorsi 6 mesi, mentre il RDC dovrebbe avere una durata massima di 3 anni, anche se per via delle poche risorse disponibili, i tecnici che stanno lavorando alla definizione della misura hanno ipotizzato a una riduzione di 18 mesi o a non più di due anni.

REI FINO AD APRILE

Fino all’avvio del RDC l’importo del REI resterà invariato e la proroga al 2019 è stata voluta e pensata soltanto per evitare che i contribuenti, in difficoltà economica, si trovassero senza alcuna forma di sostegno economico. Si potrà presentare domanda all’INPS e beneficiare del reddito di inclusione fino a marzo o aprile 2019, data presunta di avvio del RDC. Non sono cambiati requisiti e importi e per poterlo richiedere resta indispensabile presentare il modello ISEE. Anche nel 2019 quindi bisognerà tenere come riferimento soltanto quelli economici certificati dal modello ISEE, poiché sono stati eliminati i requisiti relativi alla composizione del nucleo familiare, inizialmente richiesti per poter fare domanda di REI. Per richiedere il REI nel 2019 non cambia l’insieme dei requisiti necessari, sia per quanto riguarda il reddito documentato mediante il modello ISEE, che quelli relativi al proprio patrimonio mobiliare e immobiliare.

Facciamo chiarezza ora!

Tutti I governi hanno portato avanti un progetto vecchio, non c’è mai stata l’idea di fare realmente qualcosa di diverso. Il mio pessimismo e scetticismo è legato a zero progetti per il lavoro/occupazione per i giovani e per il reinserimento degli over 40/50. Quello che rimane nascosto è che molti faranno domanda per l’aiuto o sostegno sociale, ma che probabilmente sarà dato a pochi, non prima di controllare i “requisiti di povertà”. Si prevede una platea di 2,3 milioni di nuclei familiari, con una variazione del Reddito di cittadinanza a 6,5 milioni di persone . Del resto, come al solito, a nessun altro interessa il costo di produzione della card che verrà emessa per la terza volta in questo Paese. In termini di cartaceo e quali i tempi burocratici? Anche la povertà si evolve! Se la matematica non è opinione… quanto ci costa l’aiuto? Soprattutto quanto dura l’aiuto?